“Uno & Trifasico” in “La Bottega del Fantastico #5”

“Uno & Trifasico”

Racconto in “La Bottega del Fantastico #5”, a cura di Franco Giambalvo, Nuove Vie, 2017

La Rivista

Nuova uscita della storica rivista “La Bottega del Fantastico” uscita in 4 numeri.
Il numero, monografico dedicato alla “Fantascienza sociologica”, apre con un saggio di Giuseppe Caimmi, seguito da un racconto di Giulia Abbate. Poi un’intervista con Silvio Sosio, un articolo di Pietro Fiorili, un racconto di Renato Pestriniero (Girotondo com’è bello il mondo), un’intervista con Robert J. Sawyer e un articolo di Giuseppe Festino.

 

“Uno&trifasico”: incipit

Fase 1
Donatore di Supporto Cognitivo

Lì non permettevano di misurare il passare del tempo. Ma i modi per farlo non gli mancavano.

La camera era piccola, appena più grande di una cella di isolamento, e aveva una patina opaca che la faceva sembrare sempre sporca. Sul soffitto c’erano macchie, come se qualche occupante precedente fosse riuscito a raggiungerlo, magari con una scopa o le gambe dello sgabello, e lasciarvi dei freghi neri. L’alone di umidità che si allargava in un angolo sembrava una macchia di sangue rappreso. Lo sguardo ancora preciso di Elvex450, tarato al millimetro, ne monitorava i progressi ogni mattina.

Due millimetri dalla mattina precedente.

Dieci millimetri dall’inizio della settimana.

Ventidue millimetri da quando Elvex450 si trovava lì: undici giorni, otto ore.

Trentatré giorni e nove ore da quando lo avevano allontanato dalla postazione. Tredici giorni da quando era stato prelevato e riportato alla casa madre. Quarantacinque giorni da quando aveva eseguito l’ultimo sabotaggio delle macchine nemiche. Quando aveva trovato Elvex453 impiccato nella camerata, la macchia sul soffitto doveva misurare sì e no tre millimetri.

“Sono le sette e mezza” disse la voce dall’altoparlante. “Ben svegliati, Elvex. Tra pochi minuti, le porte si apriranno e la colazione sarà servita nella mensa. Buon appetito. Siete pregati di non disturbare le chimere.”

 

Hanno detto:

Questo racconto è prima di tutto scritto molto bene, con “Uno&trifasico” Giulia ha fatto un gran lavoro di ottimizzazione del linguaggio.
Si tratta di un piccolo romanzo che si dipana in tre fasi.
La prima parte ricorda lo stile di un 1984, tanto per dire: Elvex450 è controllato, triste, nervoso, avulso da qualsiasi cosa… Si intuisce, ma a quel punto quasi non si capisce chi o cosa sia Elvex450, prigioniero di un ambiente squallido.
Per quel che riguarda la seconda fase, mi è piaciuta moltissimo:bello il cambiamento di stile e di ambiente, l’azione frenetica, l’improvviso passaggio dalla malinconia alla vita di una società del tutto diversa. Qui la storia varrebbe da sola un possibile spin-off.
Infine la terza parte, tragica, malinconica ancor più di prima, perché quel mondo così deve essere letto.
Il racconto è una feroce critica verso il pensiero razzista, anche se qui l’oppresso non è l’uomo, come si capisce quasi subito.
La storia dice molto dell’abilità di Giulia nel fare fantascienza. In qualche punto la sento ancora legata a una tradizione fantascientifica italiana che nasce molti anni fa, ma in molti altri punti sento invece la sua voglia di svincolarsi da cliché a cui non si deve affatto attenere.
Con la sua abilità ci aspettiamo altre grandi storie. Intanto godetevi “Uno&trifasico”, perché ne vale la pena.
Il curatore Franco Giambalvo

Persino in “Uno & Trifasico”, forse il racconto più vicino alla fantascienza tradizionale, il punto di vista e lo sviluppo della storia sono fortemente rinnovati. La questione razziale e la prospettiva diun percorso di solidarietà, di speranza d’identità, di affetto sono affrontate in modo davvero originale.
Recensione di Dina Lentini su La Natura delle Cose
Uno & trifasico è il racconto più hard (in senso fantascientifico, non erotico) della raccolta. In poco più di venti pagine riesce a raccontare la storia di una “maturazione” molto particolare, il passaggio di una linea d’ombra in un futuro poco augurabile.
“IQ83 – parte III” di Franco Ricciardiello su Ai margini del Caos