“Sinfoniade” in “Le variazioni Gernsback”

“Sinfoniade”

Racconto in “Le variazioni Gernsback”, a cura di Gian Filippo Pizzo, Luca Ortino, Walter Catalano, Edizioni Della Vigna 2014

 

  Il libro

Il fantastico si può ispirare agli aspetti più svariati della nostra vita o della nostra cultura: non è difficile trovare storie che si rifanno alla matematica, all’astronomia, all’economia, alla gastronomia, alla pittura… e sì, persino alla musica. Questa antologia comprende undici racconti tra il fantastico, l’orrore e il fantascientifico, ma tutti con il denominatore comune dell’arte di Euterpe. Incontrerete violinisti robot, parteciperete a un’inedita riunione dei Beatles e a gare di tango la cui posta è la vita, scoprirete il vero significato della musica di Mozart e il segreto delle composizioni di Sainte-Colombe, vi preoccuperete per le potenzialità del circuito di Macauley. Sarete su Marte per ricreare un’opera presentata alla Fenice di Venezia, vi ritroverete con Cortot, Rubinstein e Lipatti al concorso pianistico di Vienna del 1934, conoscerete spiriti buoni e malvagi demoni che si dilettano con pianoforti o bassi e chitarre, cercherete di comunicare con gli alieni tramite sinfonie di colori.

 

  Il mio racconto: “Sinfoniade”

Può un genio essere crudele?, si chiedeva il grande Puskin. Qui i geni sono due e la crudeltà si spreca.
Solo una battaglia epica deciderà il vincitore, una lotta fratricida a colpi di archetto e toni alterati.
Solo una Sinfoniade… che la musica cominci.

 

 “Sinfoniade”: incipit

La notte prima delle Sinfoniadi, Armando Pepenero fece un sogno.

Sognò di essere immerso in una melodia fatta di luce. Metro, tono, intervalli, tutto si estrinsecava in onde di spettro altissimo: un bianco abbacinante.

Ma freddo. Pepenero aveva tanto freddo. Cercò di nuotare, freneticamente, per scaldarsi.

In quella grande luce, armoniosa ma priva di empatia, qualcosa cambiò e sorsero nuove frequenze, come i primi raggi di un astro lontano. Voci, parole, e il reflusso di un rumore bianco che pareva il respiro di una gigantesca macchina.

Smise di concentrarsi sull’ascolto e si arrischiò ad aprire gli occhi. Nel lucore abbagliante e fluido scorse qualcosa, sbatté le palpebre, le strizzò. C’era una figura enorme, vestita e circonfusa d’argento; aveva il viso coperto da quella che sembrava una mascherina, che rifletteva il suonoluce con bagliori azzurrini. Al di sotto di quella copertura, si udì salire una voce.

“Ha aperto gli occhi” diceva, in Si Minore. “Eccolo. Ben svegliato, Maestro.”

 

Hanno detto

 

Sinfoniade (un bel titolo che omaggia Stanisław Lem) appare nel 2015 in una raccolta di racconti di fantascienza “a tema” (la musica) curata da Gian Filippo Pizzo, Walter Catalano e Gianluca Ortino; si inserisce nell’ampio e fecondo filone delle storie che accostano musica e soprannaturale, a partire dal Doctor Faustus di Thomas Mann. È uno dei racconti più rigorosi della raccolta per i riferimenti musicali, sintomo di un accurato lavoro di preparazione.
“IQ83 – parte III” di Franco Ricciardiello su Ai margini del Caos

Le ” sorprese ” e le rivelazioni letterarie che ci restano sempre care sono le più inaspettate: è sufficiente la lettura di un breve racconto perfettamente costruito, dove trama e materia letteraria procedono di pari passo, nutrendosi l’una con l’altra vicendevolmente,  a fare scattare nel lettore una molla segreta, sopratutto quando la struttura letteraria diventa connaturata e funzionale a sostenere l’anima polifonica e musicale di un racconto. E questo vale tanto più per un racconto in tema come “Sinfoniade “.
Se a tutto questo si aggiunge, oltre alla consueta libertà del lettore di cestinare quanto non è gradito alla propria sensibilità, come nell’occasione della selezione con gli amici e colleghi Catalano e Pizzo dei racconti per l’antologia ” Le Variazioni Gernsback “,  il potere quasi demiurgico di poter accettare o rifiutare  per la pubblicazione un racconto del genere, la risposta è sempre  SI , SI, SI…
Il curatore Luca Ortino

Si parte con il pregevole «Sinfoniade» di Giulia Abbate. L’andamento del primo atto, a esempio, è questo: un «terzetto», un’«aria», un «concertato», un «recitativo», un nuovo «concertato», un «arioso».
Daniele Barbieri, da  “Fantamusica, oh, sì”