“La città della gioia” in “Lo Zar non è morto”

“La città della gioia”

Racconto in “NeXT-Stream – Lo Zar non è morto”, antologia a cura di Nico Gallo e Lukha B. Kremo, Kipple, 2020

Il LIBRO:

Antologia di undici storie ucroniche, fantapolitiche o semplicemente ambientate in un “tempo fantastico” che, lette una di fila all’altra, sembrano riscrivere gli ultimi cent’anni di Storia, quel lasso temporale che ci separa dalla nascita della contemporaneità e dalla scomparsa degli Zar.
Lo zar non è morto – Grande romanzo d’avventure è un romanzo scritto nel 1929 da un gruppo di letterati italiani provenienti da diverse correnti culturali capeggiati dal padre del Futurismo: Filippo Tommaso Marinetti.
A distanza di quasi un secolo, parafrasando un celebre album dei CCCP,  curatori e autori sfidano i lettori a trovare le “Affinità e le divergenze tra il  futurista Marinetti e noi, del conseguimento della maturità letteraria”.

 

Il RACCONTO: “La città della gioia”

Nel 1918, i Romanov vivono prigionieri a Ekaterinburg, mentre la Russia è infiammata dalla guerra civile e i menscevichi stanno per raggiungere lo zar e liberarlo con la sua famiglia. Ma accade qualcosa, che ha radici in un assassinio sventato, che cambia il corso della storia… o almeno, di una storia.

Incentrato sulla fuga di Anastasia Romanovna in un’Europa percorsa da guerre e rivoluzioni, il racconto è la storia della sofferta ricerca di una “città celeste” in terra, o forse di una via di scampo alle utopie altrui, verso una strada femminile e femminista che risani il mondo.

Hanno detto:

Abbiamo parlato dell’antologia in un panel online, commentando i racconti e confrontandoci sull’ucronia, qui: STRANE-KIPPLE / Lo Zar tra i rizomi