“Il Gestionale” in “Oltre Venere”

“Il Gestionale”

Racconto in “Oltre Venere”, a cura di G. F. Pizzo, La Ponga Edizioni, 2016

 L’antologia

Con pochissimi precedenti nel nostro paese, Oltre Venere raccoglie le voci più interessanti fra le autrici di fantascienza nel nostro paese.
Gian Filippo Pizzo, curatore di antologie tra le più apprezzate sulla scena italiana, ci presenta uno spaccato significativo e qualitativamente elevato di una nicchia finora poco esplorata. Le scrittrici sognano le pecore elettriche? Scopritelo con noi in un viaggio che vi porterà… Oltre Venere!

 

 “Il gestionale”: incipit

Che il Cielo mi aiuti.

Vago confusa da ore, cammino nel parco deserto e mi chiedo a che santo votarmi.

Posso pregare il dio delle cose? O piuttosto è il dio dei numeri che mi deve misericordia, visto che sono i numeri  responsabili dell’abominio in cui mi trovo?

È colpa loro. I byte hanno agito, ma i numeri esistono oltre il segnale elettrico. I numeri celano il divino, loro compongono il mondo, i numeri scompongono la mia vita, pezzo per pezzo, celando mostri dietro apparenze perfette.

È iniziato tutto in modo normale. Con il senno di poi, avrei dovuto vedere i segnali: rovesci metereologici sospetti, follie elettromagnetiche, guasti diabolici e una fiducia tragicamente mal riposta. Ma, come si suol dire, del senno di poi sono piene le fosse.

E le schede madri.

 

 Hanno detto

 

Uno degli aspetti che rendono la fantascienza un genere letterario vitale, seppur mai abbastanza riconosciuto, è la capacità che esso ha di leggere l’attuale e di darne un’analisi lucida e profonda, specie per quanto riguarda le contraddizioni del reale.

Lavorando per una multinazionale mi sono trovato ad avere a che fare con un programma gestionale e con la centralità che esso svolge nella vita lavorativa dell’azienda. In tal senso, Giulia Abbate riesce a cogliere perfettamente l’assurda rivoluzione copernicana per cui quanto espresso dai software di gestione diventi più attendibile della realtà stessa, al punto che in caso di discordanza un eventuale errore del sistema stesso viene preso in considerazione solo dopo aver vagliato tutte le altre alternative.

Il gestionale riesce a dare una lettura pertinente del quotidiano con un registro ironico e svagato.

Stefano Tevini, editore La Ponga

La casa editrice La Ponga e Gian Filippo Pizzo – curatore di Oltre Venere – hanno dato buona prova di credere non solo nell’editoria italiana, ma anche nella sci-fi e soprattutto (chi scrive esulta) nel vivace e complesso mondo femminile che, per questa occasione, ha deciso di giocare le sue carte migliori dando vita a una bellissima raccolta di racconti che riusciranno ad appassionare, divertire ed emozionare un vastissimo target di lettori.
I 13 racconti sono infatti piuttosto diversi tra loro, così come diverse sono le tematiche affrontate, gli stili di scrittura, il modo di fare fantascienza, di intendere il futuro, il progresso, la civiltà, la tecnologia.
Recensione di Caterina Bovoli su Altrisogni.it

Ci sono almeno tre racconti che meritano, anzi strameritano, la fatica di cercare l’antologia «Oltre Venere» – 254 pagine per 13 euri – curata da Gian Filippo Pizzo per La Ponga edizioni.

Il primo è «L’ultima milonga» di Elena di Fazio: capace di spostare, senza retorica o ambiguità, gli orrori dei fascismi umani in un’altra dimensione lasciandoci sospesi e incantati sino agli ultimi «due rimpianti», cioè le splendide righe finali.

Il secondo è «Il gestionale» di Giulia Abbate, che in certe atmosfere ci porta nelle cantine dell’inconscio come il classico film «L’invasione degli ultracorpi» o per meglio dire il romanzo «Gli invasati» (“The Body Snatchers”) di Jack Finney. Il finale è come un imprevisto schiocco di frusta. Alla cervicale? Anche.
“Le aliene da sempre tra noi” di Daniele Barbieri, recensione su La Bottega del Barbieri

Il gestionale è originariamente apparso sull’antologia di fantascienza al femminile Oltre Venere, ed. La Ponga 2016. Lo stile qui è quello della letteratura mimetica, la trama è costruita intorno a un paradosso che potrebbe essere una variante matematica di  “l’atto di osservare influenza l’oggetto dell’osservazione”. Costruito con cura e intelligenza, il racconto sembra però rivolgersi ai non addetti ai lavori, a chi afferma di non amare la fantascienza — senza peraltro aver mai provato a leggerla.
“IQ83 – parte III” di Franco Ricciardiello su Ai margini del Caos