“Calendario della semina” in “Ma gli androidi…”

“Calendario della semina”

Racconto in “Ma gli androidi mangiano spaghetti elettrici?”, a cura di Francesco Grasso, Massimo Mongai, Marco Minicangeli, Edizioni Della Vigna, 2015

 

 

IL libro

“Nutrire il futuro” è il tema di Expo 2015. In questo libro, pubblicato nell’ambito dei tavoli tematici Expo, troverete diciotto racconti sul cibo del futuro, e sul futuro del cibo.
In una Terra con sempre più abitanti e risorse sempre più saccheggiate, avere abbastanza da mangiare potrebbe diventare un problema nei prossimi decenni. I curatori hanno quindi chiesto agli autori, e naturalmente alle autrici, di immaginare cosa potrà accadere.
Ne sono uscite diciotto portate varie, un menu completo: chi ha un approccio più ottimista, chi più pessimista, chi cita il caffé e chi il peperoncino, chi parla di tonkatsu e spaghetti e chi di acqua. Manca il vino, in compenso è presente una strana bevanda dal gusto nuovo e forte. Poi, nuove diete e nuovi cibi…

Trovi “Calendario della semina” anche nella mia raccolta personale “Stelle Umane”

 

  Il mio racconto: “Calendario della semina”

Un racconto epistolare composto di stralci e documenti ci parla di quello che abbiamo di più caro: la famiglia, la terra, il cibo che mangiamo. Che accade se quael cibo richiede un prezzo troppo alto da pagare? Che accade se siamo chiaati a scgliere tra pace e salute? Che accade quando le parole vengono usate a indicare il loro contrario?
La lotta impari tra una multinazionale del cibo e una contadina indipendente ci dimostrarà che, a volte, nessun prezzo è troppo alto.

 

“Calendario della semina”: incipit
Quindici dicembre
Luna piena

Cara Cecilia,
forse è il caso di fare un passo indietro.
Ecco, l’ho detto. Forse dovrei solo continuare a darti assistenza legale, ma non mi parrebbe di comportarmi da vera sorella. Ci si può dire tutto, no? Il nostro legame, di noi due uniche rimaste, non può incrinarsi solo perché siamo completamente sincere l’una con l’altra.
Questa battaglia, sorella, mi pare disperata, ogni giorno di più.
Forse non hai un’idea completa degli interessi che sono in ballo in questa storia. La Malimir potrà anche avere torto in tribunale… ma… per quanto tempo ancora? È la lobby più potente del pianeta e ha sostenitori anche – soprattutto? – in Parlamento. Quanto pensi impiegherà a confezionarsi una nuova legge a propria misura? Se vuole, la farà anche prima che la nostra causa si sia conclusa.

 

Hanno detto

“Calendario della Semina” è una storia struggente e spietata, potente e disperata, che non può lasciare indifferenti. Non ci resta che rivolgere a Giulia i nostri complimenti per la pazienza dimostrata, e a voi un suggerimento per la lettura. Kleenex a portata di mano, gente: vi serviranno!
Francesco Grasso, curatore

Una donna trova la forza di lottare e vincere a suo modo perché ha capito che la coltivazione dei cereali non può essere ridotta a questione di gusto o di certificazione industriale, ma è una scelta divita e di verità.
Recensione di Dina Lentini su La Natura delle Cose
Nessun racconto di Giulia Abbate è costruito in modo così scopertamente simbolico, come una metafora di morte e rinascita; meglio ancora, una parabola di redenzione cristologica, dal momento che il rinnovamento del mondo corrotto dalla deformazione transgenica delle piante per uso alimentare passa attraverso una morte necessaria, e una rinascita sotto una forma di vita differente: un tema molto delicato, e intensamente sentito, che fa perdonare alcune incongruenze cronologiche e un potere ritratto con violenza esorbitante— ma evidentemente essenziale per il martirio che è il nucleo significativo del racconto.
“IQ83 – parte III” di Franco Ricciardiello su Ai margini del Caos

Calendario della semina tratta le modificazioni genetiche in agricoltura e dello strapotere delle multinazionali, sempre più influente sui mass-media e sui governi. Attraverso le vicende della militante Cecilia Ferro e di sua sorella Delia, Abbate costruisce un mosaico potente, alternando vari punti di vista, mischiando resoconti giudiziari, verbali di interrogatori, comizi, lettere personali. Eppure ne esce un racconto tanto drammatico nel descrivere la violenza di un potere avido, quanto commovente nel mostrare la forza e la tenacia del legame fra Cecilia e Delia. Il finale è un tocco di grande inventiva, dove la fede ecologista sfocia in un suo peculiare sense of wonder.
Recensione di Mario Luca Moretti su Andromeda – Rivista di fantascienza