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L’editor, architetto della bellezza di un testo

In cosa consiste il lavoro dell’editor? Cosa si fa, di preciso, nell’editing?

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Ne ho già parlato varie volte, sul blog di Studio83, con articoli e post pieni di indicazioni ed esempi pratici.

Come in “Editing e correzione di bozze“, dove distinguevamo tra i due servizi.
O nell’approfondimento “L’importanza dell’editing: perché no?“.
E negli Appunti di editing la mia collega Elena Di Fazio e io diamo consigli operativi per “assaggiare” questo affascinante lavoro sul testo.

Oggi ti propongo un pezzo più concettuale, nel quale dalla pratica passiamo alla teoria: la definizione, lo scopo, la funzione, la missione dell’editing secondo me e secondo noi di Studio83.

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Come pubblicare superando i fallimenti

L’uscita del mio romanzo, pubblicato dopo anni di ricerca e quindi di rifiuti, è stata l’occasione utile per rivedere il suo percorso e trarne alcune conclusioni utili.

Nelle scorse settimane ho quindi dedicato una serie di post all’argomento: fallimenti e rifiuti editoriali, con il titolo: “Vuoi pubblicare? Devi fallire!”

Quello che ho cercato di spiegare è che i fallimenti servono, e tutti noi autori dobbiamo necessariamente passare per la fase del rifiuto. Solo così possiamo crescere e realizzare un successo vero e soddisfacente.

Una volta c’era questa cosa che mandavi un romanzo, te lo rifiutavano, cercavi di migliorare, te lo rifiutavano ancora, miglioravi ancora e alla fine arrivavi alla pubblicazione perché avevi imparato davvero a scrivere.
Oggi lo mandi, te lo rifiutano e tu te lo autopubblichi su Amazon.
Silvio Sosio, editore Delos

Nel corso del mio lavoro di editor ho letto tanti manoscritti e ho vissuto insieme agli autori moltissimi rifiuti e respingimenti da parte degli editori. E non dico che non sia brutto da vivere, lì per lì.

Una cosa ancora peggiore, però, è quando il romanzo viene accettato. E pubblicato. Quando non è ancora pronto!

E così il tuo libro viene letteralmente bruciato: grazie alla tua fretta. E al contributo operativo di editori a pagamento che si accattano tutto; o di piccoli stampatori poco selettivi; o di professionisti che ti pubblicano in nome della vecchia amicizia o della parentela o della simpatia o della raccomandazione…

E così pubblichi un romanzo immaturo. In futuro arrossirai a rileggerlo e vedrai belli evidenti gli errori che anche i lettori notano, a tutto svantaggio del tuo nome.

Secondo te, quando pubblicherai il secondo romanzo, quei lettori lo ricompreranno?
Secondo te Amazon si dimentica delle recensioni negative?
Secondo te, qualcuno accetterà di ripubblicare il tuo romanzo riveduto e corretto e migliorato?

La risposta è sempre no. E questo, credimi, è il fallimento più duro di tutti.

Impariamo dagli ostacoli che incontriamo: così il successo sarà un vero successo, quando ci arriveremo!

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lampDurante il tuo percorso, riceverai pareri negativi, bocciature e vere e proprie bastonate: leggendo il primo post della serie, impara a prendere il meglio da ogni stroncatura con alcuni metodi utili per ripartire subito, e trasforma ogni no in un pieno di carburante!

lampI concorsi letterari sono importanti. Anche qui, non andare a caso! Scegli i premi letterari più seri e soprattutto i più adatti al tuo manoscritto, in modo da prendere il meglio dall’esperienza anche nel caso in cui non vinci. Questo nel mio secondo post della serie, dedicato appunto ai premi e concorsi letterari più utili!

lampLeggere e scrivere sono attività solitarie, ma non sono le uniche necessarie se vuoi pubblicare! Muoviti, frequenta le fiere, mettiti in gioco personalmente e cerca il confronto diretto nel modo più giusto. Segui i consigli del mio terzo post della serie, dedicato appunto a come comunicare e imparare dalla conversazione diretta, e dove cercare occasioni di incontro proficuo.

lampL’ultimo post, il quarto, conclude la serie e contiene degli ultimi consigli per affrontare bene le delusioni, per non crearsene di nuove e per ragionare sul percorso e sugli obiettivi. Conosci il contesto nel quale ti muovo? Sei in grado di prefigurarti la tua meta? Hai mai pensato a stilare un bilancio delle tue tappe intermedie? Quanto ci credi?

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La lucidità è un elemento imprescindibile di ogni lungo percorso.
Per questo ho scritto i post: per darti l’opportunità di ragionare in modo distaccato e presente, senza che le emozioni legate all’insuccesso (che pure sono lecite e importanti da vivere appieno) condizionino negativamente i tuoi obiettivi e la tua vita.

I fallimenti sono segnali che devi cambiare i tuoi atti, quello che fai, come ti comporti. Ma non devono intaccare il tuo senso di identità, sminuire quello che sei e come ti senti.
Il tuo valore rimane tale, non sei una persona “peggiore” perché becchi tanti no!

Auguri, quindi, di buona strada. E in bocca al lupo per il tuo manoscritto! :-)

 

Vuoi pubblicare? Devi fallire! – Conclusioni

La scorsa settimana è uscito il mio romanzo: yeppa!

Dopo soli quindici anni di tentativi… vittoria!
(Se poi contiamo gli anni in cui l’ho tenuto al caldo nel cassetto, ora è maggiorenne…)

In questi anni, s’intende, ho fatto anche altro. Ad esempio, ho lavorato con tantissimi autori esordienti, che a loro volta cercavano una strada per il loro romanzo.

Di tentativi, successi e fallimenti ne ho visti e vissuti un bel po’ :-)

Mi concentro proprio sui fallimenti, per tirare fuori quanti più consigli utili, per me e per te che mi segui.

Ti ho parlato di quanto sono importanti i rifiuti e le delusioni vissute nel modo giusto; dell’importanza cruciale di scegliere i giusti concorsi letterari per iniziare a emergere; e di quanto è vitale il confronto diretto, per avere dritte, insegnamenti e illuminazioni inaspettate… purché tu ti ponga bene, e non come il “solito” autore alla ricerca di qualcuno a cui raccontare di cosa parla il proprio romanzo sperimentale (come ero anche io, diversi anni fa, quando mi trovai di fronte una reclutatrice Adelphi).

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

Oggi voglio darti qualche consiglio utile a insistere, senza scoraggiarti mai e senza ripetere gli stessi errori, ma anzi imparando grazie alle batoste.

Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi.
Albert Einstein

1. Traccia una rotta

Il successo non dipende interamente da te. Il piano di azione sì.

da 3.bp.blogspot.com

Non basta avere un obiettivo, devi prefigurarlo: descrivilo, rendilo particolareggiato e visibile. La meta deve essere un’immagine chiara, precisa. Non basta dire: “voglio che il mio romanzo venga pubblicato!”

Con quale editore? Come vorresti che fosse proposto? Su quali aspetti vuoi puntare?

Una piccola confessione: Neson non è stato sempre e solo scartato.

Nel corso degli anni, ho avuto diverse possibilità di pubblicare il mio romanzo. Tramite amici direttori editoriali, editori, conoscenze che mi hanno indirizzato verso etichette editoriali di tutto rispetto, ma che non corrispondevano all’idea che mi ero fatta del mio testo.

Ha senso proporre un romanzo di fantascienza ucronica con un editore di varia? Ha senso proporre avventure corsare con una casa editrice locale specializzata in tutt’altro argomento?

Non dimenticare che un romanzo non deve essere pubblicato: deve essere anche letto. E per questo deve essere proposto al suo pubblico di riferimento, a chi può capirlo, apprezzarlo di più, magari anche stroncarlo.
…Ma non perché “nel Milleseicento i binocoli non esistevano!”, come mi ha rimproverato un lettore completamente all’oscuro dei meccanismi dell’ucronia!

Dipende da te, più di quanto tu creda. Solo tu puoi disegnare la tua rotta. Con cognizione di causa.

Le persone non falliscono perché mirano troppo in alto e sbagliano, ma perché mirano troppo in basso e fanno centro.
Les Brown

2. Controlla il percorso

Ricorda, quando i tuoi piani falliscono, che la sconfitta temporanea non è un fallimento permanente. Significa soltanto che i tuoi piani non erano validi. Crea altri progetti. Ricomincia tutto da capo.
Napoleon Hill

E fallo un tagliando ogni tanto! da ediricambiauto.blogspot.com

In un percorso lungo, guarda avanti e indietro allo stesso modo. Ho dedicato un lungo post a questo argomento: come fare un bilancio e come monitorare le tappe intermedie. Leggilo! :-)

Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.
Samuel Beckett

3. Credici

Perché mai ho insistito per quasi vent’anni con un romanzo eterno perdente?

da boorp.com

Perché ci credo, e nonostante i rallentamenti, i dubbi, le burrasche, ho mantenuto saldo il timone e continuato a navigare anche quando non vedevo terra in vista.

Il nostro compito nel mondo non è di avere successo, ma di continuare a fallire con spirito allegro.
Robert Louis Stevenson

Ci sono stati anche lunghi periodi di secca nei quali ho fatto e pensato ad altro. La vita va avanti.
Ma tieni sempre presente quello in cui credi e distingui bene:

  • gli incidenti di percorso (mi hanno rifiutato)
    i sentimenti negativi che ne conseguono (basta, il mondo non mi capisce, mollo!)
    gli atti necessari per andare avanti nonostante tutto (mi lamento e vivo pienamente il dolore, so che passerà, e intanto cerco un altro editore)

Essere consapevole dei propri progressi e lavorare sulle emozioni correlate agli accadimenti esterni : un mix davvero efficace per fare tesoro dei fallimenti.

Conosci il contesto

Se poi parliamo del contesto editoriale, i fallimenti ci sono sempre. Anzi, devono esserci: sono connaturati alla dialettica editoriale della scrittura-revisione-selezione-pubblicazione.

Il suo romanzo è stato bocciato settantotto volte. Poi ha vinto il Man Booker Prize 2015. Dal Telegraph.co.uk

Una volta c’era questa cosa che mandavi un romanzo, te lo rifiutavano, cercavi di migliorare, te lo rifiutavano ancora, miglioravi ancora e alla fine arrivavi alla pubblicazione perché avevi imparato davvero a scrivere.
Oggi lo mandi, te lo rifiutano e tu te lo autopubblichi su Amazon.
Silvio Sosio, editore Delos

Nonostante sia una sostenitrice della pubblicazione indipendente, non l’avrei scelta per questo romanzo, perché sentivo il bisogno di una casa più grande, di qualcuno che prendesse in consegna il mio progetto personale e lo portasse in mare con una nuova bandiera.

È finita così, infatti: Silvio Sosio mi ha contattata proponendomi la pubblicazione in Delos Digital: la migliore bandiera che potessi augurarmi per “Nelson”.

Come è successo? Come ti ha trovata?
Te l’ho detto: ho perso a un concorso letterario.

L’Odissea dell’anno scorso. Sono arrivata di nuovo in finale, di nuovo ho fatto un sospiro, di nuovo ho letto la splendida scheda di lettura piena di note preziose e mi sono rimessa a lavorare incoraggiata. Nel frattempo, da Delos hanno messo da parte il testo e alla fine mi hanno ricontattata.

E vissero per sempre felici e contenti?

Felice e contenta lo sono di sicuro. E non mi sono stancata di navigare: aspetto le recensioni e i pareri dei lettori, mi attrezzo per nuove burrasche e lucido le stive per accogliervi tutto ciò che di buono verrà. Mi servirà, nella mia lunga navigazione, perché ho ancora tanti viaggi da fare.

Chi non ha mai fallito in qualcosa non può essere grande.
Herman Melville

…te l’ho già detto che “Nelson” è anche un romanzo di mare? Yo-ho!

…se la fantascienza non ti piace e il mare non ti interessa… c’è anche il romance! :-)

 

Come trovare un mentore, subito e per sempre

Sul blog di Studio83 è uscito oggi un mio post per la serie dedicata alle Regole del Successo per Scrittori. Il post illustra la Terza regola del successo: Trovati un mentore!

Insegnanti, amici scrittori, compagni di forum, parenti positivi, editor… il nostro mondo può essere pieno di mentori, nel momento in cui capiamo l’importanza di riconoscerli e di cogliere i loro aiuti in modo consapevole.
Ed ecco che la nostra umida e solitaria scrivania può trasformarsi in un crogiuolo caldo e proficuo, nel quale mescere il bene ricevuto per ricavare il nostro personale contributo al mondo.

Avere un mentore, nella scrittura come nella vita, è un grande tesoro che ci permette di procedere in modo più veloce e “centrato” verso i nostri obiettivi. L’assistenza di una persona più esperta che sia positiva e si curi di noi è quello che tutti noi vorremmo!

Scrivere è un’occupazione solitaria. Avere qualcuno che crede in te fa una grande differenza.

Stephen King, da On writing

Avere un mentore è un vero e proprio acceleratore, solo che non è molto comune, ahimé.

Fermi tutti. Scherzo. Avere un mentore è facile, possibile, altamente raccomandato. C’è solo una cosa migliore dell’avere un mentore: averne tanti!

Nel post sopra citato, leggerai di tanti tipi di mentori, di come riconoscerli e di come tenere vivo il rapporto con loro. Qui e ora voglio concentrarmi su una categoria di mentori di cui è pieno il mondo, e dai quali possiamo trarre insegnamenti pratici, ma anche e soprattutto una forza enorme che ci servirà per la vita: i mentori eroici.

Molti personaggi famosi che hanno realizzato obiettivi importanti affermano nelle loro memorie di aver avuto dei mentori molto speciali. Non parlo di persone fisiche, ma di grandi figure dalle quali si sono lasciati ispirare o guidare nel difficile cammino delle loro conquiste.

Molto tempo fa, era comune trarre la propria forza dalla fede. Oltre alle preghiere tradizionali, si sceglieva la figura di un Santo al quale votarsi. Questa pratica è oggi in disuso, a volte bollata come semi pagana o come un retaggio medievale. Il concetto del mentore eroico però funziona in modo molto simile. La nostra mente sceglie, si vota all’immagine di un personaggio mitico con delle caratteristiche ben definite, e in questo modo si focalizza su quelle caratteristiche e le esalta dentro di sé. Il voto di cui parlo non è un’idolatria: non collezioniamo fotografie e cimeli di quel personaggio, non modifichiamo la nostra vita in virtù di un culto, non ci leghiamo sentimentalmente a un’immagine costruita da noi stessi.

Noi sappiamo bene che stiamo costruendo un’immagine, sappiamo che è solo dentro di noi e che personifica semplicemente virtù che già abbiamo, e che in questo modo sono più tangibili e pronte all’uso.

Votandoci in modo operativo a dei personaggi storici, eroici, mitici o famosi che sentiamo in qualche modo affini a noi, possiamo attingere a risorse concrete e benefiche:

  • Ammirazione sincera e spirito di emulazione
  • Consapevolezza che ciò che hanno fatto loro possiamo farlo anche noi
  • Desiderio, spinta verso l’alto, entusiasmo
  • Fiducia, coraggio, pensiero in grande
  • Un legame spirituale che ci dà la sensazione di non essere mai soli.

Sìsìsìsì tutto bellissimo! Ma in pratica?

In pratica, l’adozione di mentori eroici è stata teorizzata e consigliata da qualcuno molto più bravo di me.

Il grande Napoleon Hill, padre ideale degli studi sull’auto miglioramento, ne parla nella sua opera più famosa, un libro uscito nel 1937 e ancora in cima alle classifiche dei più venduti di sempre: “Pensa e arricchisci te stesso”. Ecco il passo in cui ne parla più diffusamente:

Ammetto di non essermi mai disabituato a venerare i miei eroi. L’esperienza mi ha fatto capire che, se non è possibile essere come loro, il meglio che si può fare è imitarli, nei sentimenti e nelle azioni.

Molto prima di scrivere per farmi pubblicare dagli editori o di preparare discorsi da leggere davanti al pubblico, per la formazione del mio carattere cercavo di ispirarmi ai nove uomini le cui opere mi sembravano degne di maggior rispetto. Per me erano veri idoli: Emerson, Paine, Edison, Darwin, Lincoln, Burbank, Napoleone, Ford e Carnegie. Per lunghi anni intrattenni tutte le notti un’immaginaria riunione con questo gruppo di personaggi che avevo definito i miei “Consiglieri Invisibili”.

Procedevo così: poco prima di coricarmi chiudevo gli occhi e immaginavo questi uomini seduti con me attorno a un tavolo. Non solo avevo l’occasione di confrontarmi con loro, ma assumevo la posizione dominante nel gruppo, ne ero il presidente.

Il mio scopo era preciso: indulgere in questa fantasia delle riunioni notturne. Così avrei rimodellato il mio carattere, coltivando col tempo una personalità composita, la risultante della mediazione dell’indole dei miei consiglieri. Da piccolo, ero infatti consapevole che, essendo nato in un ambiente oppresso da ignoranza e superstizione, avrei dovuto pormi l’obiettivo di rinascere, di rimodellare il mio carattere col metodo citato.

I metodi con cui mi rivolgevo ai miei eroi potevano variare a seconda del tratto caratteriale a cui ero maggiormente interessato in un certo periodo. Così, approfondivo sempre più lo studio della loro biografia, anche a costo di immani fatiche. Dopo mesi di ricerche notturne, fui stupito dalla scoperta di aver reso quasi reali tali figure e personaggi del passato.

Con mio grande stupore, ognuno di loro assumeva peculiari caratteristiche individuali: Lincoln, per esempio, prendeva l’abitudine di arrivare in ritardo per pavoneggiarsi di fronte agli altri. Adottava sempre un contegno serioso e non lo vedevo mai sorridere.

È la prima volta che ho il coraggio di rivelare queste riunioni: in precedenza, tacevo perché la mia determinazione in queste attività mi faceva temere di essere frainteso e ridicolizzato. Oggi sono sicuro di poterle pubblicare poiché, rispetto a qualche tempo addietro, mi preoccupo molto meno di quello che “diranno gli altri”.

Per non essere interpretato male, comunque, ribadisco che considero puramente fantasiose le riunioni coi miei eroi; tuttavia, anche se restano fittizi per molti aspetti, sono stati loro a guidarmi lungo i sentieri del coraggio, a riaccendere il mio entusiasmo per le grandi imprese, a spronarmi negli sforzi creativi, a rendermi audace nell’espressione della mia volontà.

Ti sembra troppo campato in aria? Cambiamo anno, secolo, millennio: “Come ottenere il meglio da sé e dagli altri” è il testo cult di Anthony Robbins, moderno guru del self help e consulente di alcuni dei personaggi più potenti (e incasinati!) del mondo. In questo suo fantastico manuale, Robbins ci dà consigli pratici e chiari su come trovare mentori e usare da subito la forza che possono darci.

Qual è la maniera migliore di raggiungere l’eccellenza? Consiste nell’assumere a proprio modello qualcuno che abbia già fatto quel che voi volete fare.

E dunque, sceglietevi qualche modello. Può trattarsi di persone del vostro stesso ambiente oppure di individui celebri che abbiano avuto e abbiano enorme successo. Scrivete i nomi di tre-cinque persone che hanno realizzato le vostre stesse aspirazioni, e indicate brevemente le qualità e i comportamenti che hanno assicurato loro la riuscita. Fatto questo, chiudete gli occhi e immaginatevi per un istante che ciascuno di costoro vi dia qualche consiglio sulla maniera migliore di procedere nel raggiungimento dei vostri obiettivi. Scrivete l’idea principale che ognuno di loro vi esporrà, come se stesse parlando con voi personalmente; può darsi che essa riguardi il modo con cui il personaggio in questione ha superato una difficoltà o una limitazione o quali sono le cose cui fare attenzione o da cercare.

Immaginatevi che vi parlino e accanto a ciascuno dei loro nomi, annotate la prima idea che vi viene in merito a ciò che ritenete che ognuno di loro vi direbbe. Anche se non li conoscete personalmente, mediante questo procedimento essi possono diventare ottimi consiglieri per quanto attiene al vostro futuro.

Adnan Khashoggi ha assunto a proprio modello Rockefeller. Voleva diventare un uomo d’affari ricco, coronato dal successo, per cui ha ricalcato qualcuno che aveva compiuto ciò che lui stesso desiderava compiere. Steven Spielberg ha imitato gente della Universa! Studios prima ancora di esserne assunto. In pratica, tutti coloro che hanno avuto grande successo hanno avuto un modello, un mentore o insegnanti che li hanno avviati nella giusta direzione.

(…) Potrete così risparmiare tempo e energia, evitare di battere strade sbagliate, perché seguirete l’esempio di persone che gli hanno ottenuto il successo. Chi sono le persone del vostro ambiente che possono servirvi da modello? Possono essere amici, familiari, leader politici, celebrità, e se non conoscete buoni modelli, mettetevi subito alla loro ricerca.

Se tutto questo ti sembra ancora una sciocca americanata… beh, ti capisco. Anche a me suonava così, la prima volta che l’ho letto.

Come si può “far parlare” qualcuno nella propria mente?

Poi, qualche tempo dopo, la rivelazione: inconsapevolmente, già lo faccio!

Quando sono molto giù, magari con una delusione cocente appena presa in pieno e con tanta voglia di seppellirmi a letto e piangere… mi figuro mio padre, che con il suo tono energico e affettuoso mi dice: eddai! Coraggio! Sei qui, sei giovane, sei [altre cose belle e positive], che ti manca? Forza, che ce la fai!

Mio padre mi ha detto davvero queste cose, in un momento o nell’altro: la sua positività e il suo ottimismo inguaribile mi sono rimasti dentro. Di più: il suo tono, il suo sguardo, sono elementi tangibili che richiamo quando mi dico: non mi hanno pubblicato? Eddai! Va bene lo stesso! Sono giovane, sono sana, sono [altre cose belle e positive] sono viva! Forza, che la prossima andrà meglio!

Ti faccio un altro esempio, legato al contesto professionale e a un mentore tangibile e a me vicino: un collega scrittore, con pubbilcazioni importanti al suo attivo, che ha grandi doti politiche e un attegiamento affabile e positivo che gli porta chiaramente e meritatamente bene.
Io invece ho un temperamento piuttosto impulsivo e permaloso, ma ho imparato a dominarlo, perché mi sono resa conto della positività che il mio collega si creava intorno. Ho deciso di imitarlo e devo dire che da quando mi comporto così sto molto meglio. Quando mi trovo in dubbio, oppure ho la tentazione di incenerire qualcuno, mi domando: cosa farebbe lui?

L’identità del mio collega e quella di mio papà sono strettamente confidenziali!

Altre volte, sono semplicemente giù. Non ho idee nuove, non riesco a piazzare un testo, non guadagno quello che vorrei, ho pochi lettori, nessuno mi ama, perché sono nata?
A quel punto, sento qualcuno che mi dà una leggera pacca su una spalla.

Mi volto, e mi sorride, con un’espressione ironica e affettuosa insieme.

Sei tu… Kurt!

Ehilà. Mi dice. Non affannarti! Su, siamo fatti per danzare. Quant’è bello alzarsi, uscire di casa e fare qualcosa. Siamo qui sulla Terra per andare in giro a cazzeggiare. Non dare retta a chi dice altrimenti.

Così seguo il consiglio del mio mentore, mi guardo intorno e faccio qualcosa. Cammino, cazzeggio. E quando mi sento meglio, Kurt annuisce, sempre accanto a me.

Mi raccomando. Quando sei felice, facci caso.

Ti pare una cosa da matti? Anche a me. Però funziona alla meraviglia!

Trova un mentore, trovane tanti, scegli chi ti piace e ha realizzato cose che vorresti aver fatto tu. Falli entrare nella tua mente e rendili la voce dei tuoi pensieri. I pensieri sono cose dentro di noi. Sono parole, e le parole sono finestre, oppure muri. Dipende da noi!

Ti piace l’idea di avere un mentore eroico? Ne hai mai trovato uno? C’è uno scrittore o un personaggio che ammiri in particolare?

Ti lascio con queste domande, rispondi se vuoi nei commenti!
felice-thE ti lascio anche con due link in dono:

Pensa e arricchisci te stesso di Napoleon Hill

Come ottenere il meglio da sé e dagli altri di Anthoby Robbins

A questi link trovi i due libri in versione PDF. Dagli un’occhiata, e se ti piace quello che leggi ti consiglio di comprarli e di riempirli di note e sottolineature. Chissà come, potresti trovarti con due mentori in più nel tuo consiglio personale…

…mi raccomando! :-)

 

L’importanza di una strategia contro le brutte sorprese editoriali

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Nel mio post Trattare con gli editori per pubblicare felicemente ho esposto alcuni punti di vista utili nel momento in cui dobbiamo relazionarci con un editore in veste di scrittori.
Quella tra editore e scrittore è una relazione delicata, lo sappiamo: perché non giocare d’anticipo?

Innalziamoci dal nostro attuale libro in cerca di pubblicazione, o dal nostro racconto selezionato per l’uscita. E ragioniamo sul lungo periodo: in che modo possiamo rendere più facile la relazione tra noi e i nostri futuri, diversi e numerosi editori?

Questo problema mi si è presentato per caso, di recente, dopo tanti anni di lavoro nei quali ho affrontato ogni relazione e ogni problema in modo singolo e consequenziale, senza dare molta importanza a una riflessione sistematica.
Ecco com’è andata.

Qualche tempo fa, ho scritto un racconto per una selezione di cui ero stata informata dall’editore. (Capita anche questo: e non capita soltanto a “noi inseriti nel settore, amici degli amici del gotha”: presto ti parlerò del circolo virtuoso della pubblicazione.)

Il tema mi interessava molto e avevo degli spunti, per cui, senza fare né farmi tante domande, mi sono messa al lavoro e ho scritto un racconto. Il racconto si è dimostrato per me molto intenso, sentito, la scrittura mi ha coinvolta molto, come non capita spessissimo a chi è abituato a scrivere per professione. Evviva!

Ho finito il racconto e l’ho mandato, sempre senza troppe domande né indicazioni. Eccolo qui, fatemi sapere quando esce, ciao!

Prima del lieto fine, però, ci sono sempre delle avversità da fronteggiare.
Altrimenti che storia è?

E così, ecco che l’editore è così gentile da presentare agli autori una serie di papabili copertine e chiedere una nostra opinione. Ed ecco che una delle copertine più gettonate ritrae una dolce signora raffigurata di spalle, schiena dritta e gambe semiaperte. Nuda. Sì, ecco, in pratica la copertina era un culo. Che non c’entrava nulla con il contenuto. Ed era pure disegnato male.

Quella copertina alla fine non è stata scelta. Avevo detto lieto fine, no? :-).

Sin da quando ho visto quella copertina, comunque, ho capito che nel caso in cui fosse stata scelta io avrei ritirato il mio racconto dall’antologia.
Non è questo il luogo per discutere perché e per come: ma se sono qui a parlarti di scrittura felice, è perché la vivo pienamente, e non voglio fare esperienze di pubblicazione che mi feriscano o che ledano i miei valori fondamentali. Come quello del rispetto del corpo delle persone, donne in particolare; dell’intelligenza dei lettori e dell’onestà. Chi mi conosce sa che l’idealismo è parte della mia natura e mi è impossibile metterlo da parte.

Giusto, chi mi conosce. E chi non mi conosce?

Ecco quindi che questo piccolo grande spavento mi ha aiutato a capire che c’è bisogno di chiarezza, subito e prima della scrittura, per poter lavorare e far lavorare gli altri con serenità.

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Come pubblico cose che mi piacciono, in contesti che mi piacciono, senza rischiare eventualità come quella che ti ho raccontato?

Come riduco il rischio di brutte sorprese? E quali sono le “brutte sorprese” che più di tutte voglio evitare?

Ho pensato quindi di elaborare una vera e propria dichiarazione programmatica: la sto stendendo cercando di ricordarmi e/o immaginare quante più evenienze possibili e presto la proporrò in un post.

La dichiarazione programmatica è una sorta di manifesto, un elenco amichevole che esponga in modo chiaro cosa un editore può ottenere lavorando con me, e cosa a sua volta deve essere disposto a riconoscermi. Un bignamino, che valga idealmente da “accordo prematrimoniale” nel caso di una prevista pubblicazione.

Chiarezza. Anticipazione. Dialogo. Universalità e flessibilità. Sono qualità da infondere in quella che in sostanza è la propria visione del lavoro di scrittura e di pubblicazione.

Come disse un mio caro amico nel corso di un colloquio in cui gli si offriva uno stage:

Voi siete qui per valutare se sono il candidato giusto per voi. Io sono qui per valutare se siete l’azienda giusta per me.

Il mio amico è un’altra nota faccia di c**o, come la sottoscritta. Ma ognuno è quello che è e tutto serve! E qui parte la seconda citazione: come disse un esperto di vendite,

meglio arrossire prima, che impallidire dopo.

Editore avvisato…

Cosa pensi della mia strategia? Credi che le brutte sorprese si possano limitare, in qualche modo? Cosa ritieni importante specificare a un editore che volesse pubblicare qualcosa di tuo? Come apriresti la tua dichiarazione programmatica? Scrivilo nei commenti! :-)

L’equinozio d’autunno: un tempo per noi

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Avviso antipanico: il blog non si è trasformato in un calendario! :-)

Dopo il post sul giorno di Ferragosto, potresti pensare: ancora date? Mah!

Le ricorrenze non sono solo barbose fissazioni da vecchie zie, sono anche tappe che possiamo riscoprire a nostro vantaggio.
Parlo specialmente di quelle più antiche, legate al ciclo delle stagioni e dei lavori agricoli: abbiamo alle spalle solo pochi anni di benessere tecnologico, ma inscritti nel nostro DNA ci sono ancora elementi con i quali abbiamo convissuto per migliaia di anni e che la specie umana non può dimenticare in quattro e quattr’otto.

Un esempio? La paura del lupo. Ancora oggi, qualsiasi bambino reagisce spaventato alla (scellerata) minaccia “guarda che arriva il lupo!” e i libri di fiabe sono pieni di personaggi che ci paiono sorpassati ma sono efficaci.

Le “scadenze stagionali” sono un altro esempio di un retaggio contadino presente e agente. Anche per chi ama scrivere.

Eh, sì. Ho detto “scadenze”: mancano tre mesi alla fine dell’anno.

Com’è andato questo 2015 finora? Cosa abbiamo seminato? E cosa abbiamo raccolto?

Ragionare “a stagioni” può sembrare riduttivo, nell’ottica di un progetto di ampio respiro. Ma qualsiasi progetto deve prevedere delle tappe intermedie dove fermarsi e guardare indietro oltre che avanti. Abbiamo parlato da poco, sul blog di Studio83, dell’importanza di darsi dei traguardi raggiungibili e misurabili. [Leggi: Seconda Regola del Successo per Scrittori: Obiettivi Realistici!]

Bene, le tappe intermedie sono la chiave per non perdere la bussola, e più il percorso è lungo più tappe devono esserci.

Magari sei nel mezzo di un progetto che ti appassiona. Stai scrivendo un libro, o hai una pubblicazione in cantiere, o stai per lanciarti nel mondo del self publishing.

Ti sei posto delle tappe intermedie?

Se la risposta è no, niente paura. Le ricorrenze annuali sono “tappe naturali”, inscritte nel nostro DNA di specie legata ai ritmi della terra. Rispolverarle è un modo molto efficace per dare una cadenza “naturale” al nostro percorso… e per vivere meglio nel tempo!

Quante volte mi capita di sentire: com’è volato il tempo! Avrei voluto fare questo e quello, ma il tempo mi è passato così!

È vero, il tempo vola, specialmente mentre facciamo qualcosa che ci piace. Ma non passa così, non può e non deve passare invano.

La brutta notizia è che il tempo vola.
La buona è che il pilota sei tu.
Michael Altshuler

Un occhio attento al calendario e il rispetto delle fasi annuali, culturali, sociali ci aiutano a mantenerci presenti al tempo che trascorre e a muoverci incessantemente e consapevolmente.

L’equinozio d’autunno, che cade di 23 settembre, segna l’uguaglianza tra le ore diurne e quelle notturne. Si passa dalla stagione estiva all’autunno.

Nelle culture di tutto il mondo (in particolare… di questo emisfero!) l’equinozio più “importante” e più festeggiato è quello di primavera. È comprensibile: si va dal freddo al caldo. Anche l’equinozio d’autunno ha dei significati importanti che non vanno trascurati.

L’estate è finita. Il raccolto compiuto, e com’è andata è andata. Si vendemmia e si conserva. La terra ha dato ed è il momento di fare i conti, e di prepararsi per il prossimo freddo inverno.

Il Ferragosto ci insegnava l’importanza dello stacco, del riposo creativo. [Leggi: Ferragosto, ovvero il valore del riposo creativo] Parallelamente, l’equinozio autunnale deve suggerire allo scrittore di guardarsi indietro, per “fermare” ciò che si è fatto e godere dei propri traguardi.

Farlo ora, credimi, è molto meglio che arrivare all’ultimo dell’anno con l’ansia da bilancio in attivo. Svegliarsi il 31 dicembre e tirare le somme di 365 giorni non è una buona strategia. Troppa ansia! Troppo tardi!

Rispetto al 31 dicembre, ora siamo più tranquilli e positivi. Possiamo “diluire” la fatica e le eventuali frustrazioni per qualcosa che non è andato come volevamo. Soprattutto, abbiamo ancora tre mesi di tempo prima di chiudere davvero i conti!

Un bel respiro, quindi. È il momento di fare un salto: arrampicati al calendario, distaccati dallo scorrere delle ore nel quale siamo immersi, per osservare dall’alto quello delle settimane.

Le prime domande da porsi possono essere:

  • Quanto ho scritto finora?
  • Quanto ho pubblicato finora?
  • Quante e quali nuove idee mi sono venute in mente?
  • Quante recensioni/menzioni sono riuscito a ottenere quest’anno?
  • Che tipo di prospettive e di azioni pratiche mi si prospettano?

Mero quadro di realtà. Non sottovalutiamo i dati oggettivi: trovarsi davanti ai numeri porta spesso di fronte a rivelazioni inaspettate!

Ad esempio, se mi considero una scrittrice prolifica, rendermi conto che da gennaio a oggi ho scritto venticinque cartelle e basta può darmi la spinta per impegnarmi di più, o gestire diversamente il mio tempo. Oppure può cambiare la percezione che ho di me, da “scrittrice prolifica” a “scrittrice momentaneamente prestata alla vita pratica”. La domanda successiva che potrei pormi è: “fino a quando? Cosa mi impedisce al momento di scrivere e come vivo questa situazione? Cosa posso fare per cambiarla?” E così via.

Con i numeri abbiamo la base per le future strategie. E dato che in autunno si fanno le conserve e si approntano le provviste per i prossimi freddi, anche noi possiamo attrezzarci:

  • per far fronte a una situazione che non è quella che ci saremmo augurati a gennaio, e non ci piace
  • per gestire una situazione che non è quella che ci saremmo augurati a gennaio, ma dove ci troviamo inaspettatamente bene
  • per mettere a frutto i successi ottenuti a sorpresa
  • per proseguire il nostro percorso, dove tutto è andato come prevedevamo, con perseveranza e consapevolezza

Dati alla mano, ecco qualche altra domanda utile, affinché il nostro bilancio autunnale ci predisponga all’azione:

  • Cosa ho fatto finora, che mi è riuscito bene e che potrei fare di più?
  • Cosa ho fatto che non mi è riuscito bene, e perché? Cosa potrei fare di meno, per concentrarmi su ciò che mi piace e mi riesce meglio?
  • Rispetto a ciò che ho fatto finora, potrei fare qualcosa di diverso che “arricchisca” il quadro? O che mi porti più vicino al mio obiettivo?
  • Cosa mi piace scrivere in questo momento? E cosa non mi piace più?
  • Cosa ho letto quest’anno? C’è un genere, o un titolo, che mi servirebbe e che non ho ancora avuto modo/tempo di approfondire?
  • Cosa non voglio leggere? E perché? Sicuro che non sia il momento di allargare il campo?

C’è una cosa importante, che ancora non ti ho detto, sull’equinozio d’autunno.

È una festa che ha delle componenti iniziatiche, e che è rivolta all’interiorità, molto più delle altre.

Mabon, San Michele con la sua bilancia, Persefone… le figure mitiche legate a questa festa sono esseri del buio, delle profondità. L’autunno è la stagione dei culti misterici, delle iniziazioni, dei passaggi, dove le porte tra la dimensione visibile e quella invisibile sono più sottili. Ci troviamo giù, in una staticità momentanea, buia e segreta: quella del seme.

Dettaglio di “Persefone” di Dante Gabriel Rossetti

È proprio il momento di fermarsi, ma non per riposare. Guardiamo intorno, indietro, guardiamo dentro. Riflettiamo su quello che è successo finora, godiamoci quello che abbiamo raccolto e attrezziamoci per quello che c’è ancora da fare.

Le due liste di domande qui sopra possono servirti da cartina di tornasole. Puoi partire da lì, vedrai che man mano che ti impegnerai nella riflessione troverai più facilmente le tue domande, le tue questioni irrisolte, i tuoi passaggi da affrontare.

Ultimo consiglio: tutto ciò viene meglio davanti a una bella tazza di tè caldo!

 

te-mele

Le Sette Regole di Successo per Scrittori – la traduzione integrale

scrivi-th

La serie di post sulle Regole del Successo per Scrittori è appena iniziata ma piace, piace molto ed è piuttosto letta. Dato che è ispirata al post su un blog in lingua inglese, ho pensato di tradurre l’articolo e presentarlo in versione integrale.

Il post “Le Sette Regole del Successo per Scrittori” di James Scott Bell è un breve elenco di qualità e soprattutto comportamenti efficaci, ispirato a sua volta a un articolo in cui si parla esplicitamente di successo finanziario. Le tante percentuali del tipo “il 90 per cento dei ricchi fa così” possono lasciare il tempo che trovano, sono mooolto americane :-) Ma ciò non leva valore al discorso di fondo.

Se vuoi ottenere qualcosa devi lavorarci. E un lavoro è tanto più efficiente quanto è ragionato, ripetuto e costante.

Di seguito il post. Aggiungo solo un piccolo ringraziamento: la traduzione originale è mia, ma non sarebbe tanto corretta e piacevole senza l’intervento e il controllo della mia sorella acquisita Anna Bassi De’ Toni.

Buona lettura! :-)


 7 Habits of Highly Successful Writers

di James Scott Bell

L’autore di best sellers James Scott Bell in una foto tratta dal suo sito: jamesscottbell.com

Qualche tempo fa, mi è capitato di leggere un articolo relativo ai comportamenti di successo di chi è diventato ricco, basato su un libro di Tom Corley.

Analizzandolo, mi è parso che quei comportamenti siano applicabili anche al caso degli scrittori.

Le persone di mia conoscenza che hanno avuto successo in questo campo – pubblicate in modo tradizionale, o con buoni riscontri come indipendenti, o che stanno facendo entrambe le cose – hanno in comune questi sette comportamenti:

1 – Sono tenaci

L’articolo recita: “Di solito tendiamo a considerare la tenacia come un tratto caratteriale, ma è sicuramente anche un’abitudine che può essere imparata e praticata nel tempo. Quando sono di fronte a un problema, le persone tenaci ( qua nell’articolo si riferisce alle persone benestanti/ ricche di cui parla l’articolo di riferimento ) tengono duro, consapevoli che il successo potrebbe essere dietro l’angolo.”

Gli scrittori di successo non mollano mai. Né smettono di imparare/studiare. L’articolo rileva che l’88% di chi ottiene la ricchezza – parlo di chi l’ha conquistata da zero, non di figli di papà – dedica almeno 30 minuti al giorno alla lettura, per accrescere le sue conoscenze.

Tu che scrivi, fai lo stesso?

Io non ricordo di aver passato una sola settimana, negli ultimi 25 anni, senza aver letto o studiato qualcosa relativo al mestiere della scrittura.

[Leggi anche: Prima Regola del Successo per Scrittori: Sii tenace! ]

2 – Prefigurano obiettivi accessibili

Nell’articolo sono discussi alcuni obiettivi mal formulati, come:

  • voglio diventare un’autorità riconosciuta nel mio campo
  • voglio avere più soldi per far fronte ai miei oneri finanziari
  • voglio fare una vacanza di lusso con la mia famiglia ogni anno

Il problema di questi obiettivi è che non sono specifici, sono vaghi, e non sono nemmeno troppo realistici. Se ad esempio lavoro a salario minimo, forse la vacanza di lusso non è alla mia portata almeno per l’anno in corso.

I veri obiettivi sono quelli per i quali possiamo agire. “Voglio diventare un autore best seller del New York Times” non è un obiettivo, è un sogno. Non puoi premere un bottone e farlo succedere. Però puoi agire per diventare uno scrittore più bravo. Puoi decidere di impiegare 30 minuti al giorno ad esercitarti e un’ora a settimana per ideare nuovi progetti. Meglio ancora, puoi pianificare un numero di battute settimanali che devi scrivere. Queste sono azioni sotto il tuo controllo, che puoi misurare.

[Leggi anche: Seconda Regola del Successo per Scrittori: Obiettivi Realistici! ]

3 – Trovano un mentore

Il 93% di chi ha ottenuto la ricchezza ha avuto una guida che lo ha aiutato nel percorso verso il successo.

Un mentore può essere una persona, o può trovarsi in un libro stampato. Io considero Lawrence Bloch come mio mentore, nonostante il fatto che non mi abbia mai assistito personalmente. Perché? Perché ho religiosamente letto la sua rubrica di fiction sul Writer’s Digest ogni mese, sentendomi come se stesse consigliando me personalmente, ogni volta. Aveva l’abilità di entrare nella mente dello scrittore, cosa che certamente ha fatto con me. Quello che scrivo di mio pugno, provo a scriverlo nello stesso modo in cui lo faceva lui.

Un buon editor, come ce ne sono tanti, lì fuori, può prefigurarsi come una guida: di solito per un compenso, soldi ben spesi, quando l’editor sa quello che fa. Un collega in grado di leggere e fare una buona critica può ricoprire questo ruolo altrettanto bene.

4 – Sono positivi

Come dice l’articolo, chi ha una situazione di benessere ha avuto un atteggiamento positivo nei confronti della vita: è stato ottimista e allegro, e grato per ciò che aveva.

Altri rilievi:

  • il 94% ha evitato il pettegolezzo
  • il 98% credeva che le possibilità e le opportunità fossero illimitate
  • il 94% amava la carriera che si era scelto

Anche gli scrittori hanno bisogno di essere grati, perché sono in grado di scrivere. E grati per l’opportunità di pubblicare. Inoltre, non devono svilire i compagni autori.

Credi nelle tue infinite scelte. Coltiva l’amore per la scrittura, quello che ti fece incominciare, in prima battuta.

 5 – Studiano e si istruiscono

Sempre l’articolo rileva che l’85% delle persone di successo legge due o più libri al mese, in modo sistematico. Questo è particolarmente importante per gli scrittori che hanno bisogno di leggere moltissimo e non solo romanzi. Ogni genere di non-fiction aiuta a espandere i propri orizzonti e a comprendere meglio l’umanità.

Cosa stai leggendo in questi giorni oltre ai romanzi?

6 – Misurano i progressi

Corley nota che le persone benestanti sono state meticolose nel monitorare il loro percorso.

  • Il 67% teneva delle liste aggiornate di cose da fare
  • Il 94% controllava il bilancio del conto in banca ogni mese
  • Il 57% contava le calorie consumate
  • Il 62% definiva degli obiettivi e controllava se era o no sulla strada giusta per raggiungerli

Sin dal 2001 ho preso nota di quanto scrivevo su un foglio elettronico. Sono in grado di dirvi quante parole ho scritto, e su quale progetto, ogni giorno di ogni settimana di ogni mese di ogni anno.

Ordino i miei progetti secondo delle priorità e ogni giorno so su quale voglio lavorare.

Ma comunque, non conto le calorie. Mi sono accorto che mangiare cibo sano non fa vivere una vita più lunga… la fa solo sembrare più lunga!

 7 – Si circondano di persone orientate al successo

Dice Corley: “Le persone ricche e di successo sono molto selettive su coloro con i quali decidono di associarsi. Il loro obiettivo è sviluppare relazioni con altri individui orientati al successo. Quando si imbattono in qualcuno che fa al loro caso, dedicano una grande quantità di tempo e di energie a costruire un rapporto saldo con essi. Coltivano la relazione, dall’alberello alla sequoia. Le relazioni interpersonali sono la valuta del benessere finanziario e del successo.”

Il suo consiglio è quello di dedicare 30 minuti al giorno a coltivare una relazione. Può significare ascoltare qualcuno, o dare dei consigli, o semplicemente essere un compagno utile.

Se ti dedichi alle relazioni, gli altri ti ricambieranno, e diventeranno naturalmente tuoi sostenitori sui quali fare affidamento.

Generalmente, quelli degli scrittori sono validi gruppi di sostegno. Puoi trovare luoghi dove passare il tempo con loro, cominciando da qui a TKS. Unisciti a un gruppo di scrittori della tua zona o locale, come quelli di Mystery Writings of America. Frequenta conferenze stimolanti.

Evita sistematicamente le persone acide o negative.

Divertiti, scrivi, valuta, misura studia, correggi – dopodiché divertiti ancora di più, scrivi ancora e non mollare. Ecco la formula del successo.

C’è qualcosa che vorresti aggiungere?


La stessa domanda te la pongo anch’io: qualcosa da dire? Scrivilo nei commenti qui sotto! Ho intenzione di contattare James Scott Bell e  proporgli qualche domanda dal blog.

Io ho un appunto, a dire il vero… al contrario di quanto si dice nel post, mangiare sano è importantissimo, anche per gli scrittori! Un fisico sano, vitale e ben funzionante è il migliore amico di ogni maratoneta. Se sei d’accordo, leggi il manuale gratuito di Studio83 La sana scrittura dove ti suggeriamo diverse abitudini amiche della scrittura e della salute!

Scrivere bene e vivere felici… e tonici, e sani!

Se il post ti è piaciuto, non perdere i prossimi post sulle Regole del Successo, nel blog di Studio83!

Scrivere, pubblicare e vivere felici (e sani!)… si può! :-)

L’arte di scrivere, pubblicare… e vivere felici!

giulia-abbate.it

Anche un viaggio di mille miglia inizia con un passo.

Laozi

 

Il primo passo di questo blog è già un grande passo: un post in cui dico forte e chiaro che scrivere, pubblicare ed essere felici è possibile e anzi necessario.

Una vecchia canzone recitava ironicamente: è un mondo difficile!

L’ironia è sempre la benvenuta: è comunque vero, le cose non sono sempre facili e piacevoli come speriamo.

Qui si parla di scrittura, principalmente. Sia che scrivi per mestiere, sia che le lettere siano per te un hobby, immagino che anche in questo campo tu conosca momenti belli e momenti meno belli. Cose magnifiche. Avvenimenti tremendi.

Il lavoro dello scrittore è un gran bel lavoro, però incappa spesso in fasi negative, più che altro perché è un lavoro spesso solitario e con poche unità di misura.
Blocchi, difficoltà, vicoli ciechi nella scrittura. E poi rifiuti, recensioni negative, presentazioni con pochi partecipanti… gli ostacoli sulla strada di chi scrive sono tanti. Alcuni davvero frustranti.

Io per esempio mi abbatto tantissimo quando trovo una mia idea in giro. Scrivo principalmente fantascienza e le idee bizzarre sono il mio primo passo. Perciò, quando mi accorgo di non essere stata originale/ di essere stata preceduta, lo vivo come un disastro. “Ecco, tanto lavoro per nulla! Sei banale. Butta pure le tue bozze!”

Con i concorsi è anche peggio. Quando capita che un mio racconto venga respinto o ignorato,la tentazione di prenderla sul personale è forte. “Dopo tanti anni di pubblicazioni e lavoro ancora ti respingono? Sfigata!”

Parlando in generale, di dispiaceri ne conosco un po’, perché oltre a essere una scrittrice lavoro come editor con tanti autori esordienti, alcuni davvero scoraggiati dopo svariate traversie editoriali.

Proprio grazie al lavoro fatto con loro, colleghi e compagni di strada, ho imparato a rispettare ogni atteggiamento e a prendere spunto da ogni errore.

scrivere, pubblicare... e vivere felici!

Smettere di sbagliare non è possibile, ci sarà sempre qualcosa a cui non avevamo pensato, che farà dire al nostro critico interiore: “Perdente!”

Ecco, quello che invece è possibile è scendere a patti con questo critico: non per zittirlo, ma per farlo smettere di insultare.
Possiamo insegnargli un po’ di grazia. E possiamo imparare insieme:

  • che gli ostacoli sono anche lezioni;
  • che ogni errore può essere il colpo di scena del personale romanzo della nostra carriera;
  • e che l’unico, vero fallimento è smettere di provarci, non sentire più gusto per la scrittura e posare la penna.

Ecco perché ho deciso di aprire questo blog e di usarlo in parallelo con il blog di Studio83, la mia agenzia di servizi letterari.

Lì troverai tanti spunti e notizie sul mondo della scrittura e della lettura.
Qui l’approccio è incentrato su come scrivere e pubblicare mantenendo alto il morale, su come trovare la tua strada e camminare in modo sicuro, su come vivere ogni avversità con uno spirito positivo e con un critico interiore impegnato non a toglierci la terra da sotto i piedi, ma a mantenere la rotta.

L'arte di scrivere felici

Quindi. Trovi quattro rubriche principali: corrispondono ai quattro argomenti cardine di questo viaggio che spero faremo insieme.

Attraverso i post e i vari contenuti gratuiti che pubblicherò tramite la mia newsletter voglio:

  • costruire un modo diverso di vedere le cose
  • darti degli strumenti pratici per raggiungere il successo, il tuo successo.

Sì, perché quando inizi a ragionare in termini di efficacia e non più solo di efficienza. Quando diventi tu il migliore amico di te stesso. Quando scrivi la tua verità per il tuo pubblico nel modo più onesto e personale che puoi…
i risultati arrivano. Punto.

Giulia Abbate - Editor & coach

La canzone ha ragione, è un mondo difficile.
Proprio per questo la gioia è assolutamente necessaria.

Ti ringrazio per aver letto questo post e spero di trovarti di nuovo su queste pagine.
Inizia un nuovo viaggio.
In alto i cuori!

Presto o tardi coloro che vincono sono coloro che credono di poterlo fare.

Richard Bach

Se vuoi conoscermi meglio, visita il mio sito: Giulia Abbate – editor & coach

Se hai voglia di iniziare a lavorare, scarica il mio piccolo manuale “Come si scrive una recensione” e metti alla prova la tua abilità di scrittura tecnica!  Scarica gratis “Come si scrive una recensione

Delle recensioni parleremo nel prossimo post! Iscriviti alla pagina Facebook del blog per leggere il post non appena sarà online.

Grazie!