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La fantascienza delle donne

Pubblico qui e oggi l’articolo che ho scritto per la Rivista Inchiostro, e che è apparso nell’ultimo numero della pubblicazione.

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La fantascienza delle donne

[per la Rivista Inchiostro]
La fantascienza è donna? O meglio: la fantascienza è anche donna?

All’inizio, no. Per molti, “Frankestein”di Mary Shelley, è la radice della SF moderna. Ma quella che noi conosciamo parte negli anni ’30 del ‘900, da editori e autori per lo più uomini, anglosassoni, bianchi. Allora pionieri, definirono standard oggi superati, ma duri a cambiare paradigmi e ad aprirsi agli “altri”: alle donne, ma anche a persone di etnia diversa, afroamericani, africani, cinesi.

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Oggi il dibattito sull’inclusione è vivo: le donne reclamano riconoscimenti commisurati ai meriti, non al sesso. Alla convention Stranimondi, appuntamento milanese dedicato alla letteratura fantastica, la scrittrice Tricia Sullivan constatava in una conferenza che ancora c’è molto da fare, per cambiare una cultura di stereotipi radicati.

Ai “diversi” (ma diversi da chi?) si vuole far scrivere di quello e basta: che i neri scrivano di razzismo, le donne di sessismo, senza avventurarsi in territori dei quali “non sono capaci”.
Salvo poi lamentarsene: uff, sempre questi femminismi!
Oppure meravigliarsene, o cercare tracce di sensibilità femminile anche in scene di sbudellamenti: lo ha raccontato la scrittrice Milena Debenedetti, in un suo recente post sul blog “Lezioni Sul Domani”.

Le autrici di SF parlano spesso (e più spesso degli uomini) di discriminazione, di riproduzione, di rapporti uomo-donna. Problemi più sentiti dalle donne, vittime della disparità di genere.
Le scrittrici hanno usato la fantascienza come provocazione, allarme, riflettore sulle contraddizioni del presente: e la SF ringrazia, perché proprio questa è la sua vocazione più alta.

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Ma le fantascientiste hanno sviluppato anche altri temi, come la mutazione, un fulcro della SF. Mutazione dell’individuo, del corpo ibridato, del linguaggio: quest’ultimo di sicura ispirazione per autori e autrici in erba.

Ne parla Eleonora Federici, nel suo saggio “Quando la fantascienza è donna” (Carocci) che si concentra sul contesto di lingua inglese.
Autrici come Margaret Atwood, Octavia Butler, Ursula Le Guin, Tanith Lee, Doris Lessing, Alice Sheldon (il cui pseudonimo James Tiptree Jr portò i critici malaccorti a usarla come dimostrazione della superiorità… maschile nella SF!), sono colonne della SF e della letteratura mondiale.

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Sempre le autrici hanno dominato il 2016: si sono aggiudicate i premi di narrativa Hugo, tra i più importanti del settore, mentre correnti apertamente maschiliste, razziste, omofobe sono rimaste a bocca asciutta. Anche solo il fatto che queste correnti esistano è triste, e ci fa capire l’importanza che autrici e autori scrivano contro le discriminazioni e vengano letti.

E in Italia? Segnalo l’opera critica di Giulia Iannuzzi, studiosa tra le più autorevoli della fantascienza e del fandom italiano: un ambiente vario, ma anche piccolo e chiuso. Nel quale hanno operato autrici importanti come Gilda Musa, Roberta Rambelli (aka Robert Rambell), Nicoletta Vallorani. Che però è l’unica donna ad aver vinto il Premio Urania.

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Questa fantascienza, insomma, è anche delle donne?
Oppure esse sono outsider, ospiti di un genere “uomo” per definizione, dominato da autori lettori gusti maschili?

Nella prefazione dell’antologia “Oltre Venere”, il curatore Gian Filippo Pizzo va alla radice del problema: non è vero che le donne non sanno scrivere e non amano leggere SF. È vero che sono di meno: come nei consigli di amministrazione, nei parlamenti, nelle fasce alte degli stipendi.

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La questione è tutta qui, forse: come nella vita, anche nella fantascienza il contributo femminile è indispensabile, ciò nonostante è incredibilmente sudato. Vale ancora l’assunto di Virginia Woolf: per scrivere romanzi, una donna ha bisogno di soldi, o per lo meno di una stanza tutta per sé. Per le macchine del tempo la strada è ancora più lunga.

Il dibattito è aperto!

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Trovi tutti i riferimenti dell’articolo, e molto altro, nel mio post di oggi nel mio blog di fantascienza Lezioni Sul Domani: #Lottomarzo: lotta e fantascienza, delle donne, con le donne.

Ci vediamo, per chi vorrà, per strada: oggi si manifesta nelle città di cinquantacinque paesi del mondo, io sarò alle 18:00 a Palazzo Lombardia. L’otto marzo, non una di meno!

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Fiera di Roma Più libri più liberi 2016 – Bilancio positivo!

Giovedì 8 dicembre ho fatto un salto alla Fiera Più Libri Più Liberi di Roma (per gli amici PLPL o meglio #piulibri16).

Giusto poche ore: diversamente dal Salone di Torino, questa volta senza figlie al seguito, per incontrare un paio di persone e farmi un giro degli stand. Non avevo programmi specifici… Alla fine, ça va sans dire, non ho resistito e ho girato dei piccoli video, nei quali editori autrici editrici e autori hanno presentato i loro libri in pochi secondi: “Un libro in un minuto”, un format che inaugurammo quando come Studio83 lavorammo per una web tv tutta dedicata ai libri.

[Per saperne di più, ecco qui la vecchia serie: Un libro in un minuto, Studio83 per Booksweb.tv

E da oggi, li trovi sul blog di Studio83: #piulibri16: Un libro in un minuto per tutta la settimana!]

In questo pugno di ore, oltre ai miei video militanti col telefono, ho girato tutta la fiera e ho ricavato qualche impressione che condivido qui sul blog. Prendili come appunti su un taccuino di viaggio, di quelli che si scrivono sul treno, tra una fermata e una chiacchiera con gli altri passeggeri!

Pronti, partenza... entriamo!

Pronti, partenza… entriamo!

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Edizione straordinaria!

Ciao e ben ritrovat*!

È un po’ di tempo che non scrivevo qui sul blog, devo dire che mi è mancato molto. Ora rieccomi qui, con un bel po’ di novità da condividere con te. Edizione straordinaria!

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In questi mesi sono stata silenziosa (qui), ma non inattiva. Il lavoro è stato intenso sotto tanti fronti: e anche dal punto di vista delle scritture mi sono impegnata moltissimo.

Partiamo dalla fine: le scritture. Esco da un periodo proficuo, sono usciti diversi miei racconti in antologie collettive. Nella pagina del mio sito dedicata ai racconti ci sono molti nuovi titoli!

Ecco le novità in libreria:

Medusa e le altre è una mia rilettura del mito classico di Medusa, contenuta nell’antologia a tema “Occhi di Roccia” pubblicata da Delmiglio Editore. Per scriverla non ho inventato nulla: ho recuperato i simboli classici, dando loro dei significati alternativi alla versione ufficiale, ma altrettanto veri. La “mia” Medusa è forte, maledettamente femminista e… sorpresa: non è solo mia. La sua storia infatti è un retaggio delle antichissime e semi mitiche civiltà matriarcali, spazzate via dalle dominazioni micenee e doriche. Tempo, mito, violenza. E tentacoli. Sottotitolo: “Una classica tragedia moderna”.

Il gestionale è un mio racconto contenuto in “Oltre Venere”, antologia di autrici SF curata da Gian Filippo Pizzo, Edizioni La Ponga. È la storia di un software di magazzino, di una ditta di autoricambi, di un corso di filosofia: cose apparentemente usuali, normali, ma che combinate in un certo modo si riveleranno dannosissime per la protagonista. Qualsiasi riferimento a fatti e persone reali è probabilmente non casuale.

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Uno & Trifasico è uscito nella Bottega del Fantastico 5: è una fiaba sinistra su un futuro in cui l’automazione creerà mostri, non solo tecnologici, non solo ibridi, anche e sopratutto umani. Grazie a un incidente provvidenziale, un androide si ritrova in una posizione chiave e inizia un viaggio dentro se stesso e dentro chi lo ospita, aiutato da un misterioso subconscio e dal potere catartico della preghiera.

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#ticonoscomascherina è un breve divertissement contenuto in Narragenda 2017, l’agenda pubblicata da Delmiglio Editore con tanti racconti per tenerti compagnia durante l’anno. Mi hanno chiesto di scrivere qualcosa in tema con il mese della mia nascita: e nel mio amato, bizzarro febbraio ti proporrò un Carnevale che conosciamo tutti molto bene, talmente bene da dimenticare a volte quanto sia surreale.

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Altri se ne aggiungeranno. In questi ultimi mesi ho scritto a un ritmo intenso per me e ho terminato tre racconti che verranno presto pubblicati in antologie a tema. Ecco le mie prossime uscite:

Ponti è un racconto “fantagiallo”: un misterioso delitto in un quartiere malfamato apre degli scenari impossibili da credere, eppure reali. L’ispettore che indaga, alle prese con un pesante lutto mai accettato, deve fare i conti anche con una trama sinistra, e si accorge presto di non essere il solo cacciatore in azione.
Uscirà presumibilmente alla fine del 2016.

Perky Sun è un racconto di “fantaguerra”: in una guerra (prossima) futura, una nuova, sottile tecnica di manipolazione viene testata su delle cavie inconsapevoli. Un militare al fronte inizia a sviluppare una paranoia, un pilota di droni indaga in segreto, una ragazzina canta. E qualcuno veglia, controlla e studia piani pericolosi.
Uscita prevista: 2017.

Un giorno questo motore ti sarà utile (sì, è una citazione!) è una cronaca familiare e insieme sociale, dove la giovane protagonista, veterana ferita di una guerra appena conclusa, si interroga sulla sua modernità, sulle invenzioni che facilitano la vita, sul limite del controllo che possiamo avere sulle cose. Il tutto a causa di una malattia che sua nonna rifiuta di curarsi, e che dà inizio a un braccio di ferro che cambierà entrambe. Gossip: la nonna sono io, e sono un osso duro!
Uscita prevista: molto presto, forse prima degli altri due.

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Altre novità, le collaborazioni:

per La bottega del Barbieri ho iniziato una rubrica di fantascrittura: Leggere e scrivere fantascienza, che ha cadenza mensile, è già al quarto appuntamento e unisce il tesoro delle tecniche di scrittura con i meravigliosi viaggi della fantascienza. È pensato per servire a tutti, a chi legge, a chi scrive, a chi ama la fantascienza e anche a chi la odia. Puoi leggere qui la presentazione e le prime uscite.

Per Delos Digital sono ora curatrice, insieme alla mia socia Elena Di Fazio, della collana di fantascienza sociale “Futuro Presente”. Abbiamo pubblicato già quattro racconti, splendidi, brillanti, inquietanti, intelligenti. E altri titoli stellari li abbiamo già in preparazione.

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per la Rivista Inchiostro, storica pubblicazione dedicata ad autrici e autori esordienti, ho scritto una prima recensione alla quale ne seguiranno altre (evviva!). Ho parlato di “Il bosco di Aus” di Chiara Palazzolo, un romanzo con grandi premesse ma con esiti deludenti.

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In questi giorni di autunno, dedicati a un bilancio intermedio del mio percorso di quest’anno (e qualcosa in più), mi accorgo che ho scritto tanto e con soddisfazione: è bello essere cercata, è bello che persone competenti che ammiro mi chiedano di scrivere per loro, è bello pubblicare e in questo modo conoscere sempre nuovi editori, colleghi e colleghe, lettrici e lettori.

Fino a pochi anni fa, il pensare a una situazione come questa mi avrebbe fatto girare la testa. E ora eccomi qui! Uno dei miei sogni è già realtà, e non ho superpoteri, tranne forse uno: la supertenacia, quella ferrea disposizione d’animo che mi ha tenuta incollata ai miei obiettivi con le unghie e con i denti. Oltre le delusioni, oltre le attese, oltre le incredibili fatiche (due bambine piccole non sono uno scherzo!), oltre momenti in cui qualcosa in me sussurrava: ma chi te lo fa fare?

Cucù! E per un sogno che si realizza ce ne sono altri che si… calendarizzano :-)

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Sono lungi dal fermarmi e per concludere vorrei condividere con te che leggi qualche novità prossima ventura che magari può vederti coinvolt*!

La mia agenzia di servizi letterari Studio83 continua la sua avventura, e sempre meglio. Con il prezioso riscontro di clienti, autori, autrici ed editori che si rivolgono a noi per i loro scritti, nuovi progetti prendono il via. Studio83 – Servizi Letterari è un marchio in attesa di registrazione, che si è guadagnato la stelletta del R (presto R) accanto al nome. Ed è subito corporation :-)

Il nuovo sito di Studio83 è quasi pronto, e oltre alla grafica e alle sezioni ha nuovi servizi letterari pronti a partire. Sono servizi che già svolgiamo, che sappiamo bene come far funzionare e che abbiamo solo noi: perché li abbiamo inventati noi, costruendoli e potenziandoli in dieci anni di lavoro sul campo. Siamo pronte a proporli a tutti e a farli diventare le nostre offerte di punta, uniche, rodate e originali. Presto il nuovo sito sarà online e capirai perché sono così entusiasta!

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Arrivano anche delle nuove pubblicazioni. Dopo tanto lavoro e alcuni stop imprevisti sto per pubblicare una mia raccolta dei migliori racconti già usciti in altre antologie. Prossima una pubblicazione indipendente che darò presto alle e-stampe. Oltre a un altro mio titolo, per cui ho già firmato il contratto con l’editore, che verrà ripubblicato e valorizzato: Lezioni Sul Domani!

Per finire… ci vediamo? Si avvicina una stagione di incontri e di eventi dal vivo che sto disegnando in questi giorni. Ebbene sì, gli eventi sono uno dei nuovi servizi proposti da Studio83, e un’attività che mi piace tantissimo, e che presto metterò in campo. Ci sono già due appuntamenti che arrivano subitosubito, a ottobre, ci sono io e c’è Elena Di Fazio, e mi piacerebbe incontrare anche te, se vorrai.

 

Nella splendida cornice del MuFant, il Museo della Fantascienza di Torino, venerdì 7 ottobre si terrà il convegno “Donne Oltre”: Elena e io interverremo per parlare di Oltre Venere, del nostro essere femmine fantascientiste (entrambi motivi di vanto!) e per condividere parole nostre e non solo.

 “Oltre Venere”, in “Donne oltre”
Venerdì 7 ottobre 2016 – Ore 17,30
MuFant – Museo della Fantascienza di Torino – via Reiss Romolis 49bis, Torino
Ingresso: € 7,00

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Nella fantastica convention Stranimondi, alla sua seconda edizione dopo il successo dell’anno scorso, Elena e io presentiamo Futuro Presente: parleremo dei racconti insieme al pubblico, con l’aiuto dell’editore Silvio Sosio e il contributo degli autori. Effetti speciali e sorprese non mancheranno, abbiamo solo mezz’ora ma la faremo fruttare!

“Futuro Presente”, in Stranimondi
Domenica 16 ottobre 2016 – Ore 16,30
UESM Casa dei Giochi di Milano – via Sant’Uguzzone 8, Milano
Ingresso libero

Visto quante belle cose? Spero di incontrarti in una presentazione. Continua a seguirmi, in arrivo sul blog tanti aggiornamenti: recensioni, articoli, consigli per leggere, scrivere e vivere felici! A presto.

Salone del Libro di Torino – il mio resoconto

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Nel corso degli anni sono stata tante volte al Salone del Libro di Torino. Prima come studentessa e lettrice, poi come aspirante qualcosa. Con la neonata Studio83 ho fatto l’intervistatrice militante per una webtv libresca (i video sono qui: Editori in fiera), e in seguito sono tornata con più consapevolezza e con una professione che mi ha permesso di vivere la fiera sotto molteplici punti di vista.

[Nel 2009: Fiera di Torino – the week after
Nel 2008: Un libro in un minuto]

Due esperienze però mi mancavano: vivere la fiera come autrice e andarci come mamma.

Sabato ho fatto entrambe le cose: prendendo il coraggio a due mani, sono andata in Fiera portandomi le mie due figlie (6 anni e 2 anni). E con loro ho preso parte alla presentazione di Oltre Venere, antologia di racconti di fantascienza curata da Gian Filippo Pizzo, edita da La Ponga, nella quale figura il mio racconto “Il Gestionale”.

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È stata un’esperienza faticosa, ma anche unica.

Portarmi appresso due bambine piccole mi ha fatto stare in Fiera con un’attitudine diversa, meno professionale (a parte la presentazione oltrevenerina, non ho fatto nessun altro incontro “a tema”), ma anche più presente e attenta ad altre cose.

Per questa ragione non ho un resoconto obiettivo di “quello che va bene e quello che va male” del Salone: sono stata molto occupata a vivere insieme alle mie figlie una giornata diversa, particolare, avventurosa. E sono tornata un po’ agli inizi, a quando esploravo il Salone da ragazzina. Mi sentivo sopraffatta da tutti quei libri, da tutte quelle pagine, e l’abbondanza delle proposte e degli stimoli mi confondeva e mi esaltava allo stesso tempo.

da tvspenta.it

Ora ho qualche anno e qualche coordinata in più. Così, una volta riuscita a decodificare la cartina, ho portato le ragazze a degli stand scelti da me: in primo luogo quello di Babalibri, una casa editrice di cui ho già parlato e che è una garanzia di qualità e anche di umanità.

Lo stand era pieno, ma l’accoglienza è stata affabile. Le mie figlie si sono gettate sui libri: la più grande ne ha sfogliati almeno dieci, la più piccola ne ha preso uno e se lo è guardato straiata per terra manco fosse in stanza sua… Nonostante questo, siamo state accolte con grandi sorrisi e senza traccia di insofferenza, anzi. E quando alla fine abbiamo scelto due libri e sono passata all’acquisto, la responsabile ha applicato un bello sconto fiera senza dire nulla, così, d’ufficio.

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Cosa purtroppo che non è successa negli stand delle grandi case editrici: sia da Salani, che da Mondadori Electa, più che librai c’erano cassieri, poco consapevoli dei titoli presenti e non nelle condizioni di poter fare altro che battere scontrini.

Cari grandi editori, voi che alla fine siete quelli che guadagnano di più dal Salone di Torino… a che serve una grande fiera? A venderevenderevendere? O magari a incontrare, a comunicare, non solo sui palchi delle presentazioni blasonate, ma anche coi noi comuni, umani lettori?

Io ci vado per tutto, tranne che per comprare.

Io ci vado per tutto, tranne che per comprare. Ecco, l’ho detto.

Un po’ meno supermercato e un po’ più di investimento sulle competenze e sull’incontro, magari?

Ok, ok. Avevo detto più mamma, meno editor inacidita. La smetto.

Per forza di cose non ho visto tutto il Salone, ma ho ricavato qualche altra impressione a spot, a seconda di dove ci portava il cuore, il passeggino o la mia lettura personale e dadacubista della cartina.

Intanto, non solo libri. Abbiamo visto tante cose, tante contaminazioni, molto bello lo spazio in entrata dove una specie di megamuretto di libri faceva da contraltare a un’installazione fatta di luci contro un grande specchio

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In questo padiglione, anche molti spazi per sedersi, per parlare, per leggere (anche se con tutte quelle lucette… facciamo per sedersi). Cosa questa assente nel resto del Salone.

Dappertutto, ho visto grandi e soprattutto piccoli seduti per terra, appoggiati a un muro o ammassati negli angoli. Che magari provavano a sfogliare un libro appena acquistato, o semplicemente si riposavano.

Quindi un altro appello: i muri e le pareti sono tanti e ampi… appoggiarci qualche panca no? Sarebbe bello, le prossime volte, trovare non solo libri in mostra, ma anche lettori in azione. (E anche, torniamo a quanto già detto: riposarsi le gambe, posare i pacchetti e sistemare il libri comprati, bere acqua, allattare, conversare, posare una stampella, guardarsi in faccia…)

Quella del Salone, comunque, è una bella esperienza da fare con i bambini e con i figli: è un’avventura che può impressionarli e colpirli, è un incontro con un mondo vitale, vario, colorato, dove si fanno tanti incontri inaspettati.

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E sicuramente sono giunta inaspettata anch’io, alla presentazione di Oltre Venere, arrivando con le mie due accompagnatrici!

L’indie corner ha retto bene il colpo. Nonostante casa di editori di genere che esponevano libri neri e sanguinolenti (la nostra cyberEva era la copertina più rassicurante), l’accoglienza è stata positiva e gentile quanto quella dei puccieditori per bambini.

NeroPress Edizioni  ci ha regalato delle spillette e ci ha proposto libri per ragazzi: abbiamo preso “Illustri Vampiri” per la gioia della mia grande, e dell’autore che ce lo ha efficacemente raccontato e ben proposto.

E La Ponga Edizioni ci ha portate dentro, nell’antro, nel sancta sanctorum dell’indie corner: una salettina ricavata dallo spazio dentro lo stand, ambiente a dire il vero un bel po’ piccolo, dove però la presentazione di Oltre Venere è stata gradevole e interessante.

Il curatore e le due autrici hanno parlato della nascita delle idee dell’antologia e dei rispettivi racconti e anche di fantascienza e di fantascienza delle donne.
“Oltre Venere” è nata per accogliere racconti di donne ma non necessariamente “al femminile”: non rivolti solo a donne e non che parlino obbligatoriamente di temi femminili o di genere. Questo per dare un’idea, a chi vorrà leggerla, di una fantascienza delle donne che sa essere classica e “generale”, che sa andare oltre i temi strettamente femminili: a mio avviso questi temi non sono un male, anzi li vedo come un arricchimento, ma è comunque vero che a volte si pensa alla scrittura femminile solo in relazione a essi e non come una scrittura buona e valida anche quando si parla di altro… ad esempio di software malvagi e autoricambi, come nel caso del mio racconto. :-)

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Gian Filippo Pizzo, Serena Maria Barbacetto, Cristiana Astori

Le cose dette alla presentazione mi hanno dato molti spunti di cui parlerò presto, in un post a parte, dove parlerò proprio di “femminile” per fare qualche mio commento nell’ambito di un confronto molto interessante.

Per il momento vi lascio con questa ultima foto e con la conclusione positiva della nostra avventura in un mare di libri! :-)

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E vai col trip! Grazie per la splendida giornata, bambine! :-)

 

Il Writer’s Dream… cambia

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La notizia è di pochi giorni fa ed è di quelle che hanno scosso un po’ tutti.

Il forum Writer’s Dream, ormai storica casa degli autori esordienti che cercano informazioni e condivisioni, è stato venduto dalla sua fondatrice Linda Rando a Borè s.r.l., azienda già proprietaria della piattaforma di self publishing Youcanprint, della casa editrice accademica Libellula Edizioni e della casa editrice Lettere Animate.

In questo post farò diverse cose.

  • Dare notizie
  • Esprimere opinioni
  • Citare pareri altrui
  • Un po’ di storia: una retrospettiva sul WD, per come è apparso su queste pagine dal 2008 a oggi.

 

Il Wd: un po’ di “storia”

Il WD è nato nel 2008, un anno dopo Studio83.

Abbiamo sempre seguito la sua genesi e i suoi sviluppi. Fatti di alti e bassi:

La battaglia più celebre, meritevole e longeva (dura ancora adesso) è senza dubbio la lotta contro l’editoria a pagamento.

A causa di questa battaglia, e della “brutta abitudine” di fare nomi e di rendere pubblici contratti, capestri, proposte, indecenze, il WD e Linda personalmente sono stati bersagliati: minacce vaghe ma comunque sgradevoli, insulti, diffide, querele finite in tribunale. Una denuncia per diffamazione è finita male per Linda, che si è dovuta prendere la responsabilità delle sciocchezze scritte da un utente su migliaia. Leggi Rete, diffamazione e responsabilità.

Una volta, anche Studio83 fu coinvolto in una serie di minacce, definito un “sito-mirror” di WD e accusato di spalleggiare e diffamare. Leggi Attacco a Studio83 e Comunicato stampa: Un po’ di chiarezza

Nel 2009 pubblicammo un “bilancio” del primo anno del WD, a firma di Linda Rando. Lo trovate sul blog di Venti Nodi: “Writer’s Dream, un anno di impegno”

Quando aprii Writer’s Dream, un anno fa, cercavo solo un luogo dove poter condividere i miei scritti con altri appassionati, un piccolo centro ricreativo per scrittori.
La mia lotta contro il sistema editoriale nacque per caso nel momento in cui, cercando notizie da condividere sul forum, scoprii dell’esistenza dell’editoria a pagamento.

Le battaglie del WD e di Linda Rando hanno fatto luce su veri e propri abusi, in un mondo che usa la parola “cultura” spesso a sproposito.
Hanno portato allo scoperto editori e soggetti che con vere e proprie condotte di bullismo cercavano di impedire il libero scambio di informazioni: leggi Bullismo editoriale
Ci hanno fatto riflettere sui nostri diritti di cronaca e critica: leggi Espressione, cronaca, critica

E hanno sollevato spinose questioni relativamente alla responsabilità e alla diffamazione in rete. Leggi Rete, diffamazione responsabilità.

Il cambio di timone: da Rando a Borè srl

Borè srl sta facendo dei passi importanti, e non mi riferisco solo al WD. Anche Lettere Animate edizioni è un’acquisizione recente, che precede quella del WD di poco più di un mese:

Ragazzi! Devo compartire questa bellissima notizia con tutti voi!

La casa editrice Lettere Animate (della quale faccio parte) ha dato un passo che ci catapulterà in avanti nell’editoria italiana. Potete capire che la mia felicità è alle stelle per l’opportunità che si apre davanti a me… a noi, autori di Lettere Animate.

Noi tutti abbiamo iniziato questo viaggio come un sogno e adesso ci troviamo a vivere una realtà bella, grandiosa ed epica!

Dal post: Lettere Animate adesso fa parte di Boré propietaria di You Can Print!

Ecco il comunicato stampa, molto simile a quello sul WD:

L’acquisizione di Lettere Animate avviene con l’obiettivo di costruire un marchio sinonimo di qualità, trasparenza e innovazione. Grazie all’acquisizione da parte di Borè srl, Lettere Animate da oggi inizia un nuovo percorso mantenendo però intatti i fattori e i valori che in questi anni hanno contraddistinto il suo operato: trasparenza nell’offerta editoriale, cura personale e diretta degli autori, assistenza totale, servizi efficienti, qualità delle produzioni e aggressività sul mercato.

Un punto interrogativo me lo suscita la pagina dedicata a Libellula Edizioni, dove nella descrizione dell’azienda è riportato questo paragrafo curioso, vagamente renziano:

La nostra mission 

Vogliamo che pronunciare Libellula confondi la gente a dire “chi l’editore o …”? Vogliamo che l’assoluta perfezione si tramuti in carta, stampa, inchiostro e bite. Libellula stabilirà un nuovo livello di qualità al quale tutti gli altri editori accademici dovranno cercare di adeguarsi.  Il mondo editoriale sta cambiando profondamente e noi non facciamo parte di questo cambiamento, noi siamo il cambiamento.

Il comunicato stampa che riporta la notizia del passaggio del WD è chiaramente positivo e rassicurante:

L’acquisizione di Writer’s Dream.org matura con l’obiettivo di raccogliere l’eredità costruita negli anni grazie all’impegno degli utenti e dei moderatori per costruire un brand di livello internazionale in grado di essere un faro e una guida autorevole, trasparente e indipendente per tutti gli operatori del mondo editoriale che stanno vivendo un cambiamento epocale nel passaggio dall’editoria tradizionale a quella digitale.

Nello stesso comunicato si annuncia inoltre

il lancio dell’app per Ios e Android di Writer’s Dream.org entro il 30 luglio 2015, un app che rivoluzionerà il mondo dell’editoria italiana.

Le reazioni: i diretti interessati

Immagine dalla discussione ironica: scontenti del nuovo corso del WD?

 

I commenti a questo annuncio riempiono pagine e pagine.

Il primo e più calzante è di Outsider, utente dal 2009:

E adesso? Cosa cambierà al WD?

Il nuovo amministratore (o meglio “community manager”) Roberto Incagnoli risponde in modo calmo e cerca di rassicurare, anche se incappa in un lapsus tremendo che nessuno pare aver notato (il grassetto è mio):

Il forum rimarrà sempre,in modo totalitario e trasparente, libero

Linda Rando, nel post “Nuovi inizi” del suo nuovo sito/blog, non si profonde in commenti a riguardo, nelle sue parole trapela comunque la necessità di voltare pagina.

Per sette lunghi anni Writer’s Dream è stato il punto centrale della mia vita, il focus attorno cui tutto ruotava. [… ] Ho vissuto momenti molto intensi, alcuni in maniera positiva […] e altri in maniera negativa.
Negli ultimi mesi la mia vita è cambiata in maniera radicale, ed è giusto che a un nuovo inizio della mia vita corrisponda a un nuovo inizio della mia vita virtuale.

Di sicuro il WD cambierà e questo, come ogni cambiamento che si rispetti, non sarà indolore. Già in queste ultime ore ne abbiamo visto le prime avvisaglie. Diversi utenti storici e persino moderatori hanno lasciato il WD cancellandosi. C’è qualche qurelle in corso tra moderatori vecchi e nuovi, insieme a un acmbio di guardia: alcuni moderatori si sono “retrocessi” mentre utenti storici sono stati “promossi” a moderatori.

Il community manager afferma in un commento (il #94, la discussione è qui):

Come già detto al vecchio staff (a tutto il vecchio staff) era stato chiesto di rimanere a fare lo staff del WD con alcuni ho anche parlato in prviato chiedendo di rimanere.

La loro scelta è stata quella di andarsene, ancora prima che l’annuncio fosse dato, io non voglio giudicare nessuno né nessuna decisione presa frutto di considerazioni personali.[…]

Detto questo io sono rammaricato se pezzi da 90 del WD vanno via, mi dispiace perché li stimo e in questi anni hanno fatto un lavoro meraviglioso a cominciare da Linda (ovviamente). Io personalmente posso solo dire che hanno tutta la mia stima. Però devo andare avanti e stiamo progettando con il nuovo staff quello che immetteremo di nuovo nel WD senza togliere il vecchio che è stupendo così com’è.

Come già detto, i cambiamenti non sono indolori.

Le reazioni: opinioni e commenti online

Cercando in rete, non trovo molti commenti e opinioni estese, a parte due citati di seguito, ma solo il retweet ( o il copiancolla) del comunicato stampa che attesta il cambiamento di amministrazione.

Tra le poche letture trovate, il punto di vista è nettamente diviso tra pessimisti e ottimisti.

I pessimisti rilevano che un’azienda editoriale che acquisisce un forum nato per informare gli utenti in modo indipendente incappa in un conflitto di interessi.

Sul suo blog Bookblister, l’agente letteraria Chiara Beretta Mazzotta (l’avevamo incontrata nel contesto di Booksweb .tv, tra l’altro) afferma:

Un gruppo editoriale composto da una piattaforma di selfpublishing e diverse case editrici che ha deciso di acquisire un forum per aspiranti autori che cercano informazioni attendibili per collocare il proprio testo sul mercato editoriale. Questo non è un conflitto di interessi, è un plotone di conflitti di interesse.

Afferma Michele Franzoso in un suo breve post “C’era un sogno di scrittore che oggi…”, in cui comunque afferma di voler aspettare e vedere:

Insomma, è un po’ come se l’Enel comprasse Greenpeace…

Non è d’accordo Marina Lenti, avvocata esperta in diritto d’autore, che nel suo post “Complottismo, arsenico e niente merletti” parla di “complottismo”:

Si ricordi che lo scopo di lucro non è una cosa, di per sé, negativa . Del resto, anche in ambito editoriale, lo persegue tutta la filiera, dall’agente, all’editor freelance, al ghost writer, all’illustratore, all’editore, fino anche allo scrittore

Una lettura: dall’amatoriale al professionale, vantaggi e svantaggi

Personalmente concordo soprattutto con la chiusa del pezzo di Marina Lenti:

La palla ora passa a Borè e poiché, come si dice, il tempo è galantuomo, vedremo  fra qualche tempo dove stavano torti e ragioni.

Credo che ci sia più di una ragione per tenere le antenne sollevate, ma non tutte sono di tipo negativo o legate al sospetto.

Sicuramente ora il WD non è più indipendente come prima: è legato cioè a una realtà che lo ha acquistato per ricavarci degli utili.

Ha da oggi in poi istanze diverse di quelle di Linda Rando, che lo aveva aperto e lo gestiva a fini idealistici: con grande dispiego di energie e tempo, e con la libertà di prendere decisioni slegate da ogni convenienza.

È anche vero che questa libertà alle volte si è ritorta contro il WD. Nel tempo sono partiti progetti poi naufragati, con dispiacere di molti utenti che vi avevano partecipato.
Ci sono state faide interne al gruppo degli amministratori/moderatori che hanno portato a flame, attacchi, al vero e proprio furto di un sito/dominio da parte di una “fronda” dissidente. Concorsi letterari partiti bene si sono arenati su tempi di giudizio/decisione/stampa lunghissimi. La partenza confusa dell’agenzia Lanterna Letteraria, con discussioni pubbliche sul come (sul se!) fatturare e con dissidi tra “clienti” e “editor” è stata una pagina poco felice. Tutto questo ha portato confusione nel forum e non deve essere stato leggero da affrontare per i responsabili.

Nel momento in cui si entra in un’ottica più professionale, orientata (non solo, ma anche) al guadagno, c’è da sperare che cambino anche alcune procedure, che le iniziative lanciate siano supportate da piani e da logiche ragionate, che insomma tutto “giri” in un modo più coerente con meno sorprese per gli utenti.

Dato che Borè non è Citterio (per parafrasare Lenti) ma un’azienda editoriale e di self publishing, possiamo aspettarci da parte sua una condotta che tenga conto della storia del WD e soprattutto del particolare contesto nel quale il forum è nato e cresciuto. L’annunciata app potrebbe davvero essere un aiuto per i suoi utenti, che speriamo vengano solo esposti a qualche banner, e non profilati o turlupinati (ma non è un’accusa né un processo alle intenzioni!)

Anche noi di Studio83 siamo partiti solo con l’associazione culturale, e con una serie di iniziative gratuite. Poi siamo cresciuti e abbiamo aggiunto una serie di servizi a pagamento e un cambio di mentalità, un atteggiamento professionale. Quindi ho vissuto sulla mia pelle la differenza tra l’attivismo libero da calcoli e il mestiere: che deve tener conto anche di quelli, ma ripaga con un maggior peso e una presenza diversa.

Ha ancora ragione Marina Lenti: a fini di lucro non è necessariamente una parolaccia! Nel momento in cui i servizi sono svolti con regolari fatture e pagamento di tasse e affini, quando le credenziali sono ben chiare sui siti e sui preventivi, quando poi il servizio corrisponde al prezzo e la transazione porta vantaggio a entrambe le parti… tutti hanno da guadagnarci!
Anche gli utenti, che nel momento in cui pagano e ricevono regolare fattura hanno una garanzia incontrovertibile. Se tutto va bene sanno che i loro soldi sono finiti a persone oneste. Se qualcosa non va, possono rivalersi grazie alle attestazioni ricevute.

Il discorso cambia se dalla poietica passiamo all’etica: il contesto amatoriale garantisce un’indipendenza non maggiore o minore, ma diversa. In nome di un ideale posso anche perdere soldi e affrontare disagi e minacce, come ha fatto Linda Rando. Slegandoci dal caso del WD, il contesto amatoriale/idealistico/personale fa sì che le decisioni siano a volte slegate da ogni logica, e se Pino apre un forum contro l’editoria a pagamento ma poi cambia idea (o magari si fa corrompere: capita anche questo!) quel forum diventa pro editoria a pagamento senza che lui debba rendere conto a nessuno.

Concludendo: passato e futuro

Concludo questo post con due considerazioni.

La prima è niente più che il riassunto di quanto già detto. Sarà utile vigilare sull’indipendenza del WD e sui suoi cambiamenti, tenendo conto che la nuova veste professionale potrà portare anche dei lati positivi per gli utenti.

La seconda è un pensiero. Un pensiero per Linda Rando, che a soli sedici anni ha preso una decisione fatale, rivoluzionaria: fare nomi e cognomi.

Il WD è nato ed esploso con le liste di editori a pagamento, la “semplice” catalogazione di una condotta professionale: una vera bomba in un mondo chiuso e ipocrita come era quello editoriale del 2008.

Se oggi lo è un po’ meno, lo dobbiamo anche a Linda Rando.

Quindi, tenendo conto che dal punto di vista professionale può e deve ancora crescere (come tutti),  credo che si sia guadagnata sul campo tutta la stima possibile. Per il coraggio, la tenacia, l’abnegazione, la determinazione e a un senso di giustizia che ho sempre apprezzato molto.

Facendo un rapido giro del web mi accorsi che ero l’unica a fare nomi e cognomi di chi chiedeva soldi: altrove si nominavano sempre le stesse due o tre case, ma di norma vigeva una sorta di legge non scritta che urlava “omertà!”. […]
Ma noi, che lavoriamo in piena chiarezza, trasparenza, in totale buona fede e operiamo con sincerità, non ci siamo fatti né ci faremo intimorire: siamo nel giusto e l’abbiamo già dimostrato.
[Dal post su Venti Nodi Il WD: un anno di impegno]

Tutti le dobbiamo qualcosa, anche solo un “grazie”, e i migliori auguri per il suo nuovo inizio.

Auguri, Linda!

Auguri, Writer’s Dream!