14 luglio, inizia la Rivoluzione Francese: un consiglio di lettura

Oggi esce un libro con un mio racconto.
Ma te ne parlo un altro giorno! 🙂

Il 14 luglio infatti cade una ricorrenza molto importante, che si potrebbe considerare tra quelle fondanti della Storia contemporanea.

Il 14 luglio 1789, il popolo di Parigi insorge e conquista la Bastiglia.
La Bastiglia non era un carcere comune: per i criminali c’era lo Châtelet, dove stavano anche gli uffici della polizia.

La Bastiglia era una prigione-fortezza nel centro di Parigi, dove erano reclusi i prigionieri “politici”. Per finire lì non era necessario un processo, bastava un ordine del re: la lettre de cachet, al di là della legge, spesso avvolta dal segreto, indiscutibile e senza obbligo di motivazioni. Era uno dei simboli più detestati dell’assolutismo, che con la caduta della Bastiglia ha un colpo durissimo e simbolico.

Sono appassionata di storia della Rivoluzione Francese: è una delle tante cose della mia vita che da semplice “interesse” a un certo punto si è trasformata in una specie di ossessione 🙂
In questi ultimi anni sono usciti alcuni romanzi molto belli e molto documentati in tema. La Rivoluzione ha ancora tanto da dirci!

Potrei farti una lunga lista di titoli, ma oggi te ne segnalo uno solo, per un motivo preciso.

Alla fine del ventunesimo secolo la Rivoluzione Francese viene studiata riprendendone gli eventi tramite una cinepresa temporale. E forse ha ancora il potere di cambiare qualcosa.
Era chiamato “Gatto di Schrödinger” ed era, alla fine, una telecamera puntata sulla storia. Per usarlo occorrevano conoscenze tecniche, abilità cinematografica, e conoscenza del periodo storico che si voleva riprendere: e Massenzio, studente italiano nella Parigi del 2089, sembra essere il candidato ideale.
Ma mentre vive, letteralmente in presa diretta, gli ultimi giorni del grande artefice della Rivoluzione francese, Robespierre, Massenzio non può smettere di chiedersi chi sia il misterioso mecenate che gli ha messo a disposizione risorse tanto preziose, e quali siano in realtà i suoi scopi.

Termidoro” di Franco Ricciardiello, Delos Digital, 2016

“Termidoro” di Franco Ricciardiello è un romanzo appassionante e documentatissimo: la sua parte storica, ambientata nei giorni del Terrore e della caduta di Robespierre, è incredibilmente densa di dettagli e fatti storici accertati, e allo stesso tempo ha un ritmo serrato, come se ci trovassimo lì, per le strade, a ricevere notizie appena diffuse.

Allo stesso tempo, è un romanzo di fantascienza, e per questo è “sacrificato”: non ha l’attenzione che merita, a causa del solito pregiudizio che colpisce la letteratura dell’immaginario e la fantascienza in particolare, derubricate a storie per ragazzini.
Questo è il motivo della mia segnalazione: spero che ti venga voglia di leggerlo e di metterlo virtualmente accanto a titoli più “blasonati”, vicino ai quali non sfigura affatto.

Il protagonista di “Termidoro” è Massenzio, che studia nella Parigi del 2089. Grazie a una tecnologia che permette di viaggiare indietro nel tempo (molto simile a quella che Franco racconta in “Mille colline”, che abbiamo curato per la collana Futuro Presente), Massenzio vive in presa diretta gli eventi di Termidoro, quelli che portano Robespierre all’isolamento e alla ghigliottina.

Allo stesso tempo, Massenzio sta nel suo presente: dove un ambiguo docente universitario promuove una strana confraternita, architettando uno spettacolare evento mediatico nelle catacombe di Parigi, che però nasconde… cosa?

Lo scoprirai leggendo “Termidoro”, naturalmente, io mi sono spinta fin troppo oltre.

Franco Ricciardiello è anche autore di una guida sulla capitale francese: “Storie di Parigi”, uscito per i tipi Odoya.

La sua profonda conoscenza della città emerge chiaramente anche in “Termidoro”, che immagina una Parigi nel futuro e che ci porta nei suoi sotterranei, ci racconta le storie e la topografia (indimenticabile la questione dei cimiteri: roba horror, ma assolutamente vera!).
Il tutto con un’eleganza e una capacità di coinvolgerci che sono massimi.

Ho letto diversi libri di Franco (ne abbiamo anche scritto uno insieme: il Manuale di scrittura di fantascienza, Odoya) e in “Termidoro” ho ritrovato la sua penna raffinata e avvincente, la sua cultura profonda e un argomento tra i miei preferiti.

Insomma, chiunque voglia dirsi appassionata/o della Rivoluzione Francese non può perdere questo romanzo, secondo me.
Viaggiare nella storia passata è già un’avventura, viaggiare in quella futura è impagabile.

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