Quando la scrittura si blocca – Parte II – #scrivifelice #postjolly

Eccoci alla seconda parte del post jolly che ho pensato per approfondire un po’ qualche aspetto della serie estiva #scrivifelice, dedicata a un metodo di scrittura che oltre a farti lavorare in modo serio ti aiuti anche a mantenere alto il morale.

La prima parte del post jolly è qui: Quando la scrittura si blocca – Parte I – #scrivifelice #postjolly e ho parlato del blocco dello scrittore che un po’ tutti conosciamo, quello “endogeno”, ovvero generato da cause interiori. Nel post, ho fatto qualche esempio di “caso classico” seguito da consigli e soluzioni possibili.

Ho poi prefigurato un secondo tipo di blocco.

Il secondo tipo di blocco dello scrittore e della scrittrice è molto meno raccontato, ed è “esogeno”, ovvero causato da motivi esterni e spesso indipendenti dalla nostra volontà: quella cosa che si chiama vita.

Dal post Quando la scrittura si blocca – Parte I

Oggi voglio parlarti proprio di questo.

Capita più spesso di quanto ci augureremmo: smettiamo di scrivere perché in balia di problemi che non ci lasciano tempo né energie.

Questo di fatto è un blocco vero, ben meno gestibile del primo, e di cui si parla meno. Ma è certamente più frustrante, perché arriva anche quando abbiamo idee e voglia, non ha nulla a che vedere con creatività, pianificazione o metodi di lavoro e calpesta ogni altro discorso.

Il fatto che sia legato a cause di forza maggiore è certamente un motivo che porta molt* a reagire con un’alzata di spalle.
Tuttavia, penso che anche in questo caso abbiamo margini di manovra e possiamo lavorare su di noi, e persino sulla nostra scrittura, per ridurre i danni e non mollare il nostro percorso.

Scrivere è fantastico e ha bisogno del giusto tempo e di una ragionevole quantità di energie mentali. Ci sono però dei momenti nella vita in cui questi ingredienti mancano, e noi siamo costretti a stare lontani dalla scrivania, per i motivi più disparati.

Ci sono motivi belli: un lungo viaggio, una nascita, un momento di cambiamento e transizione in cui decidi di sospendere tutto per riprenderlo più in là. Evviva!

Ci sono anche situazioni meno belle: oltre a eventi traumatici, per i quali serve un livello di elaborazione e di energia ancora superiore, ci sono momenti nella vita in cui ci tocca semplicemente tirare la carretta.
Un lavoro troppo impegnativo, una piccola crisi familiare, un figlio/figlia che ha bisogno di più aiuto con i compiti, o un genitore che fa un’operazione, o un trasloco, e così via.

Ecco, questi momenti mettono alla prova una persona più di quanto ci si apetti, e con essa le passioni e la stessa identità.

Tutti noi passiamo e abbiamo passato prove simili, e se ci ritroviamo qui a chiacchierare di scrittura significa che per adesso la nostra passione è stata più forte, e che ce l’abbiamo fatta: abbiamo superato quei momenti senza perdere l’entusiasmo per la parola scritta.

Sappiamo poi che molti autori celebri e di successo hanno continuato a scrivere, o per lo meno a crederci, anche quando non avevano soldi né tempo per farlo serenamente.
Pensaci su: non per sminuirti, ma per prenderli a esempio e a memento, o almeno per dirti che non sarà impossibile nemmeno per te, se vorrai provarci. In fondo, siamo tutti esseri umani, tutti capaci delle stesse grandi cose.
E se ci pensi bene, credere in se stessi è una cosa grandissima, e che non richiede poi chissà quale sacrificio!

Scrivere a tarda notte o sui tovaglioli o sull’autobus o col sangue mentre sei rinchiuso in manicomio, comunque, è qualcosa che può anche non accadere. Non è automatico. E non è nemmeno obbligatorio.

Per quanto mi riguarda, ci sono sere in cui semplicemente mi schianto, con tanti saluti alle buone abitudini di lavoro quotidiane.

Come ho già detto, la vita chiama. E in certi casi devi rispondere con tutta te stessa, senza risparmiare nemmeno un briciolo di energia per altro!

In questi casi, può esserti utile tenere a mente una stringa di tre parole che considero incredibilmente efficaci e preziose: in questo momento.

Non posso scrivere.
In questo momento non posso scrivere.

Non ho la forza per pensare.
In questo momento non ho la forza per pensare.

Non ce la posso fare.
In questo momento non ce la posso fare.

La senti la differenza? Riesci a percepire il gigantesco cambio di respiro che si verifica quando leggi la seconda frase?

Anche la vita è fatta di fasi. E se le passiamo tutte alla scrivania, con le nostre scalette, i nostri dizionari e i nostri splendidi personaggi esotici, forse al nostro lavoro di narratori e narratrici mancherà qualcosa di importante.

Cosa?
L’esperienza.

Quando sei fuori, via dal tuo parlottio interiore, strappato a forza dai tuoi progetti, distolta da ciò che ti piace… sei nella vita.
Ti trovi, come direbbe un motivatore basico, fuori dalla tua zona di confort. Distante dal “divano”, in un posto scomodo e precario, che però è il luogo magico dove puoi imparare, scoprire, capire, osare, cambiare, evolverti.

Tutto serve. A te come persona, e dunque a te come scrittrice o scrittore.

Se dunque in questo momento non riesci a scrivere, se in questo momento sei senza forze e in mezzo a mille problemi e al romanzo ora proprio non hai lo sbatti di pensare… va bene così.
Fai quello che devi e smettila di preoccuparti del fatto che non stai scrivendo.

Con un’accortezza molto importante: decidi che quando sarà il momento tornerai alla scrivania. Devi dirlo a te stess* e considerarla una promessa.

Nel “Manuale di scrittura di fantascienza” abbiamo dedicato ampio spazio al subconscio e al suo preziosissimo lavoro, lavoro che si nutre anche di propositi.

Non si tratta di ipnotizzarci, o di ripetere mille volte davanti allo specchio una formula magica: si tratta di parlare a noi stessi, e dirci chiaramente, in tono sicuro, con fiducia e determinazione, che quella che abbiamo è un’idea valida, che la stiamo mettendo in un angolo della mente, e che qualcosa in noi saprà farla fiorire.

dal Manuale di scrittura di fantascienza, Giulia Abbate e Franco Ricciardiello, Odoya Edizioni

Si tratta di decidere.

Non siamo più molto abituati ad affidarci a forze impalpabili, perché forse le consideriamo soluzioni “finte” e non abbiamo la pazienza di aspettare di vedere se funziona. Ma nei periodi in cui non hai tempo e modo di scrivere per cause esterne di forza maggiore, prova questa strada: affida la tua opera e il tuo percorso a un momento futuro, con la fiducia e insieme la ferma determinazione che appena “questo momento passerà” tornerai alla scrivania e ti rimetterai al lavoro.

…Quando ciò avverrà, puoi credermi: sarai già al tuo livello superiore di scrittura.

Manca solo un post jolly e la serie #scrivifelice che abbiamo iniziato a luglio sarà finita!
Il prossimo articolo avrà il titolo “Feedback amaro: quando lettori e lettrici dicono la loro…”. Ti parlerò di come affrontare il banco di prova finale del percorso di scrittura, che è anche il più difficile: il parere di chi ti legge.
Ce la farò a scriverlo entro la fine dell’anno?

Per saperlo continua a seguirmi qui sul blog, con il feed oppure sulla pagina facebook Giulia Abbate – L’arte di scrivere felici.
Grazie!

Ecco il sommario della serie #scrivifelice:

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