Vuoi pubblicare? Devi fallire! (II)

diario-thLa notizia è che sto per pubblicare un romanzo. La cosa interessante è che sono quindici anni che ci provo! In così tanto tempo, ho accumulato una buona dose di esperienza, data per la maggior parte dai fallimenti, come racconto nel primo post di questa serie: Vuoi pubblicare? Devi fallire!

Se vuoi pubblicare un romanzo le strade sono tante. Quella dei concorsi letterari è una strada valida, specie se cerchi di piazzare un romanzo di genere.

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I concorsi letterari sono importanti!

Cerca, informati e mettiti in gioco. I concorsi sono tanti, alcuni francamente poco seri o da principianti. Io mi sono regolata così: pochi, buoni e tante volte.

Pochi

Nel mio caso, ho scritto un romanzo di fantascienza, quindi ho scelto concorsi letterari di fantascienza. In questo settore i concorsi seri ormai non sono molti, perché non lo sono le “piazze” della fantascienza.

Paradossalmente, questo può essere un elemento a tuo favore, perché per forza di cose riduce la tua scelta e ti obbliga a concentrarti solo su quelli.

In generale, partecipare a un concorso letterario serio in modo professionale non è uno scherzo, Bisogna revisionare e preparare il testo, magari sistemarlo perché abbia un certo standard di lunghezza, rispettare delle scadenze.. stamparlo e inviarlo è la parte più semplice.

L’attesa succesiva si stempera tra le cose della vita (specie se lo fai da quindici anni…) ma più fai le cose sul serio, più il tuo “ingaggio” è un costo anche emotivo.

Anche per questa ragione è meglio scegliere una rosa di concorsi selezionati e seguire quelli, senza disperdere tempo ed energie.

Buoni

Un concorso letterario va presidiato quando è:

  • legato a una casa editrice o a una realtà solida
  • in tema con ciò che proponi.

Ma c’è anche di più: ci sono concorsi letterari che offrono in cambio una scheda di valutazione e un parere di da parte di chi, lettore o giurato, lo ha valutato.
Ti consiglio caldamente di partecipare e di fare tesoro dei giudizi che otterrai!

La prima volta che ho partecipato al Premio Odissea, nel 2007, sono arrivata in finale: tuttavia, ho ricevuto una scheda di lettura non particolarmente lusinghiera. Mi è bruciato parecchio, ma una volta digerito l’affronto ho riflettuto su alcuni appunti e ho revisionato il romanzo.

Laptop or notebook with cup of coffee and origami heart on old

Qualche anno dopo, ho mandato il romanzo a un concorso “fuori genere”: il torneo “Io Scrittore”, che era alla sua prima edizione e mi ha convinta per un aspetto in particolare. Il concorso prevede che se vuoi partecipare, devi leggere tu stesso altri concorrenti (dieci a ogni manche) e formulare un parere e un voto.
Tolte le perplessità sul far fare agli stessi autori un lavoro che non compete loro, e sulla possibilità di franchi tiratori disonesti (perplessità che poi si sono rivelate fondate, in quella e nelle edizioni successive) mi sono fatta due conti: ok, devo leggere tanto, partecipano in migliaia… ma avrò DIECI PARERI sul mio romanzo!

Di quei dieci, diversi si limitavano a un giudizio di gusto “mi è piaciuto/mi ha annoiato”. Uno non aveva capito che il romanzo si basa su un’ucronia e ha elencato pedissequamente tutti gli “errori” relativi al mix temporale. Altri avevano sofferto nella lettura e manifestavano insofferenza. Altri due, invece, hanno fatto notare in giudizi lunghi e articolati alcuni difetti effettivi, uno dei quali era l’imprecisione della mia ucronia e la sua debolezza di base.

Sono dispiaciuta che i commenti fossero anonimi, perché avrei davvero voluto ringraziarli!
Grazie ai loro giudizi, ho modificato il romanzo nella sostanza, l’ho reso storicamente accurato e l’ho rinforzato aggiungendoci una premessa sci-fi che prima mancava.

È stata una fortuna poterlo fare prima che qualcun altro lo leggesse!

Alcune sconfitte sono più trionfali delle vittorie.
(Michel de Montaigne)

Un nuovo libro, insomma, pronto per partecipare all’edizione 2011 dell’Urania. Dove è stato bellamente ignorato.

Tante volte

Spesso l’indifferenza ferisce più di un giudizio negativo, specialmente se inizi a puntare alto e a giocare duro. Allora è stato così, ma sono riuscita a ricavarci qualcosa lo stesso.Ho analizzato il vincitore di quella edizione, e anche altri vincitori precedenti e successivi, e mi sono resa conto che il mio romanzo era fuori luogo in quel contesto. La fantascienza da me proposta, infatti, non era in linea con il tipo di testi proposti da Urania in quel periodo.

A prescindere da quanto sei bravo, a volte semplicemente non sei quello che cercano in quel momento. La cosa è irritante, certo, ma tant’è.

La vita non è quella che dovrebbe essere. È quella che è. È il modo con cui la affronti che fa la differenza.
(Virginia Satir)

La mia mancanza di tempismo, comunque, non mi ha fatto abbandonare l’Urania.

“Tante volte”, giusto? Il motivo è semplice: non ci sei solo tu!

Vincere un concorso o essere notato dipende non solo dalla qualità del romanzo che proponiamo (che deve essere alta! Per questo esistono gli editor!) ma anche dalla qualità degli altri partecipanti, da quanti sono, dalla politica della giuria che può cambiare di anno in anno, perché cambiano le esigenze editoriali e in sostanza quello che gli editori cercano.

Quindi se c’è un concorso a cadenza periodica al quale tieni, non ti scoraggiare e partecipa a più edizioni. Leggi i vincitori delle edizioni passate, per capire se quello che proponi è nel contesto giusto. Se non lo è, non devi necessariamente smettere di partecipare: puoi però prepararti diversamente all’eventualità di un insuccesso.

Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo.
(Winston Churchill)

I concorsi letterari ti danno una marcia in più!

Partecipare ai concorsi letterari implica tutta una serie di cose di cui puoi fare tesoro.

Per prima cosa, lasci andare il tuo testo e lo fai girare.

No! E se mi copiano! Se me lo rubano?
Non aver paura di essere plagiato o che il tuo romanzo venga “rubato”: ci sono una serie di trucchi che puoi mettere in atto per tutelarti.

L’eventualità è comunque remotissima: se scegli concorsi seri e rodati, scegli anche una redazione professionale e della quale fidarti. E quando lasci andare, quando dai al mondo il tuo testo levandolo dal tuo umido cassetto, i vantaggi psicologici sono incalcolabili.

  • Cambia il tuo modo di scrivere.
  • Cambia il tuo modo di leggere quello che hai scritto!
  • Fai un passo in più nella mente del lettore.
  • E ti metti in gioco: il tuo manoscritto nel cassetto diventa una cosa seria, la strada si fa appassionante.

In secondo luogo, non dimenticare che siamo in era social: un momento incredibile per abbattere le distanze sia fisiche che psicologiche e legate al ruolo.

I concorsi hanno spesso pagine facebook, chi li gestisce a sua volta si trova, si vede, è spesso disponibile a nuovi contatti, a scambiarsi opinioni, idee, informazioni. Non parlo di informazioni legate al tuo romanzo o al concorso in sé: più in generale, puoi entrare in relazioni e conversazioni con persone diverse, che ti daranno sicuramente spunti e notizie interessanti.

Se poi ti comporti bene, come ti ho raccomandato di fare nel mio post “Il circolo virtuoso della pubblicazione”, le tue possibilità crescono in modo esponenziale anche al di là del singolo concorso letterario!

Il mio romanzo di concorso non ne ha mai vinto uno. Ma è grazie a un concorso che vedrà la luce.

Te ne parlerò presto. Ho ancora qualcosa da raccontarti, nel prossimo post!

Il mistero si infittisce… cosa sarà mai?

Comments (3)

  1. […] sono importanti i rifiuti e le delusioni vissute nel modo giusto; dell’importanza cruciale di scegliere i giusti concorsi letterari per iniziare a emergere; e di quanto è vitale il confronto diretto, per avere dritte, insegnamenti […]

  2. […] concorsi letterari sono importanti. Anche qui, non andare a caso! Scegli i premi letterari più seri e soprattutto i più adatti al tuo manoscritto, in modo da prendere il meglio dall’esperienza anche nel caso in cui non vinci. Questo nel mio […]

  3. […] [leggi anche: come scegliere i migliori concorsi letterari e partecipare nel modo giusto] […]

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