Il circolo virtuoso della pubblicazione

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Quando si scrive, arriva il momento in cui si prova il desiderio di pubblicare. Di uscire allo scoperto. Dare voce alla propria voce. Raggiungere qualcuno di diverso dal nostro lettore interiore e dal cugino volenteroso che ci riempie di complimenti (santo subito! Teniamoci buoni questi lettori non professionali e superparziali perché sono importantissimi per l’autostima!).

Voglio pubblicare.
Voglio vedere il mio nome su una copertina.
Voglio leggere recensioni del mio libro scritte da sconosciuti.
Voglio leggere cose belle sul mio libro scritte da sconosciuti!
Voglio essere una vera scrittrice! Uno scrittore riconosciuto!

Sono desideri normali, fisiologici e sani: scrivere è un modo per parlare a qualcun altro e aggiungere la propria voce al grande coro umano.

Eh, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo…
Non “il mare”. Ma “un metodo”.
Uno qualsiasi? No. Un metodo per lo meno consapevole e ragionato!

Come fare a farsi pubblicare?

Un metodo valido è quello che io chiamo ”il circolo virtuoso della pubblicazione”. Con me ha funzionato e noto che funziona anche con altri, molto spesso.

In pratica significa farsi pubblicare da chi ti ha già pubblicato, dai suoi amici e dagli amici degli amici.

Ma… ma… aspetta… è orribile! Mi stai dicendo che bisogna essere raccomandati? Mi stai dicendo che pubblichi solo se sei amico di qualcuno?

Assolutamente no.

Ora però ti chiedo: se hai una carie, e arriva il tuo amico con i denti splendenti e un sorriso di felicità, e ti parla benissimo di questo dentista… un controllino non ce lo vai a fare? Se tua sorella resta fuori casa e arriva un fabbro che in tre minuti e trenta euro le apre la porta… chi chiamerai quando la serratura salta anche a te?

Quello che voglio dire è che se fai un buon lavoro sarà lui a parlare per te, se glielo permetti!

Quando parlo di buon lavoro non mi riferisco solo alla qualità del tuo scritto: quella è una condizione necessaria per l’uscita! Necessaria, ma non sufficiente.
Quando parlo di buon lavoro penso anche e soprattutto al fattore umano. Alla qualità delle relazioni che stringi, che dipende anche dal modo in cui ti poni.

Cerca aiuto in modo umile e aperto, comportati in modo positivo e costruttivo con tutti quelli che incontrerai e qualcosa di buono arriverà.

Okay, è ovvio! Grazie tante!
Ovvio non significa facile né automatico.
Tanto per capirci: quante mail hai scritto, nell’ultimo mese, semplicemente per salutare qualcuno e chiedergli “come stai”?
E quando leggi un bel post che ti piace, quante volte ringrazi l’autore nei commenti?
A quante presentazioni sei stato negli ultimi sei mesi, e una volt lì, sei andato a salutare i relatori prima di andare via?

La gentilezza è merce rara, la gentilezza come metodo è rivoluzionaria. E ti spalancherà portoni.

Oggi, ad esempio, è molto facile entrare in contatto con “colleghi esordienti” che come te cercano modi per pubblicare, ma non solo: si scambiano informazioni, si leggono a vicenda, si aiutano spesso e si danno sostegno l’un l’altro. Esistono, basta trovarli.

E come faccio?
Per prima cosa devi esserlo.

Sii tu il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.
Gandhi

Se ti comporterai in modo corretto con gli altri e darai valore al tuo lavoro e al loro, incontrerai presto chi farà lo stesso con te.
Magari ti segnalano un concorso interessante. Oppure direttamente una selezione: un curatore cerca racconti per una specifica antologia e ha sparso la voce in giro.
Così avrai già modo di muovere i primi passi.

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Una volta iniziato, non fermarti! Resta in contatto sia con chi ti ha passato le informazioni, sia con i curatori e/o i nuovi autori che conosci. Aggiungili su Facebook, seguili su Twitter, partecipa alle loro discussioni, segnala le loro uscite, vai alle presentazioni e agli incontri dal vivo, porta dei reali contributi alle realtà interessanti nelle quali ti imbatti.

In questo modo mi pubblicheranno?
No. Ti pubblicheranno se quello che hai scritto è di buona qualità e corrisponde a quello che cercano in quel momento.

La tua presenza attiva e positiva, però, sarà comunque un fatto. Dai valore alle persone e loro si ricorderanno di te. E piano piano tu farai parte del loro mondo, come loro del tuo. Si chiama amicizia: sarà un’amicizia debole di facebook magari, ma sarà pur sempre una relazione che può arricchire te e la tua controparte.

Se i tuoi racconti non vincono il concorso, continua a seguirlo e partecipa a qualche altra edizione prima di mollarlo. Se un tuo collega ti rifiuta un racconto, ringrazialo per la sua attenzione e proponiti ancora, fatti sentire, continua a esserci!

Il circolo virtuoso della pubblicazione

Essere persone positive innesca un circuito virtuoso, per il quale altri riconosceranno questa positività e ricambieranno spontaneamente e di cuore. Non è fuffa. L’ho visto succedere. Succede anche a me.

Sono andata avanti per anni comportandomi come si comporta la maggioranza delle persone, sia online che nella vita: stavo con quelli che mi piacevano, contrastavo chi non mi piaceva, ignoravo chi non mi interessava, litigavo se qualcosa non mi stava bene, usavo il sarcasmo come arma contundente, cambiavo strada se mi pareva la cosa più semplice da fare.
Risultati? Pochi e non commisurati ai miei sforzi.

Poi mi sono accorta che qualcosa non andava. Ho iniziato a farlo: a essere io la persona che avrei voluto incontrare.
A dare una mano senza un corrispettivo immediato, ad aiutare e dimenticarmelo subito dopo.
A non litigare, ma cercare di comporre.
A non giudicare e non sentirmi giudicata anche quando qualcuno mi diceva “il mio libro è bellissimo, la tua recensione è troppo tiepida, non capisci niente”.
A eliminare completamente il sarcasmo dalle mie iterazioni, sostituendolo con un’ironia sorridente, quando potevo condividerla.
A rispettare ma evitare le persone che si comportavano in modo offensivo o distruttivo, anche quando mi offrivano dei vantaggi immediati.

Questo perché il segreto del circolo virtuoso è non agire solo per avere dei vantaggi.
Ovviamente la ragione per cui vogliamo migliorare è una ragione personale e “interessata”, ma deve finire qui. Non possiamo mai sapere dove arriveranno le cose belle, quindi tanto vale restare in attesa, e nel frattempo fare il meglio possibile per lasciare un buon ricordo di noi, come autori, colleghi, persone.

Sforzati di non avere solo successo ma piuttosto di essere di valore.
Albert Einstein

 

In pratica…

Proviamo a farci qualche domanda.

Quando un editore chiede a un suo autore qualche nome interessante, cosa è più probabile che accada?

  1. L’autore gli passa il nome del troll intransigente del suo forum, che scatena un flame dopo l’altro, ma oggettivamente usa bene i congiuntivi.
  2. L’autore gli fa qualche nome che gli pare interessante tra le cose che ha letto ultimamente, tra cui quella di una persona che oltre a scrivere dignitosamente gli ha anche fatto una bellissima impressione umana.

Quando il giurato di un concorso letterario cerca nuovi racconti per nuovi progetti, dove li cerca?

  1. In giro, a caso.
  2. Tra i nomi di chi ha già partecipato al suo concorso: magari non è arrivato tra i primi tre, ma non è male, e ha partecipato tante volte, e guarda, è proprio quel simpatico blogger che parla semper del concorso e linka il bando ogni anno.

Quando un curatore riceve da un editore il mandato per una nuova antologia, come si regola?

  1. Apre l’elenco telefonico e comincia dalla A
  2. Contatta autori che ha già pubblicato altrove, blogger che hanno parlato dei suoi libri, scrittori che sono anche lettori e gli hanno scritto per complimentarsi dei suoi libri e per dirgli che anche loro vorrebbero tanto esserci, se un giorno dovesse presentarsi la possibilità.

Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta.
Milton Berle

Capito il concetto? Devi esserci ed esserci bene. Non potrai mai avere il controllo sulle decisioni degli altri. Ma devi avere il controllo sulle tue intenzioni, e sui tuoi comportamenti, che faranno colpo su chi è come te.
Dai valore e il valore arriverà.
(Il corollario è in francese: rompi i coglioni e attirerai rompicoglioni.)

Suona meglio? Sei d’accordo ora sul fatto che se vuoi pubblicare devi farti degli amici?

La tua occasione

La cosa bella è che il circolo virtuoso ti dà anche di più. Non è una semplice questione di avere quello che vuoi, diventa qualcosa di più: bello, profondo, duraturo. E quando inizi a pubblicare, un racconto qui, un corto di là, un guest post, una recensione… una cosa tira l’altra, e intanto potresti accorgerti che pubblicare non è più l’unico centro dei tuoi pensieri: ci sono anche gli altri, i loro progetti, le idee che ci si scambia, le cose che si fanno insieme e che rendono la vita più varia e stimolante.

Per cui che aspetti? Inizia ora! Fai luce dentro di te, sfodera un sorriso e mettiti in cerca di ispirazione e di cose belle da scoprire.

Sì, vabbè, la fai facile. Dove lo trovo io “il curatore che cerca racconti”?

La stai leggendo ora. Io cerco racconti. Leggi qui: Nuova collana di Fantascienza Sociale: cerchiamo racconti!
Se pensi che possa fare per te, aspetto il tuo contributo.

Se la fantascienza sociale è un ambito troppo ristretto, eccone uno più ampio: Trofeo RiLL, Riflessi di Luce Lunare, concorso per racconti fantastici – Iscrizioni aperte!

Il Trofeo RiLL è un concorso letterario serio di appassionati positivi, competenti e di valore, che dividono la loro strada con chi desidera camminare insieme.

Amici miei? Ovviamente! Non hai letto il post? :-)

Comment (1)

  1. […] cose buone arriveranno e le persone giuste ti aiuteranno. Ne ho parlato in un post intitolato “Il circolo virtuoso della pubblicazione”. Lì, ho riportato esempi pratici eìconsigli operativi per praticare la positività attivamente e con gli […]

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