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L’equinozio d’autunno: un tempo per noi

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Avviso antipanico: il blog non si è trasformato in un calendario! 🙂

Dopo il post sul giorno di Ferragosto, potresti pensare: ancora date? Mah!

Le ricorrenze non sono solo barbose fissazioni da vecchie zie, sono anche tappe che possiamo riscoprire a nostro vantaggio.
Parlo specialmente di quelle più antiche, legate al ciclo delle stagioni e dei lavori agricoli: abbiamo alle spalle solo pochi anni di benessere tecnologico, ma inscritti nel nostro DNA ci sono ancora elementi con i quali abbiamo convissuto per migliaia di anni e che la specie umana non può dimenticare in quattro e quattr’otto.

Un esempio? La paura del lupo. Ancora oggi, qualsiasi bambino reagisce spaventato alla (scellerata) minaccia “guarda che arriva il lupo!” e i libri di fiabe sono pieni di personaggi che ci paiono sorpassati ma sono efficaci.

Le “scadenze stagionali” sono un altro esempio di un retaggio contadino presente e agente. Anche per chi ama scrivere.

Eh, sì. Ho detto “scadenze”: mancano tre mesi alla fine dell’anno.

Com’è andato questo 2015 finora? Cosa abbiamo seminato? E cosa abbiamo raccolto?

Ragionare “a stagioni” può sembrare riduttivo, nell’ottica di un progetto di ampio respiro. Ma qualsiasi progetto deve prevedere delle tappe intermedie dove fermarsi e guardare indietro oltre che avanti. Abbiamo parlato da poco, sul blog di Studio83, dell’importanza di darsi dei traguardi raggiungibili e misurabili. [Leggi: Seconda Regola del Successo per Scrittori: Obiettivi Realistici!]

Bene, le tappe intermedie sono la chiave per non perdere la bussola, e più il percorso è lungo più tappe devono esserci.

Magari sei nel mezzo di un progetto che ti appassiona. Stai scrivendo un libro, o hai una pubblicazione in cantiere, o stai per lanciarti nel mondo del self publishing.

Ti sei posto delle tappe intermedie?

Se la risposta è no, niente paura. Le ricorrenze annuali sono “tappe naturali”, inscritte nel nostro DNA di specie legata ai ritmi della terra. Rispolverarle è un modo molto efficace per dare una cadenza “naturale” al nostro percorso… e per vivere meglio nel tempo!

Quante volte mi capita di sentire: com’è volato il tempo! Avrei voluto fare questo e quello, ma il tempo mi è passato così!

È vero, il tempo vola, specialmente mentre facciamo qualcosa che ci piace. Ma non passa così, non può e non deve passare invano.

La brutta notizia è che il tempo vola.
La buona è che il pilota sei tu.
Michael Altshuler

Un occhio attento al calendario e il rispetto delle fasi annuali, culturali, sociali ci aiutano a mantenerci presenti al tempo che trascorre e a muoverci incessantemente e consapevolmente.

L’equinozio d’autunno, che cade di 23 settembre, segna l’uguaglianza tra le ore diurne e quelle notturne. Si passa dalla stagione estiva all’autunno.

Nelle culture di tutto il mondo (in particolare… di questo emisfero!) l’equinozio più “importante” e più festeggiato è quello di primavera. È comprensibile: si va dal freddo al caldo. Anche l’equinozio d’autunno ha dei significati importanti che non vanno trascurati.

L’estate è finita. Il raccolto compiuto, e com’è andata è andata. Si vendemmia e si conserva. La terra ha dato ed è il momento di fare i conti, e di prepararsi per il prossimo freddo inverno.

Il Ferragosto ci insegnava l’importanza dello stacco, del riposo creativo. [Leggi: Ferragosto, ovvero il valore del riposo creativo] Parallelamente, l’equinozio autunnale deve suggerire allo scrittore di guardarsi indietro, per “fermare” ciò che si è fatto e godere dei propri traguardi.

Farlo ora, credimi, è molto meglio che arrivare all’ultimo dell’anno con l’ansia da bilancio in attivo. Svegliarsi il 31 dicembre e tirare le somme di 365 giorni non è una buona strategia. Troppa ansia! Troppo tardi!

Rispetto al 31 dicembre, ora siamo più tranquilli e positivi. Possiamo “diluire” la fatica e le eventuali frustrazioni per qualcosa che non è andato come volevamo. Soprattutto, abbiamo ancora tre mesi di tempo prima di chiudere davvero i conti!

Un bel respiro, quindi. È il momento di fare un salto: arrampicati al calendario, distaccati dallo scorrere delle ore nel quale siamo immersi, per osservare dall’alto quello delle settimane.

Le prime domande da porsi possono essere:

  • Quanto ho scritto finora?
  • Quanto ho pubblicato finora?
  • Quante e quali nuove idee mi sono venute in mente?
  • Quante recensioni/menzioni sono riuscito a ottenere quest’anno?
  • Che tipo di prospettive e di azioni pratiche mi si prospettano?

Mero quadro di realtà. Non sottovalutiamo i dati oggettivi: trovarsi davanti ai numeri porta spesso di fronte a rivelazioni inaspettate!

Ad esempio, se mi considero una scrittrice prolifica, rendermi conto che da gennaio a oggi ho scritto venticinque cartelle e basta può darmi la spinta per impegnarmi di più, o gestire diversamente il mio tempo. Oppure può cambiare la percezione che ho di me, da “scrittrice prolifica” a “scrittrice momentaneamente prestata alla vita pratica”. La domanda successiva che potrei pormi è: “fino a quando? Cosa mi impedisce al momento di scrivere e come vivo questa situazione? Cosa posso fare per cambiarla?” E così via.

Con i numeri abbiamo la base per le future strategie. E dato che in autunno si fanno le conserve e si approntano le provviste per i prossimi freddi, anche noi possiamo attrezzarci:

  • per far fronte a una situazione che non è quella che ci saremmo augurati a gennaio, e non ci piace
  • per gestire una situazione che non è quella che ci saremmo augurati a gennaio, ma dove ci troviamo inaspettatamente bene
  • per mettere a frutto i successi ottenuti a sorpresa
  • per proseguire il nostro percorso, dove tutto è andato come prevedevamo, con perseveranza e consapevolezza

Dati alla mano, ecco qualche altra domanda utile, affinché il nostro bilancio autunnale ci predisponga all’azione:

  • Cosa ho fatto finora, che mi è riuscito bene e che potrei fare di più?
  • Cosa ho fatto che non mi è riuscito bene, e perché? Cosa potrei fare di meno, per concentrarmi su ciò che mi piace e mi riesce meglio?
  • Rispetto a ciò che ho fatto finora, potrei fare qualcosa di diverso che “arricchisca” il quadro? O che mi porti più vicino al mio obiettivo?
  • Cosa mi piace scrivere in questo momento? E cosa non mi piace più?
  • Cosa ho letto quest’anno? C’è un genere, o un titolo, che mi servirebbe e che non ho ancora avuto modo/tempo di approfondire?
  • Cosa non voglio leggere? E perché? Sicuro che non sia il momento di allargare il campo?

C’è una cosa importante, che ancora non ti ho detto, sull’equinozio d’autunno.

È una festa che ha delle componenti iniziatiche, e che è rivolta all’interiorità, molto più delle altre.

Mabon, San Michele con la sua bilancia, Persefone… le figure mitiche legate a questa festa sono esseri del buio, delle profondità. L’autunno è la stagione dei culti misterici, delle iniziazioni, dei passaggi, dove le porte tra la dimensione visibile e quella invisibile sono più sottili. Ci troviamo giù, in una staticità momentanea, buia e segreta: quella del seme.

Dettaglio di “Persefone” di Dante Gabriel Rossetti

È proprio il momento di fermarsi, ma non per riposare. Guardiamo intorno, indietro, guardiamo dentro. Riflettiamo su quello che è successo finora, godiamoci quello che abbiamo raccolto e attrezziamoci per quello che c’è ancora da fare.

Le due liste di domande qui sopra possono servirti da cartina di tornasole. Puoi partire da lì, vedrai che man mano che ti impegnerai nella riflessione troverai più facilmente le tue domande, le tue questioni irrisolte, i tuoi passaggi da affrontare.

Ultimo consiglio: tutto ciò viene meglio davanti a una bella tazza di tè caldo!

 

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Le Sette Regole di Successo per Scrittori – la traduzione integrale

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La serie di post sulle Regole del Successo per Scrittori è appena iniziata ma piace, piace molto ed è piuttosto letta. Dato che è ispirata al post su un blog in lingua inglese, ho pensato di tradurre l’articolo e presentarlo in versione integrale.

Il post “Le Sette Regole del Successo per Scrittori” di James Scott Bell è un breve elenco di qualità e soprattutto comportamenti efficaci, ispirato a sua volta a un articolo in cui si parla esplicitamente di successo finanziario. Le tante percentuali del tipo “il 90 per cento dei ricchi fa così” possono lasciare il tempo che trovano, sono mooolto americane 🙂 Ma ciò non leva valore al discorso di fondo.

Se vuoi ottenere qualcosa devi lavorarci. E un lavoro è tanto più efficiente quanto è ragionato, ripetuto e costante.

Di seguito il post. Aggiungo solo un piccolo ringraziamento: la traduzione originale è mia, ma non sarebbe tanto corretta e piacevole senza l’intervento e il controllo della mia sorella acquisita Anna Bassi De’ Toni.

Buona lettura! 🙂


 7 Habits of Highly Successful Writers

di James Scott Bell

L’autore di best sellers James Scott Bell in una foto tratta dal suo sito: jamesscottbell.com

Qualche tempo fa, mi è capitato di leggere un articolo relativo ai comportamenti di successo di chi è diventato ricco, basato su un libro di Tom Corley.

Analizzandolo, mi è parso che quei comportamenti siano applicabili anche al caso degli scrittori.

Le persone di mia conoscenza che hanno avuto successo in questo campo – pubblicate in modo tradizionale, o con buoni riscontri come indipendenti, o che stanno facendo entrambe le cose – hanno in comune questi sette comportamenti:

1 – Sono tenaci

L’articolo recita: “Di solito tendiamo a considerare la tenacia come un tratto caratteriale, ma è sicuramente anche un’abitudine che può essere imparata e praticata nel tempo. Quando sono di fronte a un problema, le persone tenaci ( qua nell’articolo si riferisce alle persone benestanti/ ricche di cui parla l’articolo di riferimento ) tengono duro, consapevoli che il successo potrebbe essere dietro l’angolo.”

Gli scrittori di successo non mollano mai. Né smettono di imparare/studiare. L’articolo rileva che l’88% di chi ottiene la ricchezza – parlo di chi l’ha conquistata da zero, non di figli di papà – dedica almeno 30 minuti al giorno alla lettura, per accrescere le sue conoscenze.

Tu che scrivi, fai lo stesso?

Io non ricordo di aver passato una sola settimana, negli ultimi 25 anni, senza aver letto o studiato qualcosa relativo al mestiere della scrittura.

[Leggi anche: Prima Regola del Successo per Scrittori: Sii tenace! ]

2 – Prefigurano obiettivi accessibili

Nell’articolo sono discussi alcuni obiettivi mal formulati, come:

  • voglio diventare un’autorità riconosciuta nel mio campo
  • voglio avere più soldi per far fronte ai miei oneri finanziari
  • voglio fare una vacanza di lusso con la mia famiglia ogni anno

Il problema di questi obiettivi è che non sono specifici, sono vaghi, e non sono nemmeno troppo realistici. Se ad esempio lavoro a salario minimo, forse la vacanza di lusso non è alla mia portata almeno per l’anno in corso.

I veri obiettivi sono quelli per i quali possiamo agire. “Voglio diventare un autore best seller del New York Times” non è un obiettivo, è un sogno. Non puoi premere un bottone e farlo succedere. Però puoi agire per diventare uno scrittore più bravo. Puoi decidere di impiegare 30 minuti al giorno ad esercitarti e un’ora a settimana per ideare nuovi progetti. Meglio ancora, puoi pianificare un numero di battute settimanali che devi scrivere. Queste sono azioni sotto il tuo controllo, che puoi misurare.

[Leggi anche: Seconda Regola del Successo per Scrittori: Obiettivi Realistici! ]

3 – Trovano un mentore

Il 93% di chi ha ottenuto la ricchezza ha avuto una guida che lo ha aiutato nel percorso verso il successo.

Un mentore può essere una persona, o può trovarsi in un libro stampato. Io considero Lawrence Bloch come mio mentore, nonostante il fatto che non mi abbia mai assistito personalmente. Perché? Perché ho religiosamente letto la sua rubrica di fiction sul Writer’s Digest ogni mese, sentendomi come se stesse consigliando me personalmente, ogni volta. Aveva l’abilità di entrare nella mente dello scrittore, cosa che certamente ha fatto con me. Quello che scrivo di mio pugno, provo a scriverlo nello stesso modo in cui lo faceva lui.

Un buon editor, come ce ne sono tanti, lì fuori, può prefigurarsi come una guida: di solito per un compenso, soldi ben spesi, quando l’editor sa quello che fa. Un collega in grado di leggere e fare una buona critica può ricoprire questo ruolo altrettanto bene.

4 – Sono positivi

Come dice l’articolo, chi ha una situazione di benessere ha avuto un atteggiamento positivo nei confronti della vita: è stato ottimista e allegro, e grato per ciò che aveva.

Altri rilievi:

  • il 94% ha evitato il pettegolezzo
  • il 98% credeva che le possibilità e le opportunità fossero illimitate
  • il 94% amava la carriera che si era scelto

Anche gli scrittori hanno bisogno di essere grati, perché sono in grado di scrivere. E grati per l’opportunità di pubblicare. Inoltre, non devono svilire i compagni autori.

Credi nelle tue infinite scelte. Coltiva l’amore per la scrittura, quello che ti fece incominciare, in prima battuta.

 5 – Studiano e si istruiscono

Sempre l’articolo rileva che l’85% delle persone di successo legge due o più libri al mese, in modo sistematico. Questo è particolarmente importante per gli scrittori che hanno bisogno di leggere moltissimo e non solo romanzi. Ogni genere di non-fiction aiuta a espandere i propri orizzonti e a comprendere meglio l’umanità.

Cosa stai leggendo in questi giorni oltre ai romanzi?

6 – Misurano i progressi

Corley nota che le persone benestanti sono state meticolose nel monitorare il loro percorso.

  • Il 67% teneva delle liste aggiornate di cose da fare
  • Il 94% controllava il bilancio del conto in banca ogni mese
  • Il 57% contava le calorie consumate
  • Il 62% definiva degli obiettivi e controllava se era o no sulla strada giusta per raggiungerli

Sin dal 2001 ho preso nota di quanto scrivevo su un foglio elettronico. Sono in grado di dirvi quante parole ho scritto, e su quale progetto, ogni giorno di ogni settimana di ogni mese di ogni anno.

Ordino i miei progetti secondo delle priorità e ogni giorno so su quale voglio lavorare.

Ma comunque, non conto le calorie. Mi sono accorto che mangiare cibo sano non fa vivere una vita più lunga… la fa solo sembrare più lunga!

 7 – Si circondano di persone orientate al successo

Dice Corley: “Le persone ricche e di successo sono molto selettive su coloro con i quali decidono di associarsi. Il loro obiettivo è sviluppare relazioni con altri individui orientati al successo. Quando si imbattono in qualcuno che fa al loro caso, dedicano una grande quantità di tempo e di energie a costruire un rapporto saldo con essi. Coltivano la relazione, dall’alberello alla sequoia. Le relazioni interpersonali sono la valuta del benessere finanziario e del successo.”

Il suo consiglio è quello di dedicare 30 minuti al giorno a coltivare una relazione. Può significare ascoltare qualcuno, o dare dei consigli, o semplicemente essere un compagno utile.

Se ti dedichi alle relazioni, gli altri ti ricambieranno, e diventeranno naturalmente tuoi sostenitori sui quali fare affidamento.

Generalmente, quelli degli scrittori sono validi gruppi di sostegno. Puoi trovare luoghi dove passare il tempo con loro, cominciando da qui a TKS. Unisciti a un gruppo di scrittori della tua zona o locale, come quelli di Mystery Writings of America. Frequenta conferenze stimolanti.

Evita sistematicamente le persone acide o negative.

Divertiti, scrivi, valuta, misura studia, correggi – dopodiché divertiti ancora di più, scrivi ancora e non mollare. Ecco la formula del successo.

C’è qualcosa che vorresti aggiungere?


La stessa domanda te la pongo anch’io: qualcosa da dire? Scrivilo nei commenti qui sotto! Ho intenzione di contattare James Scott Bell e  proporgli qualche domanda dal blog.

Io ho un appunto, a dire il vero… al contrario di quanto si dice nel post, mangiare sano è importantissimo, anche per gli scrittori! Un fisico sano, vitale e ben funzionante è il migliore amico di ogni maratoneta. Se sei d’accordo, leggi il manuale gratuito di Studio83 La sana scrittura dove ti suggeriamo diverse abitudini amiche della scrittura e della salute!

Scrivere bene e vivere felici… e tonici, e sani!

Se il post ti è piaciuto, non perdere i prossimi post sulle Regole del Successo, nel blog di Studio83!

Scrivere, pubblicare e vivere felici (e sani!)… si può! 🙂

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