Archives for : Agosto2015

La fantascienza albanese esiste?

diario-th

Dialogo realmente avvenuto.
Personaggi: la libraia della libreria di Korçe e me medesima, più mia suocera.
Lingua usata: albanese (chi più, chi meno)

– Avete libri di fantascienza?

– Cosa?

– Sto cercando romanzi di fantascienza. Romanzi albanesi. Fantascienza albanese.

– Scienza?

– Fantascienza. Science-fiction.

– Ho l’enciclopedia.

– No, non scienza. Fantascienza.
(Inizio ad avere difficoltà con la lingua. Ricorro alla spiegazione più terribile, ma più a portata di mano.)
Storie di marziani. Astronauti. Stelle, viaggi nello spazio. Navi spaziali.

– Aspetti, ho un manuale su come si è formata la Terra.

– No… non mi serve un manuale. Non cerco scienza. Cerco fantascienza. Qualsiasi fantascienza. Alieni.

– Alieni? Sì… un attimo… lì in alto, in fondo. “La terribile verità sugli alieni”.

– Grazie. Ma non è fantascienza. Non è un romanzo. Non voglio un saggio, o un manuale, voglio un romanzo. Una storia con gli alieni.

– Che ne dici di questo: “2012 – Arriverà l’Apocalisse”?

– Grazie, a posto così. Compro solo gli album per colorare dei Minions e i pastelli. Va bene cosi. Va tutto benissimo.

 

Fuori, mia suocera: –  In città c’è anche una biblioteca. Vado io per te. Cosa cercavi? Giardinaggio?

 

Ehi, nello spazio profondo, mi sentite? C’è qualcuno, chiunque, che ha una risposta alla domanda del post?

La fantascienza albanese esiste?

Diversi albanesi ai quali ho posto questa domanda (in italiano, albanese, inglese, a gesti e implorazioni) hanno alzato le spalle.

Se ci sei batti un colpo.

In cammino, a Melçan

In cammino, a Melçan

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Come nasce un libro – infografica

Mi sono imbattuta in questa divertentissima infografica che ci racconta come nasce un libro, e cosa succede dietro le porte fatate di una grande casa editrice: ho deciso di tradurla in italiano e presentarla qui sul blog.

In modo ironico e con l’espediente della scelta multipla, impariamo diverse cose, come la pressione alla quale sono sottoposti gli editor anglosassoni, che sono responsabili del prodotto libro come fossero “agenti interni”; oppure che la maggior parte delle stampe oggi vengono delocalizzate in Cina.

Parlando dell’Italia, a volte si sceglie la più vicina Serbia o altri luoghi “a basso costo”. E qui da noi la distinzione tra editor e redattori (nell’originale ” editor” e “copy-editor”) è molto più labile, dato che i ruoli sono un po’ diversi.

Il succo, però non cambia: allaccia le cinture e goditi questo viaggio pargonabile al “percorso di un topolino dentro un anaconda”!

 

Come nasce un libro-tradotta

[L’originale si trova qui: How a book is born (because you kids love the infographics)  ]

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Ferragosto, ovvero il valore del riposo creativo

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Il giorno di Ferragosto è il giorno in cui si celebra il riposo. Non da oggi, non dalla nascita della Chiesa cristiana, nemmeno dall’Impero Romano che a sua volta ha mutuato questa festa dalle tradizioni dei popoli italici precedenti ai latini. [Leggi: Buon Ferragosto! dal blog di Studio83]

La festa dedicata al dio Conso, protettore dei granai e degli approvvigionamenti, è un modo molto saggio per ricordare insieme le fatiche dei raccolti e per prepararsi alle prossime semine, un altro momento di cruciale importanza per l’intero ciclo agricolo.

Ci si riposa e si fa festa, tutto qui.

Ma è veramente tutto qui?

Ogni lavoro lungo ha uno svolgimento fatto di fasi diverse. La fase della pausa e della celebrazione è un momento importantissimo che influisce sul resto del percorso.

Va da sé che anche il lavoro creativo deve includere dei momenti di pausa e di gioiosa “ricapitolazione” di ciò che abbiamo già fatto.

Nel nostro manuale gratuito “Scrivere! Ecco i segreti della creatività” abbiamo dedicato alla pausa e alle sue diverse declinazioni un intero capitolo: “Prenditi una pausa!”

Ne riporto la parte relativa alla pausa di celebrazione e di riposo. Quella che ti auguro di vivere oggi, per una futura, proficua semina!

[Ti ricordo anche che puoi scaricare il manuale gratuito da questo link, in cambio solo della tua mail che useremo per mandarti altro materiale e notizie varie. Niente SPAM, niente mail doppie, mai più di una mail al mese e assoluto rispetto della legge e della tua privacy.]


Prenditi una pausa!

Programmare dei momenti di riposo è importante almeno quanto pianificare il proprio lavoro attivo. Ogni buon musicista e attore conosce bene l’importanza delle pause in una composizione e nel recitato: anche lo scrittore non può prescindervi.

Possiamo considerare diversi tipi di pause:

  • quelle nel corso di una unica sessione di scrittura
  • quelle tra una versione e l’altra dello stesso testo
  • quelle tra la fine di un progetto e l’inizio di un altro
  • quelle forzate: la vita chiama e tu rispondi. Accetti quel secondo lavoro di cui non puoi proprio fare a meno, ti dedichi ai bisogni del figlio che hai messo al mondo, e così via.

[…]

Oltre a questi aspetti, ce n’è un altro su cui invece vorrei fermarmi un attimo, perché è molto importante e però è molto sottovalutato: l’importanza di celebrare e celebrarsi.

Ricordi quando è stata l’ultima volta che hai concluso un lavoro lungo e complicato? Magari sei riuscito a laurearti dopo tante incertezze, o hai chiuso una pratica che ti è costata un mare di fatica, o hai finito un corso con un saggio che ti ha creato ansia, ma che poi è andato benissimo.

Ricorda quella sensazione di chiusura trionfale, quel momento in cui il tuo respiro cambia, torna profondo dopo tanti pant pant e tu pensi: ce l’ho fatta!

Io ricorderò sempre cosa ho provato una volta conclusa la presentazione di Studio83 dedicata a Venti Nodi Zero e agli artisti esordienti. Erano almeno una ventina, ci hanno dato fiducia e li abbiamo coordinati in un incontro di letture, musica, arte. Mesi di pianificazione, intoppi anche dolorosi; ci siamo dovute occupare di tutto, dai discorsi concettuali al buffet, dalle opere da valorizzare a dove buttare la differenziata.

E dopo la chiusura della presentazione, rieccomi a casa, in veste di mamma, con una bambina al collo e un gran trambusto di parenti curiosi che chiedevano: racconta!

A sera tardi, una volta a letto, ho spento la luce: il buio mi ha avvolta e mi ha donato una sensazione fisica di felicità dilagante.

Ora è davvero finita. Ce l’ho fatta.

Se ci ripenso mi vengono i brividi.   

Vuoi sapere cosa ho fatto la mattina dopo?

Niente, anzi tutto: mi sono rimessa in pista tra progetti, lavoro, cose da fare, senza concedermi altro, dopo tanta fatica e un gran risultato, che quel singolo momento di gioia.

Tu non fare così!

Regalati, ti prego, il tempo e lo spazio per celebrare quello che hai appena concluso.

Mente cammini tra gli alberi di un bel parco o sgranocchi qualcosa di buono insieme agli amici, fermati e guarda il tuo percorso, ripensa a come è iniziato, a quando avevi ancora tutto da scrivere. Cose belle: ripensa ai momenti di scrittura frenetica, fissa il ricordo di quel fuoco sacro e mettilo tra le tue risorse, perché è la dimostrazione che puoi e che quando vorrai succederà di nuovo.

Cose brutte: considera anche i momenti no, le fermate improvvise, le confusioni. Non rivivere come ti sentivi, non serve: soffermati sul fatto che hai superato tutto, e che ora sei qui, con un lavoro finito e tanta strada dietro di te.

Fermati ora. Immagini cosa si prova? Riesci a vivere anche una piccola parte ciò che hai letto, anche se magari non hai ancora finito ciò che hai cominciato?

Che altro ti serve per convincerti che scrivere è bellissimo e che devi proprio farlo?

 

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