Il Writer’s Dream… cambia

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La notizia è di pochi giorni fa ed è di quelle che hanno scosso un po’ tutti.

Il forum Writer’s Dream, ormai storica casa degli autori esordienti che cercano informazioni e condivisioni, è stato venduto dalla sua fondatrice Linda Rando a Borè s.r.l., azienda già proprietaria della piattaforma di self publishing Youcanprint, della casa editrice accademica Libellula Edizioni e della casa editrice Lettere Animate.

In questo post farò diverse cose.

  • Dare notizie
  • Esprimere opinioni
  • Citare pareri altrui
  • Un po’ di storia: una retrospettiva sul WD, per come è apparso su queste pagine dal 2008 a oggi.

 

Il Wd: un po’ di “storia”

Il WD è nato nel 2008, un anno dopo Studio83.

Abbiamo sempre seguito la sua genesi e i suoi sviluppi. Fatti di alti e bassi:

La battaglia più celebre, meritevole e longeva (dura ancora adesso) è senza dubbio la lotta contro l’editoria a pagamento.

A causa di questa battaglia, e della “brutta abitudine” di fare nomi e di rendere pubblici contratti, capestri, proposte, indecenze, il WD e Linda personalmente sono stati bersagliati: minacce vaghe ma comunque sgradevoli, insulti, diffide, querele finite in tribunale. Una denuncia per diffamazione è finita male per Linda, che si è dovuta prendere la responsabilità delle sciocchezze scritte da un utente su migliaia. Leggi Rete, diffamazione e responsabilità.

Una volta, anche Studio83 fu coinvolto in una serie di minacce, definito un “sito-mirror” di WD e accusato di spalleggiare e diffamare. Leggi Attacco a Studio83 e Comunicato stampa: Un po’ di chiarezza

Nel 2009 pubblicammo un “bilancio” del primo anno del WD, a firma di Linda Rando. Lo trovate sul blog di Venti Nodi: “Writer’s Dream, un anno di impegno”

Quando aprii Writer’s Dream, un anno fa, cercavo solo un luogo dove poter condividere i miei scritti con altri appassionati, un piccolo centro ricreativo per scrittori.
La mia lotta contro il sistema editoriale nacque per caso nel momento in cui, cercando notizie da condividere sul forum, scoprii dell’esistenza dell’editoria a pagamento.

Le battaglie del WD e di Linda Rando hanno fatto luce su veri e propri abusi, in un mondo che usa la parola “cultura” spesso a sproposito.
Hanno portato allo scoperto editori e soggetti che con vere e proprie condotte di bullismo cercavano di impedire il libero scambio di informazioni: leggi Bullismo editoriale
Ci hanno fatto riflettere sui nostri diritti di cronaca e critica: leggi Espressione, cronaca, critica

E hanno sollevato spinose questioni relativamente alla responsabilità e alla diffamazione in rete. Leggi Rete, diffamazione responsabilità.

Il cambio di timone: da Rando a Borè srl

Borè srl sta facendo dei passi importanti, e non mi riferisco solo al WD. Anche Lettere Animate edizioni è un’acquisizione recente, che precede quella del WD di poco più di un mese:

Ragazzi! Devo compartire questa bellissima notizia con tutti voi!

La casa editrice Lettere Animate (della quale faccio parte) ha dato un passo che ci catapulterà in avanti nell’editoria italiana. Potete capire che la mia felicità è alle stelle per l’opportunità che si apre davanti a me… a noi, autori di Lettere Animate.

Noi tutti abbiamo iniziato questo viaggio come un sogno e adesso ci troviamo a vivere una realtà bella, grandiosa ed epica!

Dal post: Lettere Animate adesso fa parte di Boré propietaria di You Can Print!

Ecco il comunicato stampa, molto simile a quello sul WD:

L’acquisizione di Lettere Animate avviene con l’obiettivo di costruire un marchio sinonimo di qualità, trasparenza e innovazione. Grazie all’acquisizione da parte di Borè srl, Lettere Animate da oggi inizia un nuovo percorso mantenendo però intatti i fattori e i valori che in questi anni hanno contraddistinto il suo operato: trasparenza nell’offerta editoriale, cura personale e diretta degli autori, assistenza totale, servizi efficienti, qualità delle produzioni e aggressività sul mercato.

Un punto interrogativo me lo suscita la pagina dedicata a Libellula Edizioni, dove nella descrizione dell’azienda è riportato questo paragrafo curioso, vagamente renziano:

La nostra mission 

Vogliamo che pronunciare Libellula confondi la gente a dire “chi l’editore o …”? Vogliamo che l’assoluta perfezione si tramuti in carta, stampa, inchiostro e bite. Libellula stabilirà un nuovo livello di qualità al quale tutti gli altri editori accademici dovranno cercare di adeguarsi.  Il mondo editoriale sta cambiando profondamente e noi non facciamo parte di questo cambiamento, noi siamo il cambiamento.

Il comunicato stampa che riporta la notizia del passaggio del WD è chiaramente positivo e rassicurante:

L’acquisizione di Writer’s Dream.org matura con l’obiettivo di raccogliere l’eredità costruita negli anni grazie all’impegno degli utenti e dei moderatori per costruire un brand di livello internazionale in grado di essere un faro e una guida autorevole, trasparente e indipendente per tutti gli operatori del mondo editoriale che stanno vivendo un cambiamento epocale nel passaggio dall’editoria tradizionale a quella digitale.

Nello stesso comunicato si annuncia inoltre

il lancio dell’app per Ios e Android di Writer’s Dream.org entro il 30 luglio 2015, un app che rivoluzionerà il mondo dell’editoria italiana.

Le reazioni: i diretti interessati

Immagine dalla discussione ironica: scontenti del nuovo corso del WD?

 

I commenti a questo annuncio riempiono pagine e pagine.

Il primo e più calzante è di Outsider, utente dal 2009:

E adesso? Cosa cambierà al WD?

Il nuovo amministratore (o meglio “community manager”) Roberto Incagnoli risponde in modo calmo e cerca di rassicurare, anche se incappa in un lapsus tremendo che nessuno pare aver notato (il grassetto è mio):

Il forum rimarrà sempre,in modo totalitario e trasparente, libero

Linda Rando, nel post “Nuovi inizi” del suo nuovo sito/blog, non si profonde in commenti a riguardo, nelle sue parole trapela comunque la necessità di voltare pagina.

Per sette lunghi anni Writer’s Dream è stato il punto centrale della mia vita, il focus attorno cui tutto ruotava. [… ] Ho vissuto momenti molto intensi, alcuni in maniera positiva […] e altri in maniera negativa.
Negli ultimi mesi la mia vita è cambiata in maniera radicale, ed è giusto che a un nuovo inizio della mia vita corrisponda a un nuovo inizio della mia vita virtuale.

Di sicuro il WD cambierà e questo, come ogni cambiamento che si rispetti, non sarà indolore. Già in queste ultime ore ne abbiamo visto le prime avvisaglie. Diversi utenti storici e persino moderatori hanno lasciato il WD cancellandosi. C’è qualche qurelle in corso tra moderatori vecchi e nuovi, insieme a un acmbio di guardia: alcuni moderatori si sono “retrocessi” mentre utenti storici sono stati “promossi” a moderatori.

Il community manager afferma in un commento (il #94, la discussione è qui):

Come già detto al vecchio staff (a tutto il vecchio staff) era stato chiesto di rimanere a fare lo staff del WD con alcuni ho anche parlato in prviato chiedendo di rimanere.

La loro scelta è stata quella di andarsene, ancora prima che l’annuncio fosse dato, io non voglio giudicare nessuno né nessuna decisione presa frutto di considerazioni personali.[…]

Detto questo io sono rammaricato se pezzi da 90 del WD vanno via, mi dispiace perché li stimo e in questi anni hanno fatto un lavoro meraviglioso a cominciare da Linda (ovviamente). Io personalmente posso solo dire che hanno tutta la mia stima. Però devo andare avanti e stiamo progettando con il nuovo staff quello che immetteremo di nuovo nel WD senza togliere il vecchio che è stupendo così com’è.

Come già detto, i cambiamenti non sono indolori.

Le reazioni: opinioni e commenti online

Cercando in rete, non trovo molti commenti e opinioni estese, a parte due citati di seguito, ma solo il retweet ( o il copiancolla) del comunicato stampa che attesta il cambiamento di amministrazione.

Tra le poche letture trovate, il punto di vista è nettamente diviso tra pessimisti e ottimisti.

I pessimisti rilevano che un’azienda editoriale che acquisisce un forum nato per informare gli utenti in modo indipendente incappa in un conflitto di interessi.

Sul suo blog Bookblister, l’agente letteraria Chiara Beretta Mazzotta (l’avevamo incontrata nel contesto di Booksweb .tv, tra l’altro) afferma:

Un gruppo editoriale composto da una piattaforma di selfpublishing e diverse case editrici che ha deciso di acquisire un forum per aspiranti autori che cercano informazioni attendibili per collocare il proprio testo sul mercato editoriale. Questo non è un conflitto di interessi, è un plotone di conflitti di interesse.

Afferma Michele Franzoso in un suo breve post “C’era un sogno di scrittore che oggi…”, in cui comunque afferma di voler aspettare e vedere:

Insomma, è un po’ come se l’Enel comprasse Greenpeace…

Non è d’accordo Marina Lenti, avvocata esperta in diritto d’autore, che nel suo post “Complottismo, arsenico e niente merletti” parla di “complottismo”:

Si ricordi che lo scopo di lucro non è una cosa, di per sé, negativa . Del resto, anche in ambito editoriale, lo persegue tutta la filiera, dall’agente, all’editor freelance, al ghost writer, all’illustratore, all’editore, fino anche allo scrittore

Una lettura: dall’amatoriale al professionale, vantaggi e svantaggi

Personalmente concordo soprattutto con la chiusa del pezzo di Marina Lenti:

La palla ora passa a Borè e poiché, come si dice, il tempo è galantuomo, vedremo  fra qualche tempo dove stavano torti e ragioni.

Credo che ci sia più di una ragione per tenere le antenne sollevate, ma non tutte sono di tipo negativo o legate al sospetto.

Sicuramente ora il WD non è più indipendente come prima: è legato cioè a una realtà che lo ha acquistato per ricavarci degli utili.

Ha da oggi in poi istanze diverse di quelle di Linda Rando, che lo aveva aperto e lo gestiva a fini idealistici: con grande dispiego di energie e tempo, e con la libertà di prendere decisioni slegate da ogni convenienza.

È anche vero che questa libertà alle volte si è ritorta contro il WD. Nel tempo sono partiti progetti poi naufragati, con dispiacere di molti utenti che vi avevano partecipato.
Ci sono state faide interne al gruppo degli amministratori/moderatori che hanno portato a flame, attacchi, al vero e proprio furto di un sito/dominio da parte di una “fronda” dissidente. Concorsi letterari partiti bene si sono arenati su tempi di giudizio/decisione/stampa lunghissimi. La partenza confusa dell’agenzia Lanterna Letteraria, con discussioni pubbliche sul come (sul se!) fatturare e con dissidi tra “clienti” e “editor” è stata una pagina poco felice. Tutto questo ha portato confusione nel forum e non deve essere stato leggero da affrontare per i responsabili.

Nel momento in cui si entra in un’ottica più professionale, orientata (non solo, ma anche) al guadagno, c’è da sperare che cambino anche alcune procedure, che le iniziative lanciate siano supportate da piani e da logiche ragionate, che insomma tutto “giri” in un modo più coerente con meno sorprese per gli utenti.

Dato che Borè non è Citterio (per parafrasare Lenti) ma un’azienda editoriale e di self publishing, possiamo aspettarci da parte sua una condotta che tenga conto della storia del WD e soprattutto del particolare contesto nel quale il forum è nato e cresciuto. L’annunciata app potrebbe davvero essere un aiuto per i suoi utenti, che speriamo vengano solo esposti a qualche banner, e non profilati o turlupinati (ma non è un’accusa né un processo alle intenzioni!)

Anche noi di Studio83 siamo partiti solo con l’associazione culturale, e con una serie di iniziative gratuite. Poi siamo cresciuti e abbiamo aggiunto una serie di servizi a pagamento e un cambio di mentalità, un atteggiamento professionale. Quindi ho vissuto sulla mia pelle la differenza tra l’attivismo libero da calcoli e il mestiere: che deve tener conto anche di quelli, ma ripaga con un maggior peso e una presenza diversa.

Ha ancora ragione Marina Lenti: a fini di lucro non è necessariamente una parolaccia! Nel momento in cui i servizi sono svolti con regolari fatture e pagamento di tasse e affini, quando le credenziali sono ben chiare sui siti e sui preventivi, quando poi il servizio corrisponde al prezzo e la transazione porta vantaggio a entrambe le parti… tutti hanno da guadagnarci!
Anche gli utenti, che nel momento in cui pagano e ricevono regolare fattura hanno una garanzia incontrovertibile. Se tutto va bene sanno che i loro soldi sono finiti a persone oneste. Se qualcosa non va, possono rivalersi grazie alle attestazioni ricevute.

Il discorso cambia se dalla poietica passiamo all’etica: il contesto amatoriale garantisce un’indipendenza non maggiore o minore, ma diversa. In nome di un ideale posso anche perdere soldi e affrontare disagi e minacce, come ha fatto Linda Rando. Slegandoci dal caso del WD, il contesto amatoriale/idealistico/personale fa sì che le decisioni siano a volte slegate da ogni logica, e se Pino apre un forum contro l’editoria a pagamento ma poi cambia idea (o magari si fa corrompere: capita anche questo!) quel forum diventa pro editoria a pagamento senza che lui debba rendere conto a nessuno.

Concludendo: passato e futuro

Concludo questo post con due considerazioni.

La prima è niente più che il riassunto di quanto già detto. Sarà utile vigilare sull’indipendenza del WD e sui suoi cambiamenti, tenendo conto che la nuova veste professionale potrà portare anche dei lati positivi per gli utenti.

La seconda è un pensiero. Un pensiero per Linda Rando, che a soli sedici anni ha preso una decisione fatale, rivoluzionaria: fare nomi e cognomi.

Il WD è nato ed esploso con le liste di editori a pagamento, la “semplice” catalogazione di una condotta professionale: una vera bomba in un mondo chiuso e ipocrita come era quello editoriale del 2008.

Se oggi lo è un po’ meno, lo dobbiamo anche a Linda Rando.

Quindi, tenendo conto che dal punto di vista professionale può e deve ancora crescere (come tutti),  credo che si sia guadagnata sul campo tutta la stima possibile. Per il coraggio, la tenacia, l’abnegazione, la determinazione e a un senso di giustizia che ho sempre apprezzato molto.

Facendo un rapido giro del web mi accorsi che ero l’unica a fare nomi e cognomi di chi chiedeva soldi: altrove si nominavano sempre le stesse due o tre case, ma di norma vigeva una sorta di legge non scritta che urlava “omertà!”. […]
Ma noi, che lavoriamo in piena chiarezza, trasparenza, in totale buona fede e operiamo con sincerità, non ci siamo fatti né ci faremo intimorire: siamo nel giusto e l’abbiamo già dimostrato.
[Dal post su Venti Nodi Il WD: un anno di impegno]

Tutti le dobbiamo qualcosa, anche solo un “grazie”, e i migliori auguri per il suo nuovo inizio.

Auguri, Linda!

Auguri, Writer’s Dream!

Comments (5)

  1. […] Da una notizia che ha scosso il web, una retrospettiva per capire qualcosa di più sul più famoso faorum italiano di scrittori: Il Writer’s Dream… cambia […]

  2. Cornetta Maria

    Ho nostalgia della Rando e del vecchio WD. Questioni di cuore, ci si può affezionare ad un blog e non desiderare che qualcosa cambi. Non la prenda come un’offesa, ma io non verrò più su questo blog.

    • Giulia A.

      Salve Maria,
      intanto scusi del ritardo nel risponderle, ho avuto un assalto di commenti spammer e spazzatura che mi ha un po’ confusa e qualche commento mi era sfuggito.
      Sicuramente Linda dava una conduzione decisa e molto personale al WD e capisco come sia difficile voltare pagina.
      Detto questo, non capisco il collegamento tra “mi manca il WD” e “non verrò più su questo blog”. Non la prendo assolutamente come un’offesa, è una sua libera scelta, e spero di ritrovarla comunque su queste pagine!

  3. Myria

    In linea generale concordo con la ricostruzione, ma volendo moderare un po’ i toni idealizzanti, aggiungo soltanto una rapida menzione alla brutta vicenda “EditAutori/MondAutori”, che in fase iniziale coinvolse anche la fondatrice di WD (smarcatasi in seguito). In quell’occasione non partirono denunce alla polizia postale soltanto perché si trattava di piccole (ma numerose, pare) somme e perché Adelphi, Mondadori ed Einaudi preferirono mantenere un basso profilo e sperare che il pubblico dei non addetti ai lavori si accorgesse il meno possibile della questione, pur essendovi state coinvolte loro malgrado (la prima con il “furto” del nome di Calasso, la seconda con quello del logo e del nome, la terza per esser stata chiamata in causa a sproposito citando mail di origine a dir poco dubbia). All’epoca si sollevò un polverone paragonabile a quello del caso Lipperini/Manni e ben più grande di quello legato al caso Forte/Serendipity…

    • Giulia A.

      Ricordo bene quella vicenda, davvero squallida e che coinvolse molte persone che versarono quote associative e venne poi trattate con scarsa considerazione.
      Io le denunce le avrei fatte, tutte e fino all’ultimo. Ma nessuna di esse avrebbe riguardato Linda Rando, che da parte sua pubblicizzò la cosa quando era agli inizi e poi ne prese le distanze, magari in modo sbrigativo, ma chiaro. I casi Lipperini e Forte sono paragonabili per polverone, ma Editautori secondo me è stato molto più grave e, come ho detto, se fossi stata una delle persone coinvolte avrei senza indugio presentato denuncia alle autorità competenti. La storiella di “C Puntato, cioè Calasso, anzi no, era un C Puntato generico che ora non vuole più comparire” fu davvero la ciliegina marcia sulla torta puzzolente :-(

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