Archives for : Luglio2015

Il Writer’s Dream… cambia

notizie-th

La notizia è di pochi giorni fa ed è di quelle che hanno scosso un po’ tutti.

Il forum Writer’s Dream, ormai storica casa degli autori esordienti che cercano informazioni e condivisioni, è stato venduto dalla sua fondatrice Linda Rando a Borè s.r.l., azienda già proprietaria della piattaforma di self publishing Youcanprint, della casa editrice accademica Libellula Edizioni e della casa editrice Lettere Animate.

In questo post farò diverse cose.

  • Dare notizie
  • Esprimere opinioni
  • Citare pareri altrui
  • Un po’ di storia: una retrospettiva sul WD, per come è apparso su queste pagine dal 2008 a oggi.

Il Wd: un po’ di “storia”

Il WD è nato nel 2008, un anno dopo Studio83.

Abbiamo sempre seguito la sua genesi e i suoi sviluppi. Fatti di alti e bassi:

La battaglia più celebre, meritevole e longeva (dura ancora adesso) è senza dubbio la lotta contro l’editoria a pagamento.

A causa di questa battaglia, e della “brutta abitudine” di fare nomi e di rendere pubblici contratti, capestri, proposte, indecenze, il WD e Linda personalmente sono stati bersagliati: minacce vaghe ma comunque sgradevoli, insulti, diffide, querele finite in tribunale. Una denuncia per diffamazione è finita male per Linda, che si è dovuta prendere la responsabilità delle sciocchezze scritte da un utente su migliaia. Leggi Rete, diffamazione e responsabilità.

Una volta, anche Studio83 fu coinvolto in una serie di minacce, definito un “sito-mirror” di WD e accusato di spalleggiare e diffamare. Leggi Attacco a Studio83 e Comunicato stampa: Un po’ di chiarezza

Nel 2009 pubblicammo un “bilancio” del primo anno del WD, a firma di Linda Rando. Lo trovate sul blog di Venti Nodi: “Writer’s Dream, un anno di impegno”

Quando aprii Writer’s Dream, un anno fa, cercavo solo un luogo dove poter condividere i miei scritti con altri appassionati, un piccolo centro ricreativo per scrittori.
La mia lotta contro il sistema editoriale nacque per caso nel momento in cui, cercando notizie da condividere sul forum, scoprii dell’esistenza dell’editoria a pagamento.

Le battaglie del WD e di Linda Rando hanno fatto luce su veri e propri abusi, in un mondo che usa la parola “cultura” spesso a sproposito.
Hanno portato allo scoperto editori e soggetti che con vere e proprie condotte di bullismo cercavano di impedire il libero scambio di informazioni: lo soprannominammo “bullismo editoriale”!
Ci hanno fatto riflettere sui nostri diritti di cronaca e critica: leggi Espressione, cronaca, critica

E hanno sollevato spinose questioni relativamente alla responsabilità e alla diffamazione in rete. Leggi Rete, diffamazione responsabilità.

Il cambio di timone: da Rando a Borè srl

Borè srl sta facendo dei passi importanti, e non mi riferisco solo al WD. Anche Lettere Animate edizioni è un’acquisizione recente, che precede quella del WD di poco più di un mese:

Ragazzi! Devo compartire questa bellissima notizia con tutti voi!

La casa editrice Lettere Animate (della quale faccio parte) ha dato un passo che ci catapulterà in avanti nell’editoria italiana. Potete capire che la mia felicità è alle stelle per l’opportunità che si apre davanti a me… a noi, autori di Lettere Animate.

Noi tutti abbiamo iniziato questo viaggio come un sogno e adesso ci troviamo a vivere una realtà bella, grandiosa ed epica!

Dal post: Lettere Animate adesso fa parte di Boré propietaria di You Can Print!

Ecco il comunicato stampa, molto simile a quello sul WD:

L’acquisizione di Lettere Animate avviene con l’obiettivo di costruire un marchio sinonimo di qualità, trasparenza e innovazione. Grazie all’acquisizione da parte di Borè srl, Lettere Animate da oggi inizia un nuovo percorso mantenendo però intatti i fattori e i valori che in questi anni hanno contraddistinto il suo operato: trasparenza nell’offerta editoriale, cura personale e diretta degli autori, assistenza totale, servizi efficienti, qualità delle produzioni e aggressività sul mercato.

Un punto interrogativo me lo suscita la pagina dedicata a Libellula Edizioni, dove nella descrizione dell’azienda è riportato questo paragrafo curioso, vagamente renziano:

La nostra mission 

Vogliamo che pronunciare Libellula confondi la gente a dire “chi l’editore o …”? Vogliamo che l’assoluta perfezione si tramuti in carta, stampa, inchiostro e bite. Libellula stabilirà un nuovo livello di qualità al quale tutti gli altri editori accademici dovranno cercare di adeguarsi.  Il mondo editoriale sta cambiando profondamente e noi non facciamo parte di questo cambiamento, noi siamo il cambiamento.

Il comunicato stampa che riporta la notizia del passaggio del WD è chiaramente positivo e rassicurante:

L’acquisizione di Writer’s Dream.org matura con l’obiettivo di raccogliere l’eredità costruita negli anni grazie all’impegno degli utenti e dei moderatori per costruire un brand di livello internazionale in grado di essere un faro e una guida autorevole, trasparente e indipendente per tutti gli operatori del mondo editoriale che stanno vivendo un cambiamento epocale nel passaggio dall’editoria tradizionale a quella digitale.

Nello stesso comunicato si annuncia inoltre

il lancio dell’app per Ios e Android di Writer’s Dream.org entro il 30 luglio 2015, un app che rivoluzionerà il mondo dell’editoria italiana.

Le reazioni: i diretti interessati

Immagine dalla discussione ironica: scontenti del nuovo corso del WD?

I commenti a questo annuncio riempiono pagine e pagine.

Il primo e più calzante è di Outsider, utente dal 2009:

E adesso? Cosa cambierà al WD?

Il nuovo amministratore (o meglio “community manager”) Roberto Incagnoli risponde in modo calmo e cerca di rassicurare, anche se incappa in un lapsus tremendo che nessuno pare aver notato (il grassetto è mio):

Il forum rimarrà sempre,in modo totalitario e trasparente, libero

Linda Rando, nel post “Nuovi inizi” del suo nuovo sito/blog, non si profonde in commenti a riguardo, nelle sue parole trapela comunque la necessità di voltare pagina.

Per sette lunghi anni Writer’s Dream è stato il punto centrale della mia vita, il focus attorno cui tutto ruotava. [… ] Ho vissuto momenti molto intensi, alcuni in maniera positiva […] e altri in maniera negativa.
Negli ultimi mesi la mia vita è cambiata in maniera radicale, ed è giusto che a un nuovo inizio della mia vita corrisponda a un nuovo inizio della mia vita virtuale.

Di sicuro il WD cambierà e questo, come ogni cambiamento che si rispetti, non sarà indolore. Già in queste ultime ore ne abbiamo visto le prime avvisaglie. Diversi utenti storici e persino moderatori hanno lasciato il WD cancellandosi. C’è qualche qurelle in corso tra moderatori vecchi e nuovi, insieme a un cambio di guardia: alcuni moderatori si sono “retrocessi” mentre utenti storici sono stati “promossi” a moderatori.

Il community manager afferma in un commento (il #94, la discussione è qui):

Come già detto al vecchio staff (a tutto il vecchio staff) era stato chiesto di rimanere a fare lo staff del WD con alcuni ho anche parlato in prviato chiedendo di rimanere.

La loro scelta è stata quella di andarsene, ancora prima che l’annuncio fosse dato, io non voglio giudicare nessuno né nessuna decisione presa frutto di considerazioni personali.[…]

Detto questo io sono rammaricato se pezzi da 90 del WD vanno via, mi dispiace perché li stimo e in questi anni hanno fatto un lavoro meraviglioso a cominciare da Linda (ovviamente). Io personalmente posso solo dire che hanno tutta la mia stima. Però devo andare avanti e stiamo progettando con il nuovo staff quello che immetteremo di nuovo nel WD senza togliere il vecchio che è stupendo così com’è.

Come già detto, i cambiamenti non sono indolori.

Le reazioni: opinioni e commenti online

Cercando in rete, non trovo molti commenti e opinioni estese, a parte due citati di seguito, ma solo il retweet ( o il copiancolla) del comunicato stampa che attesta il cambiamento di amministrazione.

Tra le poche letture trovate, il punto di vista è nettamente diviso tra pessimisti e ottimisti.

I pessimisti rilevano che un’azienda editoriale che acquisisce un forum nato per informare gli utenti in modo indipendente incappa in un conflitto di interessi.

Sul suo blog Bookblister, l’agente letteraria Chiara Beretta Mazzotta (l’avevamo incontrata nel contesto di Booksweb .tv, tra l’altro) afferma:

Un gruppo editoriale composto da una piattaforma di selfpublishing e diverse case editrici che ha deciso di acquisire un forum per aspiranti autori che cercano informazioni attendibili per collocare il proprio testo sul mercato editoriale. Questo non è un conflitto di interessi, è un plotone di conflitti di interesse.

Afferma Michele Franzoso in un suo breve post “C’era un sogno di scrittore che oggi…”, in cui comunque afferma di voler aspettare e vedere:

Insomma, è un po’ come se l’Enel comprasse Greenpeace…

Non è d’accordo Marina Lenti, avvocata esperta in diritto d’autore, che nel suo post “Complottismo, arsenico e niente merletti” parla di “complottismo”:

Si ricordi che lo scopo di lucro non è una cosa, di per sé, negativa . Del resto, anche in ambito editoriale, lo persegue tutta la filiera, dall’agente, all’editor freelance, al ghost writer, all’illustratore, all’editore, fino anche allo scrittore

Una lettura: dall’amatoriale al professionale, vantaggi e svantaggi

Personalmente concordo soprattutto con la chiusa del pezzo di Marina Lenti:

La palla ora passa a Borè e poiché, come si dice, il tempo è galantuomo, vedremo  fra qualche tempo dove stavano torti e ragioni.

Credo che ci sia più di una ragione per tenere le antenne sollevate, ma non tutte sono di tipo negativo o legate al sospetto.

Sicuramente ora il WD non è più indipendente come prima: è legato cioè a una realtà che lo ha acquistato per ricavarci degli utili.

Ha da oggi in poi istanze diverse di quelle di Linda Rando, che lo aveva aperto e lo gestiva a fini idealistici: con grande dispiego di energie e tempo, e con la libertà di prendere decisioni slegate da ogni convenienza.

È anche vero che questa libertà alle volte si è ritorta contro il WD. Nel tempo sono partiti progetti poi naufragati, con dispiacere di molti utenti che vi avevano partecipato.
Ci sono state faide interne al gruppo degli amministratori/moderatori che hanno portato a flame, attacchi, al vero e proprio furto di un sito/dominio da parte di una “fronda” dissidente. Concorsi letterari partiti bene si sono arenati su tempi di giudizio/decisione/stampa lunghissimi. La partenza confusa dell’agenzia Lanterna Letteraria, con discussioni pubbliche sul come (sul se!) fatturare e con dissidi tra “clienti” e “editor” è stata una pagina poco felice. Tutto questo ha portato confusione nel forum e non deve essere stato leggero da affrontare per i responsabili.

Nel momento in cui si entra in un’ottica più professionale, orientata (non solo, ma anche) al guadagno, c’è da sperare che cambino anche alcune procedure, che le iniziative lanciate siano supportate da piani e da logiche ragionate, che insomma tutto “giri” in un modo più coerente con meno sorprese per gli utenti.

Dato che Borè non è Citterio (per parafrasare Lenti) ma un’azienda editoriale e di self publishing, possiamo aspettarci da parte sua una condotta che tenga conto della storia del WD e soprattutto del particolare contesto nel quale il forum è nato e cresciuto. L’annunciata app potrebbe davvero essere un aiuto per i suoi utenti, che speriamo vengano solo esposti a qualche banner, e non profilati o turlupinati (ma non è un’accusa né un processo alle intenzioni!)

Anche noi di Studio83 siamo partiti solo con l’associazione culturale, e con una serie di iniziative gratuite. Poi siamo cresciuti e abbiamo aggiunto una serie di servizi a pagamento e un cambio di mentalità, un atteggiamento professionale. Quindi ho vissuto sulla mia pelle la differenza tra l’attivismo libero da calcoli e il mestiere: che deve tener conto anche di quelli, ma ripaga con un maggior peso e una presenza diversa.

Ha ancora ragione Marina Lenti: a fini di lucro non è necessariamente una parolaccia! Nel momento in cui i servizi sono svolti con regolari fatture e pagamento di tasse e affini, quando le credenziali sono ben chiare sui siti e sui preventivi, quando poi il servizio corrisponde al prezzo e la transazione porta vantaggio a entrambe le parti… tutti hanno da guadagnarci!
Anche gli utenti, che nel momento in cui pagano e ricevono regolare fattura hanno una garanzia incontrovertibile. Se tutto va bene sanno che i loro soldi sono finiti a persone oneste. Se qualcosa non va, possono rivalersi grazie alle attestazioni ricevute.

Il discorso cambia se dalla poietica passiamo all’etica: il contesto amatoriale garantisce un’indipendenza non maggiore o minore, ma diversa. In nome di un ideale posso anche perdere soldi e affrontare disagi e minacce, come ha fatto Linda Rando. Slegandoci dal caso del WD, il contesto amatoriale/idealistico/personale fa sì che le decisioni siano a volte slegate da ogni logica, e se Pino apre un forum contro l’editoria a pagamento ma poi cambia idea (o magari si fa corrompere: capita anche questo!) quel forum diventa pro editoria a pagamento senza che lui debba rendere conto a nessuno.

Concludendo: passato e futuro

Concludo questo post con due considerazioni.

La prima è niente più che il riassunto di quanto già detto. Sarà utile vigilare sull’indipendenza del WD e sui suoi cambiamenti, tenendo conto che la nuova veste professionale potrà portare anche dei lati positivi per gli utenti.

La seconda è un pensiero. Un pensiero per Linda Rando, che a soli sedici anni ha preso una decisione fatale, temeraria, rivoluzionaria: fare nomi e cognomi.

Il WD è nato ed esploso con le liste di editori a pagamento, la “semplice” catalogazione di una condotta professionale: una vera bomba in un mondo chiuso e ipocrita come era quello editoriale del 2008.

Se oggi lo è un po’ meno, lo dobbiamo anche a Linda Rando.

Quindi, tenendo conto che dal punto di vista professionale può e deve ancora crescere (come tutti), credo che Linda si sia guadagnata sul campo tutta la stima possibile. Per il coraggio, la tenacia, l’abnegazione, la determinazione e un senso di giustizia che ho sempre apprezzato molto.

Facendo un rapido giro del web mi accorsi che ero l’unica a fare nomi e cognomi di chi chiedeva soldi: altrove si nominavano sempre le stesse due o tre case, ma di norma vigeva una sorta di legge non scritta che urlava “omertà!”. […]
Ma noi, che lavoriamo in piena chiarezza, trasparenza, in totale buona fede e operiamo con sincerità, non ci siamo fatti né ci faremo intimorire: siamo nel giusto e l’abbiamo già dimostrato.
[Dal post su Venti Nodi Il WD: un anno di impegno]

Tutti le dobbiamo qualcosa, anche solo un “grazie”, e i migliori auguri per il suo nuovo inizio.

Auguri, Linda!

Auguri, Writer’s Dream!

Se ti è piaciuto condividi, grazie!
error

Perché leggere a voce alta?

pubblica-th

Perché leggere a voce alta? Per la meraviglia!

Così scriveva Daniel Pennac nel 1993, presentando la figura incantata del leggistorie.

Leggere a voce alta è un’attività oggi secondaria: quante volte in un anno ci troviamo a leggere un testo a voce alta a qualcun altro?

Se hai o hai avuto bambini, sicuramente lo hai fatto più della media.
La lettura ad alta voce ha dei benefici durevoli sui nostri figli a partire da quando sono ancora nella pancia, per non parlare poi di quando iniziano a scoprire il linguaggio e a riconoscere le immagini.
Leggere ad alta voce a un bambino è fargli un regalo dal punto di vista cognitivo, sensoriale, e soprattutto emozionale e umano, perché una bella fiaba letta in modo coinvolto e coinvolgente è un momento di condivisione prezioso.
(Leggi in proposito: I bimbi piccoli e la lettura)

leggi-th

Che c’entra tutto questo con lo scrivere e il pubblicare?
C’entra. Eccome.

Se siamo qui a parlare di scrittura bella ed efficace, è perché vogliamo che quello che creiamo raggiunga qualcuno. Che sia letto. E perché non ascoltato?

Pubblicare infatti non significa solo “stampare”.
Possiamo intenderlo in senso letterale: rendere pubblico. Significa uscire nel mondo e lasciare la propria opera in mani o… nelle orecchie altrui!

Hai mai provato a rileggere un tuo scritto ad alta voce? Qualcosa cambia, vero?
Un consiglio che do sempre agli autori con i quali lavoro:

rileggi a voce alta tutti i passi sui quali sei in dubbio!

Naturalmente in fase di revisione, quando il romanzo/racconto è concluso e bisogna lavorare di lima, di forbici o direttamente a colpi di scure. Ascoltare quello che tu stesso hai scritto ti consente di capirne meglio il ritmo, di valutarne il lessico e molto altro. Il senso dell’udito è un alleato prezioso, vedrai!

Lettura silenziosa, lettura soltaria ad alta voce… tutto cambia ancora se mentre leggi qualcuno ti ascolta: è come se ti “prestasse” il suo punto di vista.

In un momento magico, le tue parole cambiano, camminano da sole “per un po’” e tornano a te come se tu fossi un ascoltatore meno coinvolto.

Questo cambio di punto di vista fa bene:

  • al tuo scritto, perché ne uscirà rivisto in modo più efficace
  • al tuo stile, al tuo intero percorso autoriale, perché ti permette di “uscire da te” e avere un assaggio fugace della tua reale efficacia sugli altri.

Un’esperienza, credimi, che non si dimentica.

Posso aggiungere ancora un tassello?
Sulla cima di questa scalata sonora c’è un quarto tipo di lettura: la lettura pubblica. Quella che si fa in un microfono, davanti non a uno ma a numerosi ascoltatori, per lo più sconosciuti.
Riesci a immaginare cosa potresti provare?
Di sicuro un po’ di ansia, che è più che legittima. La lettura pubblica non è più una semplice pratica di revisione ma una performance che coinvolge anche l’uditorio. La gente non è lì per aiutarti a sistemare le virgole, ma per seguirti in un viaggio da te pensato e diretto.

…proprio come il pubblico dei lettori, no?

Leggere pubblicamente un tuo brano è un’azione che può davvero lasciare il segno sulla tua carriera scrittoria. Potrebbe costare fatica, e una buona dose di coraggio, ma ti ripaga anche in molti modi.

lamp  con la pura soddisfazione di averlo fatto. Complimenti! Si scrive per tante ragioni, ma esporsi in prima persona non è di solito tra le prime… la nostra scrivania in penombra è un luogo sicuro e confortevole e lasciarla per salire su un palcoscenico è un coupe de théatre memorabile.

lamp con una carica di adrenalina, di stimoli e spunti nuovi. Uscire dalla propria “area di comfort” è un modo per scuotersi, per scoprire cose insapettate su di sé e sugli altri, per tenere giovane il nostro cervello e per non adagiarsi sugli allori. Cose indispensabili per una scrittura più ricca, al contrario della cara scrivania calda e sicura… eccetera.

lamp con la conoscenza di persone nuove, che hanno i nostri stessi interessi in comune. A meno che tu non esordisca in un vagone della metropolitana, il luogo nel quale si legge a voce alta/si ascolta chi legge ha un pubblico definito, arrivato lì per ragioni affini e comprensibili.

lamp con un rinforzo della tua identità.

Quest’ultimo è un concetto chiave per ogni lungo percorso, nel quale c’è bisogno di mantenere saldo il timone soprattutto dal punto divista psicologico.
E se la migliore PNL ci insegna che “se vuoi dimagrire devi pensare come se già fossi magro”, se vuoi diventare uno scrittore professionista devi comportarti come se lo fossi già.

Immaginati al quinto bestseller appena sfornato, di fronte a una platea di lettori adoranti, paganti il prezzo pieno di copertina e magari pure un biglietto di teatro. Leggere a loro ti sembra meno terribile, giusto? Sono tutti già conquistati in partenza, ma soprattutto tu sei tu, giusto?

Questo è vero in ogni caso. Tu sei tu, tienilo bene a mente e avrai fatto il lavoro più duro: conquistare gli altri è una mera conseguenza di questa aurea certezza.

Premium-Pack-Notes-29

La lettura in pubblico ti aiuta anche così: è una pratica “estrema” per conquistarti dei punti sul campo, tornare dal tuo austero giudice interiore e, sventolando i fogli ancora caldi, dire: “visto?”

Io ho mai letto qualcosa di mio ad alta voce?

Sì, diverse volte e a varie persone. Ahimé, io sono una nota faccia di c**o e queste persone non sempre erano pienamente consapevoli e consenzienti!
Mi manca però l’esperienza di leggere qualcosa di mio a un pubblico di persone che è lì apposta per ascoltarmi, in una cornice dedicata proprio alla scrittura e allo scambio di parole tra autori e uditori.

Mi manca quello che sta per succedere a Faenza. Dove il 9 luglio, nella “cornice sicura” di un’associazione culturale che promuove musica ed eventi in città, si svolgerà un aperitivo letterario dedicato alle letture inedite.

Interverrà la mia socia Elena Di Fazio, che leggerà a sua volta testi sullo scrivere e sulla creatività, e incoraggerà gli autori presenti ad alzarsi dalle metaforiche scrivanie per salire sul concreto palcoscenico, e fare un salto di qualità per sé e per gli altri.

Chi lo farà potrà forse tornare indietro: tornare alla lettura di favole che incantano sia chi le legge, sia chi le ascolta. Sospendere l’incredulità e l’ansia da prestazione e muovere qualche piccolo passo nell’insieme qui e ora, allora e altrove che crea solo la magia della lettura condivisa ad alta voce.

E trovarsi in uno stato che fa dannatamente bene sia ai bambini che agli scrittori: la meraviglia!

leggere-bambini

Ecco i dettagli: Aperitivo Letterario a Faenza, Music Academy & Studio83. Non mancare!

Se ti è piaciuto condividi, grazie!
error