Come fare una bella presentazione letteraria? Consigli da “Storia nera di un naso rosso” di Alessandro Morbidelli, Todaro editore

Sabato 23 settembre ho partecipato alla presentazione letteraria del noir “Storia nera di un naso rosso” di Alessandro Morbidelli, edito da Todaro, storica casa editrice di libri gialli e noir.

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Alessandro Morbidelli è uno scrittore di talento che sul blog di Studio83 ha dato dei validi consigli di scrittura sul giallo e noir.

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La presentazione si è svolta all’enoteca “Un’ottima annata”: è stata molto piacevole e mi ha dato lo spunto per qualche consiglio generale che potrà essere utile anche ad altri autori e autrici, esordienti o esperti che siano, per la promozione dei propri titoli. Ti interessa? :-)

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La fantascienza delle donne

Pubblico qui e oggi l’articolo che ho scritto per la Rivista Inchiostro, e che è apparso nell’ultimo numero della pubblicazione.

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La fantascienza delle donne

[per la Rivista Inchiostro]
La fantascienza è donna? O meglio: la fantascienza è anche donna?

All’inizio, no. Per molti, “Frankestein”di Mary Shelley, è la radice della SF moderna. Ma quella che noi conosciamo parte negli anni ’30 del ‘900, da editori e autori per lo più uomini, anglosassoni, bianchi. Allora pionieri, definirono standard oggi superati, ma duri a cambiare paradigmi e ad aprirsi agli “altri”: alle donne, ma anche a persone di etnia diversa, afroamericani, africani, cinesi.

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Oggi il dibattito sull’inclusione è vivo: le donne reclamano riconoscimenti commisurati ai meriti, non al sesso. Alla convention Stranimondi, appuntamento milanese dedicato alla letteratura fantastica, la scrittrice Tricia Sullivan constatava in una conferenza che ancora c’è molto da fare, per cambiare una cultura di stereotipi radicati.

Ai “diversi” (ma diversi da chi?) si vuole far scrivere di quello e basta: che i neri scrivano di razzismo, le donne di sessismo, senza avventurarsi in territori dei quali “non sono capaci”.
Salvo poi lamentarsene: uff, sempre questi femminismi!
Oppure meravigliarsene, o cercare tracce di sensibilità femminile anche in scene di sbudellamenti: lo ha raccontato la scrittrice Milena Debenedetti, in un suo recente post sul blog “Lezioni Sul Domani”.

Le autrici di SF parlano spesso (e più spesso degli uomini) di discriminazione, di riproduzione, di rapporti uomo-donna. Problemi più sentiti dalle donne, vittime della disparità di genere.
Le scrittrici hanno usato la fantascienza come provocazione, allarme, riflettore sulle contraddizioni del presente: e la SF ringrazia, perché proprio questa è la sua vocazione più alta.

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Ma le fantascientiste hanno sviluppato anche altri temi, come la mutazione, un fulcro della SF. Mutazione dell’individuo, del corpo ibridato, del linguaggio: quest’ultimo di sicura ispirazione per autori e autrici in erba.

Ne parla Eleonora Federici, nel suo saggio “Quando la fantascienza è donna” (Carocci) che si concentra sul contesto di lingua inglese.
Autrici come Margaret Atwood, Octavia Butler, Ursula Le Guin, Tanith Lee, Doris Lessing, Alice Sheldon (il cui pseudonimo James Tiptree Jr portò i critici malaccorti a usarla come dimostrazione della superiorità… maschile nella SF!), sono colonne della SF e della letteratura mondiale.

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Sempre le autrici hanno dominato il 2016: si sono aggiudicate i premi di narrativa Hugo, tra i più importanti del settore, mentre correnti apertamente maschiliste, razziste, omofobe sono rimaste a bocca asciutta. Anche solo il fatto che queste correnti esistano è triste, e ci fa capire l’importanza che autrici e autori scrivano contro le discriminazioni e vengano letti.

E in Italia? Segnalo l’opera critica di Giulia Iannuzzi, studiosa tra le più autorevoli della fantascienza e del fandom italiano: un ambiente vario, ma anche piccolo e chiuso. Nel quale hanno operato autrici importanti come Gilda Musa, Roberta Rambelli (aka Robert Rambell), Nicoletta Vallorani. Che però è l’unica donna ad aver vinto il Premio Urania.

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Questa fantascienza, insomma, è anche delle donne?
Oppure esse sono outsider, ospiti di un genere “uomo” per definizione, dominato da autori lettori gusti maschili?

Nella prefazione dell’antologia “Oltre Venere”, il curatore Gian Filippo Pizzo va alla radice del problema: non è vero che le donne non sanno scrivere e non amano leggere SF. È vero che sono di meno: come nei consigli di amministrazione, nei parlamenti, nelle fasce alte degli stipendi.

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La questione è tutta qui, forse: come nella vita, anche nella fantascienza il contributo femminile è indispensabile, ciò nonostante è incredibilmente sudato. Vale ancora l’assunto di Virginia Woolf: per scrivere romanzi, una donna ha bisogno di soldi, o per lo meno di una stanza tutta per sé. Per le macchine del tempo la strada è ancora più lunga.

Il dibattito è aperto!

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Trovi tutti i riferimenti dell’articolo, e molto altro, nel mio post di oggi nel mio blog di fantascienza Lezioni Sul Domani: #Lottomarzo: lotta e fantascienza, delle donne, con le donne.

Ci vediamo, per chi vorrà, per strada: oggi si manifesta nelle città di cinquantacinque paesi del mondo, io sarò alle 18:00 a Palazzo Lombardia. L’otto marzo, non una di meno!

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Italiani in Italia: ci sono anch’io

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Qualche tempo fa una mia amica ha cambiato casa, città e nazione. E poco tempo dopo, ha aperto un blog. Un blog di impressioni di viaggio, di racconti di cambiamento, di riflessioni familiari e di living.

Blog con queste caratteristiche ce ne sono tanti, e meno male!

Perché scrivere fa bene.

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Fiera di Roma Più libri più liberi 2016 – Bilancio positivo!

Giovedì 8 dicembre ho fatto un salto alla Fiera Più Libri Più Liberi di Roma (per gli amici PLPL o meglio #piulibri16).

Giusto poche ore: diversamente dal Salone di Torino, questa volta senza figlie al seguito, per incontrare un paio di persone e farmi un giro degli stand. Non avevo programmi specifici… Alla fine, ça va sans dire, non ho resistito e ho girato dei piccoli video, nei quali editori autrici editrici e autori hanno presentato i loro libri in pochi secondi: “Un libro in un minuto”, un format che inaugurammo quando come Studio83 lavorammo per una web tv tutta dedicata ai libri.

[Per saperne di più, ecco qui la vecchia serie: Un libro in un minuto, Studio83 per Booksweb.tv

E da oggi, li trovi sul blog di Studio83: #piulibri16: Un libro in un minuto per tutta la settimana!]

In questo pugno di ore, oltre ai miei video militanti col telefono, ho girato tutta la fiera e ho ricavato qualche impressione che condivido qui sul blog. Prendili come appunti su un taccuino di viaggio, di quelli che si scrivono sul treno, tra una fermata e una chiacchiera con gli altri passeggeri!

Pronti, partenza... entriamo!

Pronti, partenza… entriamo!

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L’editor, architetto della bellezza di un testo

In cosa consiste il lavoro dell’editor? Cosa si fa, di preciso, nell’editing?

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Ne ho già parlato varie volte, sul blog di Studio83, con articoli e post pieni di indicazioni ed esempi pratici.

Come in “Editing e correzione di bozze“, dove distinguevamo tra i due servizi.
O nell’approfondimento “L’importanza dell’editing: perché no?“.
E negli Appunti di editing la mia collega Elena Di Fazio e io diamo consigli operativi per “assaggiare” questo affascinante lavoro sul testo.

Oggi ti propongo un pezzo più concettuale, nel quale dalla pratica passiamo alla teoria: la definizione, lo scopo, la funzione, la missione dell’editing secondo me e secondo noi di Studio83.

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Edizione straordinaria!

Ciao e ben ritrovat*!

È un po’ di tempo che non scrivevo qui sul blog, devo dire che mi è mancato molto. Ora rieccomi qui, con un bel po’ di novità da condividere con te. Edizione straordinaria!

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In questi mesi sono stata silenziosa (qui), ma non inattiva. Il lavoro è stato intenso sotto tanti fronti: e anche dal punto di vista delle scritture mi sono impegnata moltissimo.

Partiamo dalla fine: le scritture. Esco da un periodo proficuo, sono usciti diversi miei racconti in antologie collettive. Nella pagina del mio sito dedicata ai racconti ci sono molti nuovi titoli!

Ecco le novità in libreria:

Medusa e le altre è una mia rilettura del mito classico di Medusa, contenuta nell’antologia a tema “Occhi di Roccia” pubblicata da Delmiglio Editore. Per scriverla non ho inventato nulla: ho recuperato i simboli classici, dando loro dei significati alternativi alla versione ufficiale, ma altrettanto veri. La “mia” Medusa è forte, maledettamente femminista e… sorpresa: non è solo mia. La sua storia infatti è un retaggio delle antichissime e semi mitiche civiltà matriarcali, spazzate via dalle dominazioni micenee e doriche. Tempo, mito, violenza. E tentacoli. Sottotitolo: “Una classica tragedia moderna”.

Il gestionale è un mio racconto contenuto in “Oltre Venere”, antologia di autrici SF curata da Gian Filippo Pizzo, Edizioni La Ponga. È la storia di un software di magazzino, di una ditta di autoricambi, di un corso di filosofia: cose apparentemente usuali, normali, ma che combinate in un certo modo si riveleranno dannosissime per la protagonista. Qualsiasi riferimento a fatti e persone reali è probabilmente non casuale.

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Uno & Trifasico è uscito nella Bottega del Fantastico 5: è una fiaba sinistra su un futuro in cui l’automazione creerà mostri, non solo tecnologici, non solo ibridi, anche e sopratutto umani. Grazie a un incidente provvidenziale, un androide si ritrova in una posizione chiave e inizia un viaggio dentro se stesso e dentro chi lo ospita, aiutato da un misterioso subconscio e dal potere catartico della preghiera.

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#ticonoscomascherina è un breve divertissement contenuto in Narragenda 2017, l’agenda pubblicata da Delmiglio Editore con tanti racconti per tenerti compagnia durante l’anno. Mi hanno chiesto di scrivere qualcosa in tema con il mese della mia nascita: e nel mio amato, bizzarro febbraio ti proporrò un Carnevale che conosciamo tutti molto bene, talmente bene da dimenticare a volte quanto sia surreale.

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Altri se ne aggiungeranno. In questi ultimi mesi ho scritto a un ritmo intenso per me e ho terminato tre racconti che verranno presto pubblicati in antologie a tema. Ecco le mie prossime uscite:

Ponti è un racconto “fantagiallo”: un misterioso delitto in un quartiere malfamato apre degli scenari impossibili da credere, eppure reali. L’ispettore che indaga, alle prese con un pesante lutto mai accettato, deve fare i conti anche con una trama sinistra, e si accorge presto di non essere il solo cacciatore in azione.
Uscirà presumibilmente alla fine del 2016.

Perky Sun è un racconto di “fantaguerra”: in una guerra (prossima) futura, una nuova, sottile tecnica di manipolazione viene testata su delle cavie inconsapevoli. Un militare al fronte inizia a sviluppare una paranoia, un pilota di droni indaga in segreto, una ragazzina canta. E qualcuno veglia, controlla e studia piani pericolosi.
Uscita prevista: 2017.

Un giorno questo motore ti sarà utile (sì, è una citazione!) è una cronaca familiare e insieme sociale, dove la giovane protagonista, veterana ferita di una guerra appena conclusa, si interroga sulla sua modernità, sulle invenzioni che facilitano la vita, sul limite del controllo che possiamo avere sulle cose. Il tutto a causa di una malattia che sua nonna rifiuta di curarsi, e che dà inizio a un braccio di ferro che cambierà entrambe. Gossip: la nonna sono io, e sono un osso duro!
Uscita prevista: molto presto, forse prima degli altri due.

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Altre novità, le collaborazioni:

per La bottega del Barbieri ho iniziato una rubrica di fantascrittura: Leggere e scrivere fantascienza, che ha cadenza mensile, è già al quarto appuntamento e unisce il tesoro delle tecniche di scrittura con i meravigliosi viaggi della fantascienza. È pensato per servire a tutti, a chi legge, a chi scrive, a chi ama la fantascienza e anche a chi la odia. Puoi leggere qui la presentazione e le prime uscite.

Per Delos Digital sono ora curatrice, insieme alla mia socia Elena Di Fazio, della collana di fantascienza sociale “Futuro Presente”. Abbiamo pubblicato già quattro racconti, splendidi, brillanti, inquietanti, intelligenti. E altri titoli stellari li abbiamo già in preparazione.

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per la Rivista Inchiostro, storica pubblicazione dedicata ad autrici e autori esordienti, ho scritto una prima recensione alla quale ne seguiranno altre (evviva!). Ho parlato di “Il bosco di Aus” di Chiara Palazzolo, un romanzo con grandi premesse ma con esiti deludenti.

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In questi giorni di autunno, dedicati a un bilancio intermedio del mio percorso di quest’anno (e qualcosa in più), mi accorgo che ho scritto tanto e con soddisfazione: è bello essere cercata, è bello che persone competenti che ammiro mi chiedano di scrivere per loro, è bello pubblicare e in questo modo conoscere sempre nuovi editori, colleghi e colleghe, lettrici e lettori.

Fino a pochi anni fa, il pensare a una situazione come questa mi avrebbe fatto girare la testa. E ora eccomi qui! Uno dei miei sogni è già realtà, e non ho superpoteri, tranne forse uno: la supertenacia, quella ferrea disposizione d’animo che mi ha tenuta incollata ai miei obiettivi con le unghie e con i denti. Oltre le delusioni, oltre le attese, oltre le incredibili fatiche (due bambine piccole non sono uno scherzo!), oltre momenti in cui qualcosa in me sussurrava: ma chi te lo fa fare?

Cucù! E per un sogno che si realizza ce ne sono altri che si… calendarizzano :-)

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Sono lungi dal fermarmi e per concludere vorrei condividere con te che leggi qualche novità prossima ventura che magari può vederti coinvolt*!

La mia agenzia di servizi letterari Studio83 continua la sua avventura, e sempre meglio. Con il prezioso riscontro di clienti, autori, autrici ed editori che si rivolgono a noi per i loro scritti, nuovi progetti prendono il via. Studio83 – Servizi Letterari è un marchio in attesa di registrazione, che si è guadagnato la stelletta del R (presto R) accanto al nome. Ed è subito corporation :-)

Il nuovo sito di Studio83 è quasi pronto, e oltre alla grafica e alle sezioni ha nuovi servizi letterari pronti a partire. Sono servizi che già svolgiamo, che sappiamo bene come far funzionare e che abbiamo solo noi: perché li abbiamo inventati noi, costruendoli e potenziandoli in dieci anni di lavoro sul campo. Siamo pronte a proporli a tutti e a farli diventare le nostre offerte di punta, uniche, rodate e originali. Presto il nuovo sito sarà online e capirai perché sono così entusiasta!

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Arrivano anche delle nuove pubblicazioni. Dopo tanto lavoro e alcuni stop imprevisti sto per pubblicare una mia raccolta dei migliori racconti già usciti in altre antologie. Prossima una pubblicazione indipendente che darò presto alle e-stampe. Oltre a un altro mio titolo, per cui ho già firmato il contratto con l’editore, che verrà ripubblicato e valorizzato: Lezioni Sul Domani!

Per finire… ci vediamo? Si avvicina una stagione di incontri e di eventi dal vivo che sto disegnando in questi giorni. Ebbene sì, gli eventi sono uno dei nuovi servizi proposti da Studio83, e un’attività che mi piace tantissimo, e che presto metterò in campo. Ci sono già due appuntamenti che arrivano subitosubito, a ottobre, ci sono io e c’è Elena Di Fazio, e mi piacerebbe incontrare anche te, se vorrai.

 

Nella splendida cornice del MuFant, il Museo della Fantascienza di Torino, venerdì 7 ottobre si terrà il convegno “Donne Oltre”: Elena e io interverremo per parlare di Oltre Venere, del nostro essere femmine fantascientiste (entrambi motivi di vanto!) e per condividere parole nostre e non solo.

 “Oltre Venere”, in “Donne oltre”
Venerdì 7 ottobre 2016 – Ore 17,30
MuFant – Museo della Fantascienza di Torino – via Reiss Romolis 49bis, Torino
Ingresso: € 7,00

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Nella fantastica convention Stranimondi, alla sua seconda edizione dopo il successo dell’anno scorso, Elena e io presentiamo Futuro Presente: parleremo dei racconti insieme al pubblico, con l’aiuto dell’editore Silvio Sosio e il contributo degli autori. Effetti speciali e sorprese non mancheranno, abbiamo solo mezz’ora ma la faremo fruttare!

“Futuro Presente”, in Stranimondi
Domenica 16 ottobre 2016 – Ore 16,30
UESM Casa dei Giochi di Milano – via Sant’Uguzzone 8, Milano
Ingresso libero

Visto quante belle cose? Spero di incontrarti in una presentazione. Continua a seguirmi, in arrivo sul blog tanti aggiornamenti: recensioni, articoli, consigli per leggere, scrivere e vivere felici! A presto.

Salone del Libro di Torino – il mio resoconto

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Nel corso degli anni sono stata tante volte al Salone del Libro di Torino. Prima come studentessa e lettrice, poi come aspirante qualcosa. Con la neonata Studio83 ho fatto l’intervistatrice militante per una webtv libresca (i video sono qui: Editori in fiera), e in seguito sono tornata con più consapevolezza e con una professione che mi ha permesso di vivere la fiera sotto molteplici punti di vista.

[Nel 2009: Fiera di Torino – the week after
Nel 2008: Un libro in un minuto]

Due esperienze però mi mancavano: vivere la fiera come autrice e andarci come mamma.

Sabato ho fatto entrambe le cose: prendendo il coraggio a due mani, sono andata in Fiera portandomi le mie due figlie (6 anni e 2 anni). E con loro ho preso parte alla presentazione di Oltre Venere, antologia di racconti di fantascienza curata da Gian Filippo Pizzo, edita da La Ponga, nella quale figura il mio racconto “Il Gestionale”.

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È stata un’esperienza faticosa, ma anche unica.

Portarmi appresso due bambine piccole mi ha fatto stare in Fiera con un’attitudine diversa, meno professionale (a parte la presentazione oltrevenerina, non ho fatto nessun altro incontro “a tema”), ma anche più presente e attenta ad altre cose.

Per questa ragione non ho un resoconto obiettivo di “quello che va bene e quello che va male” del Salone: sono stata molto occupata a vivere insieme alle mie figlie una giornata diversa, particolare, avventurosa. E sono tornata un po’ agli inizi, a quando esploravo il Salone da ragazzina. Mi sentivo sopraffatta da tutti quei libri, da tutte quelle pagine, e l’abbondanza delle proposte e degli stimoli mi confondeva e mi esaltava allo stesso tempo.

da tvspenta.it

Ora ho qualche anno e qualche coordinata in più. Così, una volta riuscita a decodificare la cartina, ho portato le ragazze a degli stand scelti da me: in primo luogo quello di Babalibri, una casa editrice di cui ho già parlato e che è una garanzia di qualità e anche di umanità.

Lo stand era pieno, ma l’accoglienza è stata affabile. Le mie figlie si sono gettate sui libri: la più grande ne ha sfogliati almeno dieci, la più piccola ne ha preso uno e se lo è guardato straiata per terra manco fosse in stanza sua… Nonostante questo, siamo state accolte con grandi sorrisi e senza traccia di insofferenza, anzi. E quando alla fine abbiamo scelto due libri e sono passata all’acquisto, la responsabile ha applicato un bello sconto fiera senza dire nulla, così, d’ufficio.

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Cosa purtroppo che non è successa negli stand delle grandi case editrici: sia da Salani, che da Mondadori Electa, più che librai c’erano cassieri, poco consapevoli dei titoli presenti e non nelle condizioni di poter fare altro che battere scontrini.

Cari grandi editori, voi che alla fine siete quelli che guadagnano di più dal Salone di Torino… a che serve una grande fiera? A venderevenderevendere? O magari a incontrare, a comunicare, non solo sui palchi delle presentazioni blasonate, ma anche coi noi comuni, umani lettori?

Io ci vado per tutto, tranne che per comprare.

Io ci vado per tutto, tranne che per comprare. Ecco, l’ho detto.

Un po’ meno supermercato e un po’ più di investimento sulle competenze e sull’incontro, magari?

Ok, ok. Avevo detto più mamma, meno editor inacidita. La smetto.

Per forza di cose non ho visto tutto il Salone, ma ho ricavato qualche altra impressione a spot, a seconda di dove ci portava il cuore, il passeggino o la mia lettura personale e dadacubista della cartina.

Intanto, non solo libri. Abbiamo visto tante cose, tante contaminazioni, molto bello lo spazio in entrata dove una specie di megamuretto di libri faceva da contraltare a un’installazione fatta di luci contro un grande specchio

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In questo padiglione, anche molti spazi per sedersi, per parlare, per leggere (anche se con tutte quelle lucette… facciamo per sedersi). Cosa questa assente nel resto del Salone.

Dappertutto, ho visto grandi e soprattutto piccoli seduti per terra, appoggiati a un muro o ammassati negli angoli. Che magari provavano a sfogliare un libro appena acquistato, o semplicemente si riposavano.

Quindi un altro appello: i muri e le pareti sono tanti e ampi… appoggiarci qualche panca no? Sarebbe bello, le prossime volte, trovare non solo libri in mostra, ma anche lettori in azione. (E anche, torniamo a quanto già detto: riposarsi le gambe, posare i pacchetti e sistemare il libri comprati, bere acqua, allattare, conversare, posare una stampella, guardarsi in faccia…)

Quella del Salone, comunque, è una bella esperienza da fare con i bambini e con i figli: è un’avventura che può impressionarli e colpirli, è un incontro con un mondo vitale, vario, colorato, dove si fanno tanti incontri inaspettati.

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E sicuramente sono giunta inaspettata anch’io, alla presentazione di Oltre Venere, arrivando con le mie due accompagnatrici!

L’indie corner ha retto bene il colpo. Nonostante casa di editori di genere che esponevano libri neri e sanguinolenti (la nostra cyberEva era la copertina più rassicurante), l’accoglienza è stata positiva e gentile quanto quella dei puccieditori per bambini.

NeroPress Edizioni  ci ha regalato delle spillette e ci ha proposto libri per ragazzi: abbiamo preso “Illustri Vampiri” per la gioia della mia grande, e dell’autore che ce lo ha efficacemente raccontato e ben proposto.

E La Ponga Edizioni ci ha portate dentro, nell’antro, nel sancta sanctorum dell’indie corner: una salettina ricavata dallo spazio dentro lo stand, ambiente a dire il vero un bel po’ piccolo, dove però la presentazione di Oltre Venere è stata gradevole e interessante.

Il curatore e le due autrici hanno parlato della nascita delle idee dell’antologia e dei rispettivi racconti e anche di fantascienza e di fantascienza delle donne.
“Oltre Venere” è nata per accogliere racconti di donne ma non necessariamente “al femminile”: non rivolti solo a donne e non che parlino obbligatoriamente di temi femminili o di genere. Questo per dare un’idea, a chi vorrà leggerla, di una fantascienza delle donne che sa essere classica e “generale”, che sa andare oltre i temi strettamente femminili: a mio avviso questi temi non sono un male, anzi li vedo come un arricchimento, ma è comunque vero che a volte si pensa alla scrittura femminile solo in relazione a essi e non come una scrittura buona e valida anche quando si parla di altro… ad esempio di software malvagi e autoricambi, come nel caso del mio racconto. :-)

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Gian Filippo Pizzo, Serena Maria Barbacetto, Cristiana Astori

Le cose dette alla presentazione mi hanno dato molti spunti di cui parlerò presto, in un post a parte, dove parlerò proprio di “femminile” per fare qualche mio commento nell’ambito di un confronto molto interessante.

Per il momento vi lascio con questa ultima foto e con la conclusione positiva della nostra avventura in un mare di libri! :-)

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E vai col trip! Grazie per la splendida giornata, bambine! :-)

 

Una notte a Radio Popolare – fantascienza, ecologia e scrittura

Nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 aprile, ho partecipato alla diretta di “Notturno” di Radio Popolare. È stata un’esperienza che all’inizio mi ha spaventata un po’, ma che si è rivelata bella e stimolante.

Ne parlo oggi sul blog di Studio83: nel post “Una notte a Radio Popolare” ho riassunto le circostanze che mi hanno portata lì e i passaggi salienti di una serata che ci ha regalato davvero tante belle cose.

Il motivo per cui eravamo lì non era proprio un pretesto da niente: parlare di fantascienza e di ecologia in vista del referendum sulle trivelle.
Il referendum non ha raggiunto il quorum, cosa che mi rende molto triste.
L’astensione è un diritto ed è giusto esercitarlo. Quando però le alte cariche delle istituzioni sfruttano l’astensione (e una serie di altri strumenti… come il non accorpamento e la demagogia…) e vincono non ha vinto un diritto, ma il suo non esercizio.
Vabbè. Torniamo a noi.

Un racconto, un insegnamento

Sono andata in radio grazie al mio piccolo racconto “Frammento n.83”. Tre pagine che mi hanno catapultata per la seconda volta in un contesto nuovo, fuori dalla mia zona di comfort, come è successo un anno fa nel corso della mia giornata alla scuola media.

Questo può insegnarci che non sappiamo mai cosa arriverà da una pubblicazione, da un concorso, dall’invio del racconto. Quindi proviamoci! Facciamolo! Partecipiamo ai concorsi letterari, mandiamo in giro le nostre cose e teniamoci pronti e aperti.

[leggi anche: come scegliere i migliori concorsi letterari e partecipare nel modo giusto]

Il Trofeo RiLL, tra parentesi, è aperto ancora per qualche giorno e se hai qualcosa nel cassetto fai in tempo a mandarlo a un concorso letterario serio, longevo, importante e che si occupa dei propri autori anche al di là della singola pubblicazione. Quello che sto raccontando ne è la dimostrazione.

Trasformare l’ansia in “come fare a…”

La prospettiva di parlare in diretta radiofonica mi ha un po’ spaventata. A parte dubbi sulla mia voce particolare e sulla mia marcata cadenza romana, la performance in diretta mi pareva un terreno delicato. E se sbaglio qualcosa? E se non so rispondere? E se non conosco qualche titolo fantaecologico?

Punti a mio favore, al di là delle ansie momentanee:

  • ho pubblicato una decina di racconti di fantascienza
  • ho scritto un romanzo di fantascienza
  • ho aperto e aggiorno un blog di fantascienza

Ciò nonostante non mi considero una grande esperta di fantascienza in senso stretto.

Punti a mio sfavore che alimentavano le ansie:

  • Non ho letto molti dei capisaldi del genere.
  • Non sono aggiornatissima sulle novità,
  • né ferratissima sulla storia letteraria.
  • La leggoscrivo e mi piace. Ecco tutto. Gulp.

Comunque sia, non mi sono persa d’animo. Sono la prima che, quando seguo un autore, lo incoraggio a gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Quindi ho preso le mie ansie e le ho trasformate in domande: come fare a…?

Mi sento disinformata? Come faccio a diventare informata?
Mi sento poco forte sui titoli? In cosa invece sono forte?
Vado lì per parlare del mio racconto, ad esempio: perché non approfondire le sue tematiche?

Ho trascorso un paio d’ore a navigare in rete, ho notato cose, ho trovato legami e corrispondenze. Mi sono scritta tutto su un bel paio di paginoni di schemi tipo quelli degli esami universitari e a mezzanotte di venerdì ho varcato le porte di Radio Popolare!

gulp!

gulp!

Renato Scuffietti alla conduzione, Daniele Barbieri in collegamento telefonico e la Vostra in studio. Mano mano che passavano i minuti, la mia tensione diminuiva. Alla fine è sparita ed è rimasta solo la felicità di trovarmi lì e allora, a parlare di temi importanti e di cose che mi piacciono.

Merito è stato soprattutto di Renato, uno speaker esperto capace di fare contemporaneamente anche la regia, di tirare le fila dei vari discorsi, di mandare bellissima musica a tema, di passare da una fase della trasmissione a quella successiva e di condurci in modo sicuro e tranquillo nel mare di parole e di riferimenti dove abbiamo sguazzato per più di due ore.

Parentesi: occhio ai fuori onda!

Mi ha anche rivelato un segreto da professionista: mentre era su una canzone volevo dirgli una cosa a tema fantaecologico, ma lui mi ha bloccata subito:

Non dirmi niente! Non dire mai niente durante i fuori onda… perché poi te lo dimenticherai, ci passerai sopra, come se lo avessi già detto in diretta!

Frammento n.83: ecologia, colonialismo e popoli nativi

Siamo poi passati al mio racconto, “Frammento n.83”.

Il racconto è parte di un “libro immaginario”: un saggio sulla poesia aliena, nel quale si analizza un frammento poetico misterioso, di un popolo altrettanto misterioso.

Se vuoi approfondire, ecco il racconto riadattato, letto e interpretato dalla bravissima Lorella Sala, attrice della compagnia teatrale dei Senza Rete e lettrice in proprio. Lorella non si è limitata a leggere il testo: lo ha riadattato per trasferirlo da carta a voce e lo ha reso per questo davvero efficace.
L’immagine è un bozzetto di serigrafia, realizzata da un’artista d’eccezione: Francesca Abbate, mia sorella :-)

Nel racconto ci sono le trivelle e c’è una popolazione indigena. Ci sono anche tanti messaggi, uno dei quali forse meno immediato ma importante: in tutto il mondo, difendere le popolazioni indigene e native è il modo migliore per difendere l’ambiente.

Le tribù stanziate nelle foreste profonde o nelle lande selvagge del nostro pianeta sono la nostra memoria storica e sono custodi di una conoscenza dell’ambiente circostante che non possiamo permetterci di perdere.

da survival.it

Inoltre, come ho detto anche in trasmissione, dove si deturpa l’ambiente, dove si uccidono piante e animali in modo indiscriminato… è molto facile che si passi poi a distruggere le persone.

Per dimostrarlo non dobbiamo andare tanto lontano, nelle foreste, su altri pianeti: basta andare a Taranto e nella Terra dei Fuochi, dove la strage ambientale corrisponde a una strage di persone che si ammalano incurabilmente. Basta indagare sugli omicidi di giornalisti e di testimoni di giustizia legati a processi e scandali legati a reati ambientali.

In tutto il mondo gli omicidi di attivisti per la difesa delle popolazioni indigene e per la difesa dell’ambiente rivelano sinistre analogie, a partire dai mandanti più o meno occulti, più o meno indagati.

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Il legame tra ambiente e popolazioni indigene purtroppo non è considerato e non è sempre difeso. Ecco un esempio davvero triste di due realtà che dovrebbero collaborare, mentre oggi una opprime pesantemente l’altra: il WWF contro i Pigmei Baka del Camerun.Scopri di più e fai qualcosa!

E non ci sono, purtroppo, solo le trivelle. In trasmissione ho citato anche questo prossimo scandalo della cementificazione, una diga che spazzerà via un ecosistema e dunque la tribù che vive in armonia con esso. Leggi qui: la Impregilo, megaditta italiana, costruirà una diga che spazzerà via le terre e le tribù dei popoli della Valle dell’Omo. Aiutiamo a evitarlo!

La fonte di queste informazioni è l’associazione survival.it: l’unica al mondo a occuparsi e difendere le popolazioni indigene dagli abusi di governi, multinazionali, bracconieri e oppressori vari.
Come ho già detto, non serve cambiare pianeta: qui, sulla Terra, ci sono tanti mondi che non  conosciamo, tante lingue che non comprendiamo. Tante popolazioni diverse da noi, ma che hanno lo stesso diritto di esistere, di essere rispettate e di non essere schiacciate da un pensiero unico (il progresso! L’industrializzazione! La civiltà!) che spazza tutto, e che negli ultimi due secoli ha già fatto abbastanza morti.

Per sostenere le popolazioni indigene di tutto il mondo e un’idea diversa di progresso condiviso: survival.it

Che fare?

Che fare allora, insieme, ognuno di noi, qui e ora?

Tornando al referendum e alle elezioni tutte, andare a votare è un gesto significativo e ancora efficace.

E interrogarsi, ciascuno nel suo ruolo, su come agire qui e ora, è sicuramente un passo in più.
Come consigliava infatti Theodore Roosvelt:

Fai quello che puoi con quello che hai, nel posto in cui sei.

Ecco un bignamino del qui e ora:

Trofeo RiLL se hai un racconto fantastico nel cassetto.

Radio Popolare se vuoi scoprire nuovi mondi e approfondire tei importanti del vivere civile (e sentire buona musica!)

Lorella Sala se vuoi anche tu una lettura interpretata per un tuo racconto.

Lezioni Sul Domani: dodo’s in the air tonight! per ascoltare tutti gli interventi della trasmissione.

Nuova playlist: Ecologia e fantascienza a Radio Popolare sul canale Youtube di Studio83 per ascoltare tutti gli interventi

Survival.it per sapere qualcosa in più su come difendere i popoli indigeni e nativi di tutto il mondo.

Grazie per aver letto fino a qui… e per quello che farai!

...e abbiamo fatto le tre e mezza! Notte!

…e abbiamo fatto le tre e mezza! Notte!

Come pubblicare superando i fallimenti

L’uscita del mio romanzo, pubblicato dopo anni di ricerca e quindi di rifiuti, è stata l’occasione utile per rivedere il suo percorso e trarne alcune conclusioni utili.

Nelle scorse settimane ho quindi dedicato una serie di post all’argomento: fallimenti e rifiuti editoriali, con il titolo: “Vuoi pubblicare? Devi fallire!”

Quello che ho cercato di spiegare è che i fallimenti servono, e tutti noi autori dobbiamo necessariamente passare per la fase del rifiuto. Solo così possiamo crescere e realizzare un successo vero e soddisfacente.

Una volta c’era questa cosa che mandavi un romanzo, te lo rifiutavano, cercavi di migliorare, te lo rifiutavano ancora, miglioravi ancora e alla fine arrivavi alla pubblicazione perché avevi imparato davvero a scrivere.
Oggi lo mandi, te lo rifiutano e tu te lo autopubblichi su Amazon.
Silvio Sosio, editore Delos

Nel corso del mio lavoro di editor ho letto tanti manoscritti e ho vissuto insieme agli autori moltissimi rifiuti e respingimenti da parte degli editori. E non dico che non sia brutto da vivere, lì per lì.

Una cosa ancora peggiore, però, è quando il romanzo viene accettato. E pubblicato. Quando non è ancora pronto!

E così il tuo libro viene letteralmente bruciato: grazie alla tua fretta. E al contributo operativo di editori a pagamento che si accattano tutto; o di piccoli stampatori poco selettivi; o di professionisti che ti pubblicano in nome della vecchia amicizia o della parentela o della simpatia o della raccomandazione…

E così pubblichi un romanzo immaturo. In futuro arrossirai a rileggerlo e vedrai belli evidenti gli errori che anche i lettori notano, a tutto svantaggio del tuo nome.

Secondo te, quando pubblicherai il secondo romanzo, quei lettori lo ricompreranno?
Secondo te Amazon si dimentica delle recensioni negative?
Secondo te, qualcuno accetterà di ripubblicare il tuo romanzo riveduto e corretto e migliorato?

La risposta è sempre no. E questo, credimi, è il fallimento più duro di tutti.

Impariamo dagli ostacoli che incontriamo: così il successo sarà un vero successo, quando ci arriveremo!

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lampDurante il tuo percorso, riceverai pareri negativi, bocciature e vere e proprie bastonate: leggendo il primo post della serie, impara a prendere il meglio da ogni stroncatura con alcuni metodi utili per ripartire subito, e trasforma ogni no in un pieno di carburante!

lampI concorsi letterari sono importanti. Anche qui, non andare a caso! Scegli i premi letterari più seri e soprattutto i più adatti al tuo manoscritto, in modo da prendere il meglio dall’esperienza anche nel caso in cui non vinci. Questo nel mio secondo post della serie, dedicato appunto ai premi e concorsi letterari più utili!

lampLeggere e scrivere sono attività solitarie, ma non sono le uniche necessarie se vuoi pubblicare! Muoviti, frequenta le fiere, mettiti in gioco personalmente e cerca il confronto diretto nel modo più giusto. Segui i consigli del mio terzo post della serie, dedicato appunto a come comunicare e imparare dalla conversazione diretta, e dove cercare occasioni di incontro proficuo.

lampL’ultimo post, il quarto, conclude la serie e contiene degli ultimi consigli per affrontare bene le delusioni, per non crearsene di nuove e per ragionare sul percorso e sugli obiettivi. Conosci il contesto nel quale ti muovo? Sei in grado di prefigurarti la tua meta? Hai mai pensato a stilare un bilancio delle tue tappe intermedie? Quanto ci credi?

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La lucidità è un elemento imprescindibile di ogni lungo percorso.
Per questo ho scritto i post: per darti l’opportunità di ragionare in modo distaccato e presente, senza che le emozioni legate all’insuccesso (che pure sono lecite e importanti da vivere appieno) condizionino negativamente i tuoi obiettivi e la tua vita.

I fallimenti sono segnali che devi cambiare i tuoi atti, quello che fai, come ti comporti. Ma non devono intaccare il tuo senso di identità, sminuire quello che sei e come ti senti.
Il tuo valore rimane tale, non sei una persona “peggiore” perché becchi tanti no!

Auguri, quindi, di buona strada. E in bocca al lupo per il tuo manoscritto! :-)

 

Vuoi pubblicare? Devi fallire! – Conclusioni

La scorsa settimana è uscito il mio romanzo: yeppa!

Dopo soli quindici anni di tentativi… vittoria!
(Se poi contiamo gli anni in cui l’ho tenuto al caldo nel cassetto, ora è maggiorenne…)

In questi anni, s’intende, ho fatto anche altro. Ad esempio, ho lavorato con tantissimi autori esordienti, che a loro volta cercavano una strada per il loro romanzo.

Di tentativi, successi e fallimenti ne ho visti e vissuti un bel po’ :-)

Mi concentro proprio sui fallimenti, per tirare fuori quanti più consigli utili, per me e per te che mi segui.

Ti ho parlato di quanto sono importanti i rifiuti e le delusioni vissute nel modo giusto; dell’importanza cruciale di scegliere i giusti concorsi letterari per iniziare a emergere; e di quanto è vitale il confronto diretto, per avere dritte, insegnamenti e illuminazioni inaspettate… purché tu ti ponga bene, e non come il “solito” autore alla ricerca di qualcuno a cui raccontare di cosa parla il proprio romanzo sperimentale (come ero anche io, diversi anni fa, quando mi trovai di fronte una reclutatrice Adelphi).

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

Oggi voglio darti qualche consiglio utile a insistere, senza scoraggiarti mai e senza ripetere gli stessi errori, ma anzi imparando grazie alle batoste.

Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi.
Albert Einstein

1. Traccia una rotta

Il successo non dipende interamente da te. Il piano di azione sì.

da 3.bp.blogspot.com

Non basta avere un obiettivo, devi prefigurarlo: descrivilo, rendilo particolareggiato e visibile. La meta deve essere un’immagine chiara, precisa. Non basta dire: “voglio che il mio romanzo venga pubblicato!”

Con quale editore? Come vorresti che fosse proposto? Su quali aspetti vuoi puntare?

Una piccola confessione: Neson non è stato sempre e solo scartato.

Nel corso degli anni, ho avuto diverse possibilità di pubblicare il mio romanzo. Tramite amici direttori editoriali, editori, conoscenze che mi hanno indirizzato verso etichette editoriali di tutto rispetto, ma che non corrispondevano all’idea che mi ero fatta del mio testo.

Ha senso proporre un romanzo di fantascienza ucronica con un editore di varia? Ha senso proporre avventure corsare con una casa editrice locale specializzata in tutt’altro argomento?

Non dimenticare che un romanzo non deve essere pubblicato: deve essere anche letto. E per questo deve essere proposto al suo pubblico di riferimento, a chi può capirlo, apprezzarlo di più, magari anche stroncarlo.
…Ma non perché “nel Milleseicento i binocoli non esistevano!”, come mi ha rimproverato un lettore completamente all’oscuro dei meccanismi dell’ucronia!

Dipende da te, più di quanto tu creda. Solo tu puoi disegnare la tua rotta. Con cognizione di causa.

Le persone non falliscono perché mirano troppo in alto e sbagliano, ma perché mirano troppo in basso e fanno centro.
Les Brown

2. Controlla il percorso

Ricorda, quando i tuoi piani falliscono, che la sconfitta temporanea non è un fallimento permanente. Significa soltanto che i tuoi piani non erano validi. Crea altri progetti. Ricomincia tutto da capo.
Napoleon Hill

E fallo un tagliando ogni tanto! da ediricambiauto.blogspot.com

In un percorso lungo, guarda avanti e indietro allo stesso modo. Ho dedicato un lungo post a questo argomento: come fare un bilancio e come monitorare le tappe intermedie. Leggilo! :-)

Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.
Samuel Beckett

3. Credici

Perché mai ho insistito per quasi vent’anni con un romanzo eterno perdente?

da boorp.com

Perché ci credo, e nonostante i rallentamenti, i dubbi, le burrasche, ho mantenuto saldo il timone e continuato a navigare anche quando non vedevo terra in vista.

Il nostro compito nel mondo non è di avere successo, ma di continuare a fallire con spirito allegro.
Robert Louis Stevenson

Ci sono stati anche lunghi periodi di secca nei quali ho fatto e pensato ad altro. La vita va avanti.
Ma tieni sempre presente quello in cui credi e distingui bene:

  • gli incidenti di percorso (mi hanno rifiutato)
    i sentimenti negativi che ne conseguono (basta, il mondo non mi capisce, mollo!)
    gli atti necessari per andare avanti nonostante tutto (mi lamento e vivo pienamente il dolore, so che passerà, e intanto cerco un altro editore)

Essere consapevole dei propri progressi e lavorare sulle emozioni correlate agli accadimenti esterni : un mix davvero efficace per fare tesoro dei fallimenti.

Conosci il contesto

Se poi parliamo del contesto editoriale, i fallimenti ci sono sempre. Anzi, devono esserci: sono connaturati alla dialettica editoriale della scrittura-revisione-selezione-pubblicazione.

Il suo romanzo è stato bocciato settantotto volte. Poi ha vinto il Man Booker Prize 2015. Dal Telegraph.co.uk

Una volta c’era questa cosa che mandavi un romanzo, te lo rifiutavano, cercavi di migliorare, te lo rifiutavano ancora, miglioravi ancora e alla fine arrivavi alla pubblicazione perché avevi imparato davvero a scrivere.
Oggi lo mandi, te lo rifiutano e tu te lo autopubblichi su Amazon.
Silvio Sosio, editore Delos

Nonostante sia una sostenitrice della pubblicazione indipendente, non l’avrei scelta per questo romanzo, perché sentivo il bisogno di una casa più grande, di qualcuno che prendesse in consegna il mio progetto personale e lo portasse in mare con una nuova bandiera.

È finita così, infatti: Silvio Sosio mi ha contattata proponendomi la pubblicazione in Delos Digital: la migliore bandiera che potessi augurarmi per “Nelson”.

Come è successo? Come ti ha trovata?
Te l’ho detto: ho perso a un concorso letterario.

L’Odissea dell’anno scorso. Sono arrivata di nuovo in finale, di nuovo ho fatto un sospiro, di nuovo ho letto la splendida scheda di lettura piena di note preziose e mi sono rimessa a lavorare incoraggiata. Nel frattempo, da Delos hanno messo da parte il testo e alla fine mi hanno ricontattata.

E vissero per sempre felici e contenti?

Felice e contenta lo sono di sicuro. E non mi sono stancata di navigare: aspetto le recensioni e i pareri dei lettori, mi attrezzo per nuove burrasche e lucido le stive per accogliervi tutto ciò che di buono verrà. Mi servirà, nella mia lunga navigazione, perché ho ancora tanti viaggi da fare.

Chi non ha mai fallito in qualcosa non può essere grande.
Herman Melville

…te l’ho già detto che “Nelson” è anche un romanzo di mare? Yo-ho!

…se la fantascienza non ti piace e il mare non ti interessa… c’è anche il romance! :-)