Ubik, Valico, La città dei libri: ci vediamo a Roma

Ci stiamo preparando per un fine settimana coi fiocchi!

Dopo tanto lavoro dietro le quinte, dopo la stesura di un’agenda bella densa (che probabilmente dovrò rimpinguare ancora…) siamo ormai ai blocchi di partenza: domani parto per Roma, dove troverò le mie colleghe e un sacco di scatoloni pieni di libri!

Vado con ordine.

Ci vediamo da UBIK!

Venerdì 21 febbraio alle 18:00 sarò alla Libreria Ubik Tiburtina di Roma, insieme alla saggista Elisabetta Di Minico, alla scrittrice Liliana Marchesi e allo scrittore Delos Veronesi.

Parleremo di distopia e delle sue tante sfumature, in una tavola rotonda concentrata sulle storie, sul futuro e su come affrontare criticamente (e narrativamente) le sfide che ci aspettano.
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Utopia e distopie

Con Liliana Marchesi ed Elisabetta Di Minico animeremo un panel anche sabato 22 febbraio, alle 18:00, al Festival del libro fantastico Valico, che si terrà alla Città dell’Altra Economia in largo Dino Frisullo a Roma (quartiere Testaccio).

La chiacchierata verterà su un argomento oggi molto discusso e cercato: “Utopia e distopie”.
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La città dei libri

Sarò al Valico Festival anche in un’altra veste: per tutti e due i giorni della manifestazione, sabato 22 febbraio e domenica 23 febbraio, farò la libraia! Sarò insieme a Nicoletta Frasca, e con l’aiuto di Librerie di Roma (sponsor del festival) e della Libreria Caffè Tomo proporremo al pubblico un assortimento di libri fantastici e di fantascienza per tutti i gusti!

Li abbiamo scelti noi, con un criterio di ampiezza e varietà.

Ci sono quindi best-sellers, classici del fantastico e saghe YA molto amate, ci sono romanzi meno conosciuti e di generi più ricercati, ci sono chicche che abbiamo scovato apposta.
Ci sono gli Oscar Fantastica di Mondadori, i classiconi fantascientifici Fanucci, i “festeggiati” Bradbury e Asimov (quest’anno è il centenario della nascita di entrambi!).
E ci sono editori indipendenti come Zona42, Delos Digital, Edizioni Atlantide, Edizioni di Comunità.
E poi romanzi “strani” e bellissimi che abbiamo scovato nei cataloghi Guanda, Einaudi, Feltrinelli.
E poi storie bizzarre e collaterali di Safarà Edizioni, Nottetempo, PianoB, 66thand2nd.

Scrittrici e scrittori fantastici di ogni tipo!
La fantascienza di Ann Leckie, N.K. Jemisin, Nnedi Okorafor, Ian McDonald, Margaret Atwood, Ursula K. Le Guin, Philip K. Dick, China Mieville, Dan Simmons, Naomi Alderman, i fratelli Strugckij, Aleksandr Bogdanov.
Il fantastico di Neil Gaiman, Clive Barker, Andrzej Sapkowski, Christelle Dabos.
l weird di Alasdair Gray, Barbara Comys, James VanDerMeer. L’horror di Lovercraft, di Shirley Jackson, di Thomas Ligotti.
Oltre a titoli da ogni parte del mondo (Cina, India, Ex URSS, Africa, Giappone) c’è un’ampia scelta di autori e autrici italiane: Nicoletta Vallorani, Michele Mari, Vanni Santoni, Dario Tonani, Bruno Arpaia, Lucilla Sergiacomo, Marco Vichi, Eleonora Federici, Valerio Evangelisti, Franco Ricciardiello, Silvia Costantino, Leonardo Patrignani (che sarà con noi domenica, per un firmacopie).
Un’attenzione particolare alla scrittura delle donne: oltre alle autrici già citate, abbiamo incluso libri fantastici di Mary Shelley, Angela Carter, Doris Lessing, Lydia Yuknavitch, Tiziana Triana, Samantha Shannon, P.D. James e altre!
E infine tanti manuali e saggi interessanti di ottima qualità, tra i quali le guide Odoya.

Per raccontarti questa avventura da libraie, abbiamo aperto una pagina: La città dei libri.

Lì, posteremo gli scatti delle copertine, del lavoro di allestimento e della due giorni di festival.

Abbiamo intitolato questa cosa “libreria itinerante”, perché se va bene, chissà, potremmo ripeterla in altre manifestazioni. Ma questa è (spero!) un’altra storia.

Ti aspetto a Roma: alla Libreria Ubik Tiburtina e al Valico Festival al Testaccio, per fantastici giorni di fantastico 🙂

Continua a seguirmi qui sul blog, con il feed oppure sulla pagina facebook Giulia Abbate – L’arte di scrivere felici.
E passa per La città dei libri: le porte sono sempre aperte, l’unico passaporto richiesto è la curiosità per la lettura.
Grazie!

Libri fantastici e dove trovarli – Eventi e presentazioni a febbraio-marzo 2020

Dopo un autunno intenso fatto di tavole rotonde, fiere e incontri letterari, e dopo un paio di mesi di riposo e soprattutto di organizzazione… sono pronta a ripartire!

A febbraio e marzo 2020 sarò presente ad alcuni eventi a tema fantastico e fantascienza, per parlare insieme di storie fantastiche, di dove trovarle e anche di come usarle!

Si tratta di un tema che mi sta molto a cuore e che non è solo una base importante della mia professione, ma anche una vera passione. La novità sta nel fatto che alcuni di questi incontri mi vedranno coinvolta in una veste piuttosto inedita.



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Pubblicare racconti di viaggio: Delos Passport cerca nuove storie

Come pubblicare un racconto? A chi mandarlo? Come trovo un editore per il mio testo? Ho scritto un racconto, che ci faccio?

Sono queste le domande che mi vengono spesso rivolte, non solo dalle “mie” scrittrici e scrittori, ma anche da persone con cui parlo, o che mi scrivono via messaggio.

Di certo non è facile districarsi tra l’attuale selva di concorsi, call, proposte, iniziative di scrittura. Per questo mi fa piacere segnalare oggi una realtà seria che può costituire una tappa vera e significativa nel percorso di un autore o di un’autrice.



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“Manuale di scrittura di fantascienza” – Introduzione

Sul blog La Bottega del Barbieri è uscita l’introduzione al “Manuale di scrittura di fantascienza”, scritto da Franco Ricciardiello e dalla sottoscritta.

Abbiamo presentato il Manuale anche a Book City, nel novembre 2019

Nel’introduzione, pubblicata sul blog di Daniele Barbieri, abbiamo dato subito la nostra definizione di cosa è la fantascienza, insieme al perché scriverla: in questo modo abbiamo inteso dare una cornice teorica, inclusiva e allo stesso tempo definita nelle sue coordinate di base, entro la quale impostare poi il resto del manuale.



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Presentazione di “La cospirazione dell’inquisitore” – Qualche immagine

Sabato 18 gennaio abbiamo presentato il mio romanzo storico “La cospirazione dell’inquisitore” presso la Mondadori Bookstore di Vercelli.

Si è trattato della prima presentazione di questo romanzo: la prima volta che ne ho parlato in pubblico, ripercorrendone la trama, le ambientazioni, e la strada che mi ha portata a pubblicare questa storia che per me significa molto.



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“La cospirazione dell’inquisitore”: prima presentazione!

Si tratta della prima presentazione del romanzo 🙂

Come saprai se mi segui o se hai letto il mio bilancino del 2019, partecipo spesso a presentazioni anche come relatrice.
Eppure, per organizzare questa c’è voluta l’insistenza del mio amico (nonché socio di scrittura) Franco Ricciardiello, che insieme alla libraia Valentina Marcoli mi ha invitata a questa prima uscita pubblica 🙂

Con Valentina Marcoli e Franco Ricciardiello ci sarà anche Alice Uli Protto, musicista, artista e attivista, che leggerà qualche brano tratto dal libro.

Proprio in questi giorni, un altro amico libresco mi ha fatto un grande regalo: ha letto il mio romanzo, superando la sua diffidenza per un genere che solitamente non lo avvince particolarmente, e ha scritto una recensione che mi ha poi inviato.
Giuseppe Cuminatto è un conoscitore della materia, dato che è marito, manager e primo fan della scrittrice di romanzi storici Elide Ceragioli. I due conoscono molto bene il Medioevo ed è grazie a loro se il mio romanzo ha potuto girare l’Italia, partecipando a eventi come il Festival del Medioevo, il Modena BUK Festival e la rassegna “Libri al centro” di Castelfranco Emilia, e finire tra le mani di nuovi lettori e lettrici.
Grazie!

Giuseppe Cuminatto e Elide Ceragioli a Castelfranco Emilia

Normalmente i libri li scelgo o mi vengono proposti per una recensione, ma in questo caso non è detto che vada oltre le prime pagine.
“La cospirazione dell’inquisitore” non l’ho scelto né mi è stato proposto: mi è capitato in mano; non sto a raccontare qui come. Non so se incontrandolo lo avrei scelto. Il titolo è sicuramente stimolante per un amante del romanzo storico. La copertina ha un suo fascino, anche se non sprigiona un’attrattiva immediata, ma ha bisogno di uno sguardo approfondito e attento per apprezzarne la bellezza e il valore, ma la scritta che definisce il volume un “romance storico” per me è fuorviante.

Continua a leggere la recensione di Giuseppe Cuminatto

Presentazione di “La cospirazione dell’inquisitore” di Giulia Abbate, Leggereditore
Sabato 18 gennaio 2020, ore 18:00
Mondadori Bookstore, va Cavour 4, Vercelli
Con Valentina Marcoli, Franco Ricciardiello, Alice Uli Protto, Giulia Abbate

Qui l’evento facebook
qui
la notizia dalle pagine Mondadori

Ti aspetto!

La polemica contro le book blogger, ovvero: Carolina e i vecchioni

Qualche giorno fa, una testata nazionale ha pubblicato un articolo in cui il giornalista Massimiliano Parente ha attaccato direttamente alcune book blogger: lo ha fatto mettendo alla berlina il loro “essere carine”, con tono sarcastico, argomenti discriminatori e offensivi, e facendone direttamente i nomi e cognomi, anche nel caso in cui le donne usino pseudonimi.

“Susanna e i vecchioni”, di Artemisia Gentileschi, 1610

Non ho intenzione di linkare l’articolo in questione. Non è difficile trovarlo online se fai una ricerca.

Cito giusto qualche chicca:

Questa Capria è una book influencer, una nuova meravigliosa professione del nulla, e parla solo di libri scritti da donne. Immaginatevi il contrario, se un critico, un giornalista, uno scrittore, dichiarasse di parlare solo di libri scritti da uomini.

Donna Moderna (chi altri sennò, mica Alberto Arbasino) spiega:

… e tu senza vedere la foto pensi stia parlando di Céline, di Thomas Bernhard, di me, invece no, è l’ultimo di Elena Ferrante. Che però in effetti per appoggiarci la colazione va benissimo.

Ho pensato: c’è un uomo, magari influenza l’influencer donna e viene fuori qualcosa di diverso.

Morale della favola e consiglio rivolti a tutte le commesse e vetriniste d’Italia: se vi siete stancate del vostro lavoro, andate su Instagram e diventate delle book influencer.

“Susanna e i vecchioni”, 1610, dettaglio

A un certo punto, Parente nomina anche un book blogger maschio (quello che dovrebbe migliorare la donna), e ne femminilizza il nome: dovrebbe essere uno spregio, il classico spregio maschile nei confronti degli uomini che si macchiano di “solidarietà con la nemica”, tanto per capirci. E fa pena come tutto il resto, perché, ricordiamocelo: le offese o supposte tali non qualificano chi le riceve, ma chi le fa.

La cosa divertente dell’articolo è il brivido di Parente quando riporta il numero di follower dei profili: perché, viene da pensare, è questo che lo ha fatto davvero arrabbiare.
Meno divertente è l’impegno nel citare il fatto che molte blogger si occupino per scelta di libri scritti da donne: secondo Parente, è un atteggiamento sessista.

“E se lo facessimo noi uomini?”

Mi riempie di tristezza constatare che le donne sono sempre state escluse dai discorsi degli uomini, è stato loro impedito di pubblicare, di scrivere, sono state tenute fuori dalle scuole, sono state in ogni modo discriminate e tenute fuori dagli ambienti culturali in ogni epoca.
Quelle che in passato hanno cercato di entrare in ambienti “maschili”, cioè colonizzati dagli uomini, sono state ostracizzate, sfruttate, ostacolate, denunciate, incarcerate, stuprate, ammazzate.

Qui il vecchione intima a Susanna di stare zitta

Quindi, egregio signor Arbasino, pardon, buon Parente: voi lo fate già, lo avete sempre fatto, e questo articolo è la prova che alcuni di voi continuano a farlo e soprattutto non vogliono metterlo in discussione.

L’unica cosa più triste di questa è lo sforzo sovrumano di mistificazione della realtà che oggi moltissimi uomini, pure colti e intelligenti, si sentono costretti a fare, per calmierare un po’ l’intima paura, lo smarrimento esistenziale che li coglie alla gola, nel vedere donne fuori dalla cucina, che si esprimono senza chiedere il loro permesso, che parlano di libri molto meglio di loro e che forse, chissà, fanno tutto questo esclusivamente per castrarli!

“Susanna e i vecchioni”, di Artemisia Gentileschi, 1622

Le risposte a questo articolo offensivo della dignità umana (eh, sì: le donne sono esseri umani) sono molte, e le sto leggendo con interesse e sollievo. Purtroppo sono per lo più sui social, luoghi impermanenti per definizione dove tutto si mescola e sparisce nel marasma delle timeline.
(E qui un appello: torniamo anche sui blog, ragazze, perché i social non sono casa nostra e non lasciano traccia di parole né di battaglie!)

Qualche tempo fa abbiamo scritto un articolo anche noi, proprio relativamente al supposto sessismo legato al parlare di donne: Antologie al femminile: è discriminazione?

In esso abbiamo parlato di cos’è il sessismo, di che cosa significa discriminare e di qualche fatto accaduto davvero, tanto per fare qualche esempio.

Se l’antologia è di soli uomini viene considerata la normalità, se è di sole donne viene percepita come una forzatura. I cataloghi e gli scaffali sono pieni di antologie scritte solo da uomini. Perché?

Antologie al femminile: è discriminazione?

L’articolo è stato poi pubblicato in forma aggiornata sulla rivista Robot n.87, nella sezione “polemiche”. Che fosse o no una polemica, nel nostro articolo siamo riuscite a non offendere né perculare aggressivamente nessuno, quindi la cosa è possibile anche per gli esseri superiori che giocano a Call of Duty con Gipi e leggono Pasolini seppure con la nausea.

Abbiamo in serbo anche altre parole: parole belle, aperte, inclusive e ironiche in un modo intelligente e non offensivo, che pubblicheremo presto sul blog di Studio83.

Per il momento, sento necessario esprimere tutta la mia solidarietà alle persone offese da Parente: Carolina Capria, Petunia Ollister, Julie Demar, Veronica di icalzinispaiati, Libriamociblog, e anche le commesse e le vetriniste. (Bravo, Parente! Perché non abbinare al maschilismo anche il caro, vecchio classismo?)

“Susanna e i vecchioni”, di Artemisia Gentileschi, 1649.

Forza, ragazze. So per esperienza che essere infamate online non è piacevole e può rovinare la giornata. In questo caso, il risalto che vi è stato dato indica che il vostro lavoro è importante e che a qualcuno provoca qualche brividino inconsulto.

E ricordate, ricordiamocelo tutte: quello che abbiamo ce lo siamo prese.

Artemisia Gentileschi, “Autoritratto come martire”, 1615
Leggi qui la storia di Artemisia Gentileschi, non la sto citando a caso.

Buon centesimo compleanno, sir Isaac Asimov!

Il 2 gennaio 1920 nasceva Isaac Asimov, uno dei monumenti della fantascienza classica del Novecento.

Non si può negare il suo indiscusso contributo, tanto alla fantascienza, che alla letteratura tutta e allo spettacolo: le sue speculazioni hanno segnato l’immaginazione di tutt*, e i suoi contributi sono ormai talmente mainstream e diffusi da suonare quasi “banali”: questo è un ottimo segno, e significa che le sue “profezie” hanno inciso davvero sulla sua epoca e oltre!



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Quando la scrittura si blocca – Parte II – #scrivifelice #postjolly

Eccoci alla seconda parte del post jolly che ho pensato per approfondire un po’ qualche aspetto della serie estiva #scrivifelice, dedicata a un metodo di scrittura che oltre a farti lavorare in modo serio ti aiuti anche a mantenere alto il morale.

La prima parte del post jolly è qui: Quando la scrittura si blocca – Parte I – #scrivifelice #postjolly e ho parlato del blocco dello scrittore che un po’ tutti conosciamo, quello “endogeno”, ovvero generato da cause interiori. Nel post, ho fatto qualche esempio di “caso classico” seguito da consigli e soluzioni possibili.

Ho poi prefigurato un secondo tipo di blocco.

Il secondo tipo di blocco dello scrittore e della scrittrice è molto meno raccontato, ed è “esogeno”, ovvero causato da motivi esterni e spesso indipendenti dalla nostra volontà: quella cosa che si chiama vita.

Dal post Quando la scrittura si blocca – Parte I

Oggi voglio parlarti proprio di questo.

Capita più spesso di quanto ci augureremmo: smettiamo di scrivere perché in balia di problemi che non ci lasciano tempo né energie.

Questo di fatto è un blocco vero, ben meno gestibile del primo, e di cui si parla meno. Ma è certamente più frustrante, perché arriva anche quando abbiamo idee e voglia, non ha nulla a che vedere con creatività, pianificazione o metodi di lavoro e calpesta ogni altro discorso.

Il fatto che sia legato a cause di forza maggiore è certamente un motivo che porta molt* a reagire con un’alzata di spalle.
Tuttavia, penso che anche in questo caso abbiamo margini di manovra e possiamo lavorare su di noi, e persino sulla nostra scrittura, per ridurre i danni e non mollare il nostro percorso.

Scrivere è fantastico e ha bisogno del giusto tempo e di una ragionevole quantità di energie mentali. Ci sono però dei momenti nella vita in cui questi ingredienti mancano, e noi siamo costretti a stare lontani dalla scrivania, per i motivi più disparati.

Ci sono motivi belli: un lungo viaggio, una nascita, un momento di cambiamento e transizione in cui decidi di sospendere tutto per riprenderlo più in là. Evviva!

Ci sono anche situazioni meno belle: oltre a eventi traumatici, per i quali serve un livello di elaborazione e di energia ancora superiore, ci sono momenti nella vita in cui ci tocca semplicemente tirare la carretta.
Un lavoro troppo impegnativo, una piccola crisi familiare, un figlio/figlia che ha bisogno di più aiuto con i compiti, o un genitore che fa un’operazione, o un trasloco, e così via.

Ecco, questi momenti mettono alla prova una persona più di quanto ci si apetti, e con essa le passioni e la stessa identità.

Tutti noi passiamo e abbiamo passato prove simili, e se ci ritroviamo qui a chiacchierare di scrittura significa che per adesso la nostra passione è stata più forte, e che ce l’abbiamo fatta: abbiamo superato quei momenti senza perdere l’entusiasmo per la parola scritta.

Sappiamo poi che molti autori celebri e di successo hanno continuato a scrivere, o per lo meno a crederci, anche quando non avevano soldi né tempo per farlo serenamente.
Pensaci su: non per sminuirti, ma per prenderli a esempio e a memento, o almeno per dirti che non sarà impossibile nemmeno per te, se vorrai provarci. In fondo, siamo tutti esseri umani, tutti capaci delle stesse grandi cose.
E se ci pensi bene, credere in se stessi è una cosa grandissima, e che non richiede poi chissà quale sacrificio!

Scrivere a tarda notte o sui tovaglioli o sull’autobus o col sangue mentre sei rinchiuso in manicomio, comunque, è qualcosa che può anche non accadere. Non è automatico. E non è nemmeno obbligatorio.

Per quanto mi riguarda, ci sono sere in cui semplicemente mi schianto, con tanti saluti alle buone abitudini di lavoro quotidiane.

Come ho già detto, la vita chiama. E in certi casi devi rispondere con tutta te stessa, senza risparmiare nemmeno un briciolo di energia per altro!

In questi casi, può esserti utile tenere a mente una stringa di tre parole che considero incredibilmente efficaci e preziose: in questo momento.

Non posso scrivere.
In questo momento non posso scrivere.

Non ho la forza per pensare.
In questo momento non ho la forza per pensare.

Non ce la posso fare.
In questo momento non ce la posso fare.

La senti la differenza? Riesci a percepire il gigantesco cambio di respiro che si verifica quando leggi la seconda frase?

Anche la vita è fatta di fasi. E se le passiamo tutte alla scrivania, con le nostre scalette, i nostri dizionari e i nostri splendidi personaggi esotici, forse al nostro lavoro di narratori e narratrici mancherà qualcosa di importante.

Cosa?
L’esperienza.

Quando sei fuori, via dal tuo parlottio interiore, strappato a forza dai tuoi progetti, distolta da ciò che ti piace… sei nella vita.
Ti trovi, come direbbe un motivatore basico, fuori dalla tua zona di confort. Distante dal “divano”, in un posto scomodo e precario, che però è il luogo magico dove puoi imparare, scoprire, capire, osare, cambiare, evolverti.

Tutto serve. A te come persona, e dunque a te come scrittrice o scrittore.

Se dunque in questo momento non riesci a scrivere, se in questo momento sei senza forze e in mezzo a mille problemi e al romanzo ora proprio non hai lo sbatti di pensare… va bene così.
Fai quello che devi e smettila di preoccuparti del fatto che non stai scrivendo.

Con un’accortezza molto importante: decidi che quando sarà il momento tornerai alla scrivania. Devi dirlo a te stess* e considerarla una promessa.

Nel “Manuale di scrittura di fantascienza” abbiamo dedicato ampio spazio al subconscio e al suo preziosissimo lavoro, lavoro che si nutre anche di propositi.

Non si tratta di ipnotizzarci, o di ripetere mille volte davanti allo specchio una formula magica: si tratta di parlare a noi stessi, e dirci chiaramente, in tono sicuro, con fiducia e determinazione, che quella che abbiamo è un’idea valida, che la stiamo mettendo in un angolo della mente, e che qualcosa in noi saprà farla fiorire.

dal Manuale di scrittura di fantascienza, Giulia Abbate e Franco Ricciardiello, Odoya Edizioni

Si tratta di decidere.

Non siamo più molto abituati ad affidarci a forze impalpabili, perché forse le consideriamo soluzioni “finte” e non abbiamo la pazienza di aspettare di vedere se funziona. Ma nei periodi in cui non hai tempo e modo di scrivere per cause esterne di forza maggiore, prova questa strada: affida la tua opera e il tuo percorso a un momento futuro, con la fiducia e insieme la ferma determinazione che appena “questo momento passerà” tornerai alla scrivania e ti rimetterai al lavoro.

…Quando ciò avverrà, puoi credermi: sarai già al tuo livello superiore di scrittura.

Manca solo un post jolly e la serie #scrivifelice che abbiamo iniziato a luglio sarà finita!
Il prossimo articolo avrà il titolo “Feedback amaro: quando lettori e lettrici dicono la loro…”. Ti parlerò di come affrontare il banco di prova finale del percorso di scrittura, che è anche il più difficile: il parere di chi ti legge.
Ce la farò a scriverlo entro la fine dell’anno?

Per saperlo continua a seguirmi qui sul blog, con il feed oppure sulla pagina facebook Giulia Abbate – L’arte di scrivere felici.
Grazie!

Ecco il sommario della serie #scrivifelice: